Venite in disparte ... ~~~~~
 


 

 

Dal Vangelo secondo Marco
In quel tempo, gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e insegnato.
Ed egli disse loro: «Venite in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un pò». Era infatti molta la folla
che andava e veniva e non avevano più neanche il tempo di mangiare. Allora partirono sulla barca verso un
luogo solitario, in disparte. Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città cominciarono ad accorrere
là a piedi e li precedettero. Sbarcando, vide molta folla e si commosse per loro, perché erano come
pecore senza pastore,  e si mise a insegnare loro molte cose.

Mc 6, 30-34

Non vi è mai successo? Hai preparato un viaggio con cura, lo hai atteso, hai comprato le cose per il viaggio, un po’ eccitato e preoccupato e poi ti sei trovato agli antipodi del mondo su una spiaggia o nella città dei grattacieli con un senso di smarrimento nel cuore, perché tu sei sempre lo stesso, anche abbronzato sulla spiaggia e se non trovi senso viaggi senza mai arrivare.
Il Signore ci propone di passare le vacanze con lui, nel silenzio, nel deserto, ci chiede di fidarci, di guardarlo negli occhi, perché lui è il pastore che si commuove della fatica delle pecore, il pastore che non vuole a tutti i costi venderci qualcosa.

Gesù propone ai suoi di andare in disparte, con lui, a riposare un po’...

La vacanza è il momento in cui andare in disparte e riposarsi un po’ con il Signore Gesù.
C’è il rischio di vedere la vacanza come un momento di euforia, di eccesso, di esteriorità.
Le vacanze, specie quelle che permettono viaggi lontani, sono sempre più diffuse ma sono davvero occasioni di rispetto e confronto con culture diverse? Di approfondimento della complessità dell’uomo?
Sappiamo cogliere la vacanza come un dono, come un momento di ascolto e di confronto con gli altri, uscendo dal nostro orizzonte e dai nostri giudizi per accogliere con dignità la vita di altri popoli?
Fate come Benedetto: mettete nella valigia un vangelo e un libro di spiritualità!
Abbiamo sempre pronta la scusa di non avere tempo da dedicare alla preghiera: perché non ricavarlo durante il tempo del riposo?

Il Signore ci invita a riposarci, ad andarcene in disparte certo, ma con lui, per ritrovare l’armonia tra il corpo e lo spirito che la frenesia del lavoro spesso interrompe.

Una seconda, consolante parola, per tutti gli altri.
Per quelli, la maggioranza (!), che non hanno, né avranno la possibilità di fare vacanza, specialmente per quelli che d’estate vivono ancora più soli: gli anziani, gli ammalati, le persone separate, chi è in difficoltà economica.  Il Signore guarda la folla e prova compassione, si commuove, perché, allora come oggi, noi uomini siamo come pecore senza pastore.

Animo, amici! Il Signore non si dimentica di noi, non ci lascia soli, diventa nostro pastore.

A questo Dio di tenerezza e di compassione sappiamo rivolgere il nostro sguardo e la nostra preghiera.

 

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