Le vicende della vita di Gesù assomigliano molto alle vicende travagliate di un granello di frumento: lottare contro la zizzania degli uomini, minacciare di essere soffocato, crescere fra mille stenti, bisognoso di ombra e di silenzio; poi, adagio, maturato sotto il sole dell’amore di Dio, pronto per diventare il pane della nostra fame.

Don Primo Mazzolari

 

Shaddai, Dio della montagna,
che fai della nostra fragile vita
la rupe della tua dimora,
conduci la nostra mente
a percuotere la roccia del deserto,
perché scaturisca acqua
alla nostra sete.
La povertà del nostro sentire
ci copra come manto
nel buio della notte
e apra il cuore ad attendere
l’ eco del Silenzio
finché l’alba,
avvolgendoci
della luce del nuovo mattino,
ci porti,
con le ceneri consumate
del fuoco dei pastori dell’Assoluto
che hanno per noi vegliato
accanto al divino Maestro,
il sapore della santa memoria.

 

   CONTINUA

 

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