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Cammini con passo assorto e lento tra i vicoli odorosi e lenti della mia infanzia, ti guardi intorno e cerchi una casa che hai da sempre desiderato. Sollevi gli occhi, ora, e mi vedi mentre mi nascondo dietro scure persiane, sollevi la tua mano per un cenno breve ed io bruscamente mi allontano. Chi sei? Perchè proprio me hai cercato, con occhi sereni di fuoco? Non ti conosco, sei straniero, diverso, e non mi devo perdere nel tuo sguardo! Un tocco, breve e sicuro alla porta: stai bussando, cerchi me, vuoi che apra! Hai percorso spazi e tempi senza misura per cercarmi e non ti spaventa la mia paura... Mi ami, si dilata il tuo cuore, lo vedo, per accogliermi tutta, mi inviti alla festa: con timore, lentamente, scendo le scale e piano piano ti apro la mia porta. Entra!...
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La tua
voce ha potuto intenerirmi. La tua presenza trattenermi e il tuo rispetto
commuovermi. Chi sei? Tu, solo tu, hai destato l'ammirazione dei miei occhi,
la meraviglia del mio udito. Ogni volta che ti guardo mi provochi nuovo
stupore e quanto più ti guardo più desidero guardarti.
(Calderon de la Barca)