Ama il silenzio più di tutto. Poiché esso ti dà di portare frutto.
La lingua non sa spiegarlo. Sforziamoci anzitutto di tacere.  È dal silenzio che nasce ciò  che ci condurrà al silenzio. Perché allora Dio ti fa sentire  ciò che nasce al silenzio. All'inizio, il tacere ci richiede uno sforzo, ma in seguito nasce in noi  come una misteriosa forza che ci attira. Che Dio ti doni di percepire distintamente ciò che nasce dal vero silenzio. Se cominci ad addentrarti  in questa via, una inesprimibile luce zampillerà in te…  Il cuore è come se sentisse l'intimo sapore di ogni realtà, al fondo di una mirabile  contemplazione. L'uomo diventa come un fanciullo in mezzo alle creature…"

               Isacco di Ninive, monaco del VII secolo

Il silenzio
Il silenzio non ci manca, perché lo abbiamo. Il giorno in cui ci mancasse, significherebbe che non abbiamo saputo prendercelo. Tutti i rumori che ci circondano fanno molto meno strepito di noi stessi. Il vero rumore è l'eco che le cose hanno in noi. Non è il parlare che rompe inevitabilmente il silenzio. Il silenzio è la sede della Parola di Dio, e se, quando parliamo, ci limitiamo a ripetere quella parola, non cessiamo di tacere.
I monasteri appaiono come i luoghi della lode e come i luoghi del silenzio necessario alla lode. Nella strada, stretti dalla folla, noi disponiamo le nostre anime come altrettante cavità di silenzio dove la Parola di Dio può riposare e risuonare. In certi ammassi umani dove l'odio, la cupidigia, l'alcool segnano il peccato, conosciamo un silenzio di deserto e il nostro cuore si raccoglie con una facilità estrema perché Dio vi faccia squillare il suo nome: «Vox clamans in deserto».

Solitudine
A noi gente della strada sembra che la solitudine non sia l'assenza del mondo ma la presenza di Dio. E' l'incontrarlo dovunque che fa la nostra solitudine. Essere veramente soli è, per noi, partecipare alla solitudine di Dio. Egli è così grande che non lascia posto a nessun altro, se non in lui. Il mondo intero è come un faccia a faccia con lui dal quale non possiamo evadere.
Incontro della sua causalità viva dove le strade si intersecano accese di movimento.
Incontro con la sua orma sulla terra.
Incontro della sua Provvidenza nelle leggi scientifiche.
Incontro del Cristo in tutti questi «piccoli che sono suoi»: quelli che soffrono nel corpo, quelli che sono presi dal tedio, quelli che si preoccupano, quelli che mancano di qualcosa. Incontro con il Cristo respinto, nel peccato dai mille volti. Come avremmo cuore di deriderli o di odiarli, questi infiniti peccatori ai quali passiamo accanto?
Solitudine di Dio nella carità fraterna: il Cristo che serve il Cristo; il Cristo in colui che serve, il Cristo in colui che è servito.
L'apostolato come potrebbe essere per noi una dissipazione o uno strepito?

Madeleine Delbrel
MADELEINE DELBREL

 

 



In ascolto, cuore a cuore, con te, Dio di Misericordia!...

CANTATE AL SIGNORE UN CANTO NUOVO!... Dai "Discorsi" di Sant'Agostino Vescovo ... (dal sito vatican.va)


NEL TUO SILENZIO
"Che magnifica notte di stelle /... Quale pace divina,
solenne / hai prescelto o Bambino — In notte placida /
per muto sentier / ... Nell'aura è il palpito /
 d'un grande mister — Fermarono i cieli /
la loro armonia"

 

 

 

in questa pagina,
nel silenzio,
ogni immagine
potrebbe
celare qualcosa,
per te ...

"Quale é la cosa più difficile di tutte? Quella che sembra la più facile: con gli occhi vedere ciò che davanti agli occhi si trova" GOETHE

L'ESSENZIALE
E'
INVISIBILE
AGLI OCCHI
A. de Saint Exupéry

                                                                   
Ti auguro di trovare il tuo personale "luogo del silenzio"...


LA STRADA

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