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Epistola alla Chiesa di Corinto
La Chiesa di Dio che è a Roma alla Chiesa di Dio che è a
Corinto, agli eletti santificati nella volontà di Dio
per nostro Signore Gesù Cristo. Siano abbondanti in voi
la grazia e la pace di Dio onnipotente mediante Gesù
Cristo.
Elogio dei Corinti
I - 1. Per le improvvise disgrazie e avversità
capitatevi l'una dietro l'altra, o fratelli, crediamo di
aver fatto troppo tardi attenzione alle cose che si
discutono da voi, carissimi, all'empia e disgraziata
sedizione aberrante ed estranea agli eletti di Dio.
Pochi sconsiderati e arroganti l'accesero, giungendo a
tal punto di pazzia che il vostro venerabile nome,
celebre e amato da tutti gli uomini, è fortemente
compromesso.
2. Chi, fermandosi da voi, non ebbe a riconoscere la
vostra fede salda e adorna di ogni virtù? Ad ammirare la
vostra pietà cosciente ed amabile in Cristo? Ad esaltare
la vostra generosa pratica dell'ospitalità? A
felicitarsi della vostra scienza perfetta e sicura?
3. Facevate ogni cosa, senza eccezione di persona, e
camminavate secondo le leggi del Signore, soggetti ai
vostri capi e tributando l'onore dovuto ai vostri
anziani. Esortavate i giovani a pensare cose moderate e
degne. Raccomandavate alle donne di compiere tutto con
coscienza piena, dignitosa e pura, amando sinceramente,
come conviene, i loro mariti; insegnavate a ben accudire
alla casa, attenendosi alla norma della sottomissione e
ad essere assai prudenti.
II - 1. Tutti eravate umili e senza vanagloria, volendo
più ubbidire che comandare, più dare con slancio che
ricevere. Contenti degli aiuti di Cristo nel viaggio e
meditando le sue parole, le tenevate nel profondo
dell'animo, e le sue sofferenze erano davanti ai vostri
occhi.
2. Così una pace profonda e splendida era data a tutti e
un desiderio senza fine di operare il bene e una
effusione piena di Spirito Santo era avvenuta su tutti.
3. Colmi di volontà santa nel sano desiderio e con pietà
fiduciosa, tendevate le mani verso Dio onnipotente,
supplicandolo di essere misericordioso se in qualche
cosa, senza volerlo, avevate peccato.
4. Giorno e notte per tutta la vostra comunità vi
adoperavate a salvare con pietà e coscienza il numero
dei suoi eletti.
5. Gli uni verso gli altri eravate sinceri, semplici e
senza rancori.
6. Ogni sedizione e ogni scisma era per voi orribile. Vi
affliggevate per le disgrazie del prossimo e ritenevate
le sue mancanze come vostre.
7. Senza pentirvi mai di ogni buona azione, eravate
pronti ad ogni opera di bene.
8. Ornati di una condotta virtuosa e venerata, compivate
ogni cosa nel timore di Lui: i comandamenti e i precetti
del Signore erano scritti nella larghezza del vostro
cuore.
Funeste conseguenze della discordia
III - 1. Ogni onore e abbondanza vi erano stati concessi
e si era compiuto ciò che fu scritto: "Il diletto mangiò
e bevve, si fece largo e si ingrassò e recalcitrò".
2. Di qui gelosia e invidia, contesa e sedizione,
persecuzione e disordine, guerra e prigionia.
3. Così si ribellarono i disonorati contro gli stimati,
gli oscuri contro gli illustri, i dissennati contro i
saggi, i giovani contro i vecchi.
4. Per questo si sono allontanate la giustizia e la
pace, in quanto ognuno ha abbandonato il timore di Dio
ed ha oscurato la sua fede; non cammina secondo i
comandamenti divini, non si comporta come conviene a
Cristo, ma procede secondo le passioni del suo cuore
malvagio, in preda alla gelosia ingiusta ed empia
attraverso la quale anche "la morte venne nel mondo".
Esempi del Vecchio Testamento
IV - 1. Così è scritto: "Accadde che, dopo molti giorni,
Caino offrì a Dio in sacrificio dei frutti della terra e
Abele offri anche lui in sacrificio dei primogeniti
delle pecore e del loro grasso.
2. E Dio guardò Abele e i suoi doni, ma non prestò
attenzione a Caino e ai suoi sacrifici.
3. Caino ne fu molto rattristato e il suo volto mostrava
abbattimento.
4. Dio disse a Caino: perché sei triste, e perché il tuo
volto mostra abbattimento? Non hai forse peccato, se,
pur offrendo rettamente il tuo sacrificio, non hai
diviso rettamente le parti?
5. Rasserenati: la tua offerta ritorna a te e tu ne
potrai disporre.
6. Disse Caino al fratello Abele: andiamo in campagna. E
avvenne che mentre erano in campagna Caino si gettò sul
fratello e l'uccise".
7. Vedete, fratelli, l'invidia e la gelosia portarono al
fratricidio.
8. Per l'invidia il nostro padre Giacobbe fuggì dal
cospetto di suo fratello Esaù.
9. L'invidia fece perseguitare Giuseppe sino alla morte
e portarlo sino alla schiavitù.
10.L'invidia spinse Mosè a fuggire dalla presenza del
Faraone, re di Egitto, nel sentire da un suo
connazionale: "Chi ti ha posto come arbitro e giudice su
di noi? Tu credi di uccidermi come hai ucciso ieri
l'egiziano?".
11. Per invidia Aronne e Maria alloggiarono fuori
dell'accampamento.
12. L'invidia portò vivi nell'inferno Datan ed Abiran
per essersi ribellati contro il servo di Dio Mosè.
13. Per l'invidia David ebbe non solo l'odio degli
stranieri, ma fu anche perseguitato da Saul, re
d'Israele.
Esempi del Nuovo Testamento
V - 1. Ma lasciando gli esempi antichi, veniamo agli
atleti vicinissimi a noi e prendiamo gli esempi validi
della nostra epoca.
2. Per invidia e per gelosia le più grandi e giuste
colonne furono perseguitate e lottarono sino alla morte.
3. Prendiamo i buoni apostoli.
4. Pietro per l'ingiusta invidia non una o due, ma molte
fatiche sopportò, e così col martirio raggiunse il posto
della gloria.
5. Per invidia e discordia Paolo mostrò il premio della
pazienza.
6. Per sette volte portando catene, esiliato, lapidato,
fattosi araldo nell'oriente e nell'occidente, ebbe la
nobile fama della fede.
7. Dopo aver predicato la giustizia a tutto il mondo,
giunto al confine dell'occidente e resa testimonianza
davanti alle autorità, lasciò il mondo e raggiunse il
luogo santo, divenendo il più grande modello di
pazienza.
Una schiera di eletti
VI - 1. A questi uomini che vissero santamente si
aggiunse una grande schiera di eletti, i quali,
soffrendo per invidia molti oltraggi e torture, furono
di bellissimo esempio a noi.
2. Per gelosia furono perseguitate le donne, giovanette
e fanciulle che soffrirono oltraggi terribili ed empi
per la fede. Affrontarono una corsa sicura ed ebbero una
ricompensa generosa, esse deboli nel fisico.
3. La gelosia allontanò le mogli dai mariti ed alterò la
parola del nostro padre Adamo: "Ecco ella è osso delle
mie ossa e carne della mia carne".
4. La gelosia e la discordia rovinarono molte città e
distrussero grandi nazioni.
Il pentimento
VII - 1. Carissimi, scriviamo tutte queste cose non solo
per avvertire voi, ma anche per ricordarle a noi. Siamo
sulla stessa arena e uno stesso combattimento ci
attende.
2. Lasciamo i vani ed inutili pensieri e seguiamo la
norma gloriosa e veneranda della nostra tradizione.
3. Vediamo ciò che è bello, ciò che è piacevole e
gradito davanti a chi ci ha creato.
4. Guardiamo il sangue di Gesù Cristo e consideriamo
quanto sia prezioso al Padre suo. Effuso per la nostra
salvezza portò al mondo la grazia del pentimento.
5. Scorriamo tutte le generazioni e notiamo che di
generazione in generazione il maestro "diede luogo al
pentimento" per tutti quelli che volevano a lui
rivolgersi.
6. Noè predicò il pentimento e tutti quelli che
l'ascoltarono furono salvi.
7. Giona predisse lo sterminio ai Niniviti, ma essi,
pentiti dei loro peccati, si resero propizio Dio
pregando ed ebbero la salvezza, benché estranei a Dio.
Il pentimento è desiderato dal Signore
VIII - 1. I ministri della grazia di Dio parlarono del
pentimento per mezzo dello Spirito Santo.
2. Anche il Signore di tutte le cose parlò del
pentimento col giuramento: "Io vivo - dice il Signore -
e non voglio la morte del peccatore, bensì la sua
conversione". Aggiunse anche un buon proposito.
3. "Pentiti, o casa d'Israele, della tua iniquità.
Riferisci ai figli del mio popolo: anche se i vostri
peccati arriveranno dalla terra al cielo e saranno più
rossi dello scarlatto e più neri del sacco, e vi
convertite a me con tutto il cuore e direte: "Padre", io
vi ascolterò come un popolo santo".
4. In un altro passo dice così: "Lavatevi e
purificatevi, toglietevi le cattiverie dalle vostre
anime innanzi ai miei occhi. Cessate dalle vostre
iniquità, imparate a fare il bene, ricercate la
giustizia, liberate l'oppresso, rendete il suo diritto
all'orfano e rendete giustizia alla vedova, e poi
discuteremo, dice il Signore. E se i vostri peccati
fossero come la porpora, io li renderò bianchi come la
neve; se fossero come lo scarlatto li renderò bianchi
come la lana. Se volete e mi ascoltate, vi nutrirete dei
beni della terra. Se non volete e non mi ascoltate, una
spada vi divorerà. Questo infatti la bocca del Signore
disse".
5. Egli nella sua onnipotente volontà ha deciso che
tutti i suoi diletti partecipino al pentimento.
Enoch e Noè
IX - 1. Obbediamo dunque alla sua grandiosa e gloriosa
volontà. Divenuti supplici della sua misericordia e
della sua bontà, prosterniamoci e rivolgiamoci alla sua
pietà, abbandonando la vanità, la discordia e la gelosia
che conduce alla morte.
2. Guardiamo i ministri perfetti della sua grandezza e
della sua gloria.
3. Prendiamo Enoch che fu trovato giusto nella sua
ubbidienza e fu elevato dal mondo senza morire.
4. Noè fu trovato fedele. Mediante il suo ministero
predicò al mondo la rinascita ed il Signore, suo
tramite, salvò gli animali che in concordia erano
entrati nell'arca.
Abramo
X - 1. Abramo, chiamato l'amico, fu trovato fedele
nell'essere ubbidiente alle parole di Dio.
2. Egli per ubbidienza uscì dalla sua terra, dalla sua
parentela e dalla casa di suo padre. Per aver
abbandonato una piccola terra, una parentela
insignificante e una umile casa, ereditò le promesse di
Dio.
3. Dice a lui (il Signore): "Esci dalla tua terra, dalla
tua parentela, dalla casa di tuo padre per andare nel
paese che ti mostrerò. Farò di te una grande nazione, ti
benedirò e renderò grande il tuo nome e tu sarai
benedetto. Benedirò quelli che ti benediranno e maledirò
quelli che ti malediranno e in te saranno benedette
tutte le tribù della terra".
4. E di nuovo, nel separarsi da Lot, Dio gli disse:
"Alza i tuoi occhi e dal luogo ove sei guarda a nord, a
mezzogiorno e ad oriente verso il mare. Tutta la terra
che tu vedi la darò a te e alla tua discendenza per
sempre.
5. Renderò la tua discendenza come la sabbia della
terra. Se qualcuno può contare la sabbia della terra,
conterà anche la tua discendenza".
6. E di nuovo parla: "Dio condusse fuori Abramo e gli
disse: guarda il cielo e conta le stelle se puoi
contarle. Così sarà la tua discendenza. Abramo credette
a Dio e gli fu reputato a giustizia".
7. Per la fede e l'ospitalità gli fu dato un figlio
nella vecchiaia e per obbedienza lo offrì in sacrificio
a Dio sopra uno dei monti che gli indicò.
Lot
XI - 1. Per l'ospitalità e la pietà Lot fu salvato da
Sodoma, quando tutta la regione fu punita dal fuoco e
dallo zolfo. Chiaramente il Signore mostrava che egli
non abbandona quelli che sperano in lui, e manda
punizioni e tormenti a quelli che sono ribelli.
2. Infatti la moglie uscita insieme a Lot, poiché era di
diversi sentimenti e in disaccordo, fu trasformata in
una colonna di sale. Fu posta quale segno sino ai nostri
giorni, perché fosse noto a tutti che si separano e non
credono alla potenza di Dio, sono di condanna e di
esempio a tutte le generazioni.
Raab
XII - 1. Per la fede e l'ospitalità fu salvata la
meretrice Raab.
2. Quando Gesù di Nave mando gli esploratori a Gerico e
il re della regione seppe che erano venuti ad esplorare
la sua terra mandò gli uomini per prenderli e ucciderli.
3. L'ospitale Raab allora, dopo averli accolti, li
nascose nella soffitta sotto gli steli di lino.
4. Sopraggiunti (i messi) del re le dissero: "Quelli che
sono venuti ad esplorare la nostra terra sono entrati da
te; cacciali fuori, il re comanda così". Essa rispose:
"Gli uomini che cercate sono entrati da me, ma subito
sono usciti e camminano sulla strada" e mostrava loro la
direzione opposta.
5. Disse agli uomini (che aveva nascosto): "So bene che
il Signore Iddio vi affida questa terra; lo spavento e
il terrore sono caduti sugli abitanti. Quando ve ne
sarete impadroniti salvate me e la casa di mio padre".
6. Essi le risposero: "Sarà come tu hai detto. Quando ti
accorgi che stiamo per venire, riunisci tutti i tuoi
sotto il tuo tetto e saranno salvi; quanti saranno
trovati fuori della casa saranno uccisi".
7. Stabilirono di dare un segnale, di appendere, cioè,
dello scarlatto alla casa. Si manifestava così che per
mezzo del sangue del Signore ci sarebbe stato il
riscatto per tutti quelli che credono e sperano in Dio.
8. Vedete, carissimi, che in questa donna non c'era solo
la fede, ma anche la profezia.
L'umiltà
XIII - 1. Dunque, fratelli, siamo umili deponendo ogni
baldanza, boria, stoltezza ed ira e facciamo quello che
è scritto. Dice infatti lo Spirito Santo: "Il saggio non
si glori della sua sapienza né il forte della sua forza,
né il ricco della sua ricchezza, ma chi si gloria si
glori nel Signore, di ricercarlo e di praticare il
diritto e la giustizia". Ricordiamoci soprattutto delle
parole che il Signore Gesù disse insegnandoci la
benevolenza e la magnanimità.
2. Così disse: "Siate misericordiosi per ottenere
misericordia; perdonate per essere perdonati; come
farete agli altri, così sarà fatto a voi; come date,
così sarà dato a voi; come giudicate, così sarete
giudicati; la bontà che usate, sarà usata; la misura con
la quale misurate, sarà di misura per voi".
3. Rafforziamoci in questo comandamento e in questi
precetti, per procedere umili ed ubbidienti alle Sue
sante parole. Dice la sua santa parola:
4. "A chi rivolgerò lo sguardo se non al mite, al
pacifico e a chi teme le mie parole?".
L'orgoglio
XIV - 1. E' giusto e santo, fratelli, che noi siamo
ubbidienti a Dio, piuttosto che seguire nell'arroganza e
nella sedizione i capi dell'esecranda gelosia.
2. Noi ci esponiamo non ad un danno leggero, bensì ad un
grande pericolo se audacemente ci abbandoniamo ai voleri
di uomini che gettano nella contesa e nelle sedizioni
per distoglierci da ciò che è bene.
3. Siamo buoni gli uni verso gli altri, secondo la
compassione e la dolcezza di chi ci ha fatti.
4. E' scritto: "I buoni abiteranno la terra, e gli
innocenti resteranno su di essa, ma i peccatori vi
saranno sterminati".
5. E dice di nuovo: "Ecco l'empio esaltato e innalzato
come i cedri del Libano; passai e non c'era più e cercai
il luogo dov'era e non lo trovai. Custodisci l'innocenza
e osserva la rettitudine. Per l'uomo pacifico c'è una
posterità".
Unità e pace
XV - 1. Uniamoci, dunque, a quelli che religiosamente
vivono la pace e non a quelli che la vogliono con
ipocrisia.
2. Dice infatti: "Questo popolo mi onora con le labbra e
il suo cuore è lontano da me".
3. E di nuovo: "Con la bocca mi benedicevano e con il
cuore mi maledicevano".
4. Di nuovo dice: "Lo amavano con la bocca e con la
lingua gli mentivano, il loro cuore non era retto con
lui, nè rimanevano fedeli alla sua alleanza".
5. Per questo "divengano mute le loro labbra
ingannatrici che dicono iniquità contro il giusto". E di
nuovo: "Disperda il Signore tutte le labbra
ingannatrici, la lingua orgogliosa, quelli che dicono:
noi renderemo potente la nostra lingua, le nostre labbra
sono per noi. Chi è padrone di noi?
6. Per la miseria dei poveri e i lamenti dei bisognosi
mi leverò, dice il Signore, li porrò in salvo;
7. e parlerò liberamente con loro".
Umiltà di Cristo
XVI - 1. Cristo è degli umili, non di chi si eleva sul
suo gregge.
2. Lo scettro della maestà di Dio, il Signore Gesù
Cristo, non venne nel fragore della spavalderia e
dell'orgoglio - e l'avrebbe potuto - ma nell'umiltà di
cuore, come lo Spirito Santo ebbe a dire di lui:
3. "Signore, chi credette alla nostra voce? e il braccio
del Signore a chi fu rivelato? Noi l'annunciammo alla
sua presenza: egli è come un fanciullo, come una radice
nella terra assetata; non ha apparenza nè gloria. Noi lo
vedemmo, non aveva una bella apparenza, ma l'aspetto suo
era spregevole, lontano dall'aspetto degli uomini. Come
l'uomo che è nel dolore e nel travaglio e che sa
sopportare l'afflizione perché nasconde il suo volto,
non fu onorato e tenuto in considerazione.
4. Egli porta i nostri peccati e soffre per noi, e noi
l'abbiamo considerato punito, castigato da Dio e
umiliato.
5. Egli fu ferito per i nostri peccati e tribolato per
le nostre malvagità. Il castigo che ci dà salvezza è su
di lui; fummo risanati per le sue lividure.
6. Tutti come pecore eravamo sbandati; l'uomo si era
sviato dal suo cammino.
7. E il Signore diede lui per i nostri peccati, e lui
per essere stato maltrattato, non apre bocca. Come
pecora fu condotto al macello e come l'agnello muto
davanti a chi lo tosa, così egli non apre la sua bocca.
Nell'umiliazione fu tolta la sua condanna.
8. Chi spiegherà la sua generazione? La sua vita è presa
dalla terra.
9. Per le malvagità del mio popolo è giunto alla morte.
10. E darò i malvagi in cambio della sua sepoltura e i
ricchi in cambio della sua morte.
11. Se fate sacrifici per il peccato, la vostra anima
vedrà una lunga posterità.
12. E il Signore vuole liberarlo dall'afflizione della
sua anima, mostrargli la luce e plasmarlo con
l'intelligenza e giustificare il giusto che si fa servo
di molti; ed egli porterà i loro peccati.
13. Per questo egli erediterà molti e dividerà le
spoglie dei forti come ricompensa, poiché fu consegnata
alla morte la sua anima, e fu considerato tra i malvagi.
14. Egli portò i peccati di molti e fu tradito per i
loro peccati".
15. E di nuovo egli dice: "Io sono un verme e non un
uomo, obbrobrio degli uomini e disprezzo del popolo.
16. Tutti quelli che mi vedono mi scherniscono, parlano
tra le labbra e scuotono il capo: ha sperato nel
Signore, Lui lo liberi, lo salvi se lo vuole".
17. Vedete, carissimi, quale modello ci è dato! Se il
Signore si è umiliato a tal punto, che cosa faremo noi
che, per mezzo suo, siamo venuti sotto il giogo della
sua grazia?
Umiltà di santi
XVII - 1. Siamo imitatori di quelli che camminavano
nelle pelli di capra e di pecora annunziando la venuta
di Cristo. Alludiamo ai profeti Elia ed Eliseo ed anche
Ezechiele, e oltre a questi anche a coloro che resero
testimonianza.
2. Fu grandemente testimoniato Abramo e fu chiamato
amico di Dio, e dice con umiltà guardando alla gloria di
Dio: "Io sono polvere e cenere".
3. Anche di Giobbe è scritto così: a Giobbe era giusto,
irreprensibile, veritiero, pio, alieno da ogni male".
4. Ma egli si accusa dicendo: "Nessuno è mondo da
macchia, neppure se la sua vita è di un giorno".
5. Mosè fu chiamato "il fedele in tutta la sua casa" e
per il suo servizio Dio punì l'Egitto con i flagelli e i
tormenti. Ma egli, grandemente onorato, non si vantò e
disse dal roveto quando ebbe la rivelazione: "Chi sono
io, perché mandi me? Io sono debole di voce e di lingua
tarda".
6. E di nuovo dice: "Io sono vapore che esce dalla
pentola".
Umiltà di David
XVIII - 1. Che diremo di David cui fu data
testimonianza? A lui disse il Signore: "Ho trovato un
uomo secondo il mio cuore, David figlio di Iesse; lo
unsi nella mia eterna misericordia".
2. Ma anch'egli dice a Dio: "Abbi pietà di me, secondo
la tua grande pietà e la pienezza della tua compassione
cancelli la mia iniquità.
3. Lavami dalla mia malvagità e purificami dal mio
peccato perché io conosco la mia iniquità e il mio
peccato mi è sempre davanti.
4. Contro te solo ho peccato ed ho fatto il male alla
tua presenza, perché tu sia trovato giusto nelle tue
parole e vinca quando sei chiamato in giudizio.
5. Ecco, sono stato concepito nell'iniquità e nei
peccati mi concepì mia madre.
6. Ecco, tu hai amato la verità e mi hai svelato gli
arcani e i segreti della tua sapienza.
7. Mi aspergerai con l'issopo e sarò purificato, mi
laverai e sarò bianco più della neve.
8. Mi farai sentire allegria e gioia ed esalteranno le
ossa umiliate.
9. Distogli il tuo volto dai miei peccati e cancella
tutte le mie iniquità.
10. Crea in me un cuore puro, o Dio, e rinnova nelle mie
viscere uno spirito retto.
11. Non cacciarmi dal tuo cospetto e non togliere da me
il tuo santo spirito.
12. Dammi la gioia della tua salvezza e fortificami con
lo spirito che mi guidi.
13. Insegnerò ai perversi le tue vie e gli empi si
convertiranno a te.
14. Purificami dai delitti di sangue, o Dio, Dio della
mia salvezza.
15. La mia lingua celebrerà la tua giustizia. Signore tu
aprirai la mia bocca e le mie labbra annunzieranno la
tua lode.
16. Se tu volessi un sacrificio lo darei; tu non ti
compiaci di olocausti.
17. E' sacrificio a Dio uno spirito contrito; Dio non
disprezzerà un cuore contrito ed umiliato".
La pace
XIX - 1. L'umiltà e la modestia di siffatti uomini,
tanto celebri per l'obbedienza, hanno reso migliori non
solo noi, ma anche le generazioni a noi precedenti e
quelli che recepiscono le parole di Lui nel timore e
nella verità.
2. Partecipi, dunque, di molte e grandi azioni gloriose,
corriamo verso la meta di pace dataci fin dal principio
e guardiamo il padre e creatore di tutto l'universo.
Attacchiamoci ai doni e ai benefici della pace,
magnifici e sublimi.
3. Contempliamolo con il pensiero e guardiamo con gli
occhi dell'anima la grande sua volontà! Consideriamo
quanto sia equanime verso ogni sua creatura.
L'armonia del mondo nella pace e nella concordia
XX - 1. I cieli che si muovono secondo l'ordine di Lui
gli ubbidiscono nell'armonia.
2. Il giorno e la notte compiono il corso da Lui
stabilito e non si intralciano a vicenda.
3. Il sole e la luna e i cori delle stelle secondo la
Sua direzione girano in armonia senza deviazione per le
orbite ad essi assegnate.
4. La terra, feconda per Sua volontà, produce abbondante
nutrimento per gli uomini, per le fiere e per tutti gli
animali che vivono su di essa, senza riluttanza e senza
cambiare nulla dei Suoi ordinamenti.
5. Le cose misteriose degli abissi e i giudizi
inesplicabili degli inferi sono retti dagli stessi
ordinamenti.
6. La massa del mare immenso che nella sua creazione si
raccolse nei suoi antri, non supera i limiti posti, ma
come fu ad esso ordinato, così agisce.
7. Disse infatti: "Fin qui tu verrai, e i tuoi flutti si
infrangeranno in te stesso".
8. L'oceano senza fine per gli uomini e i mondi, che
sono oltre, sono retti dalle stesse leggi del Signore.
9. Le stagioni di primavera, d'estate, d'autunno e
d'inverno si susseguono in armonia una dopo l'altra.
10. I venti nell'incalzarsi compiono nel proprio tempo
il loro servizio senza intralcio; le sorgenti perenni
create per il rinfrancamento e la salute, senza mai
cessare, offrono da bere per la vita degli uomini. Anche
gli animali più piccoli si riuniscono nella pace e nella
concordia.
11. Il creatore e signore dell'universo dispose che
tutte queste cose fossero nella pace e nella concordia,
benefico verso tutto e particolarmente verso di noi che
ricorriamo alla sua pietà per mezzo del Signor nostro
Gesù Cristo.
12. A Lui la gloria e maestà nei secoli dei secoli.
Amen.
Ubbidienza al Signore
XXI - 1. Guardate, carissimi, che i numerosi benefici di
Lui non diventino condanna per noi se vivendo in modo
degno di Lui non facciamo nella concordia ciò che è
bello e gradito al suo cospetto.
2. Dice, infatti, in un luogo: "Lo Spirito del Signore è
lucerna che esplora le profondità delle viscere".
3. Consideriamo che egli è vicino e nulla gli sfugge nè
dei nostri pensieri nè dei discorsi che facciamo.
4. E' quindi giusto che non ci discostiamo dalla sua
volontà.
5. E' meglio urtare gli uomini stolti, ignoranti,
superbi, vanagloriosi nella spavalderia della loro
parola che urtare Dio.
6. Veneriamo il Signore Gesù Cristo il cui sangue fu
dato per noi, rispettiamo quelli che ci guidano,
onoriamo gli anziani, educhiamo i giovani al timore di
Dio, indirizziamo al bene le nostre donne.
7. Esse mostrino l'indimenticabile costume della
purezza, manifestino la loro vera volontà di pace,
rendano palese la moderazione della loro lingua mediante
il silenzio ed esercitino la carità non secondo le
passioni, ma santamente senza parzialità per tutti
quelli che temono Dio.
8. I nostri figli partecipino dell'educazione in Cristo;
imparino che cosa possano l'umiltà e l'amore presso il
Signore e come sia bello e grande il timore di Lui che
salva tutti quelli che vivono santamente in Lui con
mente pura.
9. Egli è scrutatore dei pensieri e dei sentimenti. Il
suo spirito è in noi, e quando vuole lo toglie.
La grandezza della fede e la miseria dei peccatori
XXII - 1. La fede in Cristo conferma tutte queste cose.
Egli per mezzo dello Spirito Santo così ci esorta:
"Figli, ascoltatemi: vi insegnerò il timore del Signore.
2. Chi è l'uomo che vuole la vita, desiderando vedere
giorni felici?
3. Frena la tua lingua dal male e le tue labbra dal
parlare con inganno.
4. Evita il male e opera il bene.
5. Cerca la pace e perseguila.
6. Gli occhi del Signore sono sui giusti e le sue
orecchie attente alla loro supplica. La faccia del
Signore è verso quelli che fanno il male, per
distruggere dalla terra il loro ricordo.
7. Il giusto ha gridato e il Signore l'ha ascoltato e
l'ha liberato da tutti gli affanni.
8. Molte sono le tribolazioni del giusto, ma da tutte lo
libererà il Signore". E ancora: "Molte sono le
afflizioni del peccatore, ma la misericordia circonderà
coloro che sperano nel Signore".
Fede in Cristo
XXIII - 1. Il Padre misericordioso e benevolo in tutto
ha cuore verso coloro che lo temono, e con dolcezza e
con soavità offre le sue grazie a quelli che si
rivolgono a lui con semplicità di pensiero.
2. Perciò non restiamo dissociati, né la nostra anima si
gonfi dei suoi benefici sovrabbondanti e magnifici.
3. Non sia per noi la Scrittura quando parla: "Infelici
quelli dall'animo doppio e vacillanti nello spirito che
dicono: queste cose udimmo già dai padri nostri, ora
siamo diventati vecchi e nulla di questo ci è accaduto.
4. O stolti paragonatevi ad un albero; prendete ad
esempio la vite; prima perde le foglie, poi si ha il
germoglio, poi la foglia, poi il fiore e dopo ciò il
grappolo verde, infine l'uva matura". Vedete che in poco
tempo il frutto dell'albero si matura.
5. In verità presto e improvvisamente si compirà la
volontà di Lui, e lo attesta anche la Scrittura: "Egli
verrà presto e non tarderà" e "all'improvviso verrà il
Signore nel suo tempio e il santo che voi attendete".
La risurrezione
XXIV - 1. Carissimi, notiamo come il Signore ci mostri
di continuo la futura resurrezione di cui ci diede come
primizia il Signore Gesù Cristo risuscitandolo dai
morti.
2. Osserviamo, carissimi, la resurrezione che avviene di
volta in volta.
3. Il giorno e la notte ci mostrano la resurrezione;
cessa la notte e sorge il giorno; se ne va il giorno e
sopraggiunge la notte.
4. Prendiamo i frutti. In che modo e in qual parte
germoglia il seme?
5. Uscì il seminatore e gettò nella terra i semi; secchi
e nudi caduti nella terra si dissolvono. Poi la
grandezza della provvidenza del Signore li fa rinascere,
e da uno solo crescono molti e portano frutto.
La fenice
XXV - 1. Consideriamo lo strano prodigio che avviene
nelle terre d'oriente, cioè in quelle vicino all'Arabia.
2. Vi è un uccello chiamato fenice: è il solo della
specie e vive cinquecento anni. Quando è vicino a morire
si fa un nido con incenso, mirra ed altri aromi e giunta
l'ora vi entra e muore.
3. Dalla carne in putrefazione nasce un verme che
nutrendosi dei succhi dell'animale morto, mette le ali.
Poi, divenuto forte prende quel nido in cui sono le ossa
del suo genitore e portandoselo passa dall'Arabia
all'Egitto nella città chiamata Eliopoli.
4. E di giorno sotto lo sguardo di tutti, volando
sull'altare del sole lo depone e così torna indietro.
5. Pertanto i sacerdoti esaminano gli annali e trovano
che esso è giunto al compiersi del cinquecentesimo anno.
La grandezza delle promesse
XXVI - 1. Riteniamo, dunque, cosa grande e straordinaria
che il creatore dell'universo opererà la risurrezione di
coloro che lo hanno servito santamente nella sicurezza
di una fede sincera. Non ci comprova anche in un uccello
la grandezza della sua promessa?
2. Dice infatti: "Mi risusciterai e ti loderò". E: "Mi
coricai e dormii, mi svegliai poiché tu sei con me".
3. E ancora dice Giobbe: "E risusciterai questa mia
carne che ha sopportato queste cose".
Il Signore tutto conosce e possiede
XXVII - 1. Con questa speranza le nostre anime si
stringano al fedele nelle promesse e al giusto nei
giudizi.
2. Chi ci ordina di non mentire, egli soprattutto non
mentirà. Nulla è impossibile a Dio, tranne il mentire.
3. Si riaccenda dunque la fede di lui in noi, e
riflettiamo che ogni cosa gli è vicina.
4. Nella parola della sua maestà ha fatto sussistere
tutte le cose e nella parola le può distruggere.
5. Chi gli può chiedere: "Cosa hai fatto? Chi può
resistere alla potenza della sua forza?". Quando vuole e
come vuole farà ogni cosa e nulla cadrà delle cose da
lui stabilite.
6. Tutto gli è presente e nulla si cela alla sua
volontà.
7. Se "I cieli narrano la gloria di Dio e il firmamento
annunzia l'opera delle sue mani; il giorno la trasmette
al giorno e la notte la fa conoscere alla notte; e non
esistono parole nè lingue di cui non si comprendono i
suoni".
Dio tutto vede e ascolta
XXVIII - 1. Dio vede ed ascolta dunque ogni cosa.
Temiamolo abbandonando i malvagi desideri di opere
ignobili per essere protetti con la sua misericordia nel
giudizio futuro.
2. Dove uno di noi può sfuggire alla sua potente mano?
Quale mondo può dare rifugio a chi lo diserta? Dice
infatti la Scrittura:
3. "Dove andrò e dove mi nasconderò al tuo sguardo? Se
salgo in cielo, tu sei là; se vado agli estremi limiti
della terra, là è la tua destra; se mi stendo negli
abissi, là è il tuo spirito".
4. Dove uno può ritirarsi? Dove può fuggire lontano da
chi tutto abbraccia?
Israele popolo eletto
XXIX - 1. Avviciniamoci a Lui nella santità dell'anima,
alzando a Lui le mani pure e senza macchia e amando il
nostro padre benevolo e misericordioso, il quale fece di
noi una porzione scelta per sé.
2. Così, infatti, è scritto: "Quando l'Altissimo
distribuì le genti e disseminò i figli di Adamo, stabilì
i confini delle nazioni secondo il numero degli angeli
di Dio. Porzione del Signore fu il popolo di Giacobbe,
Israele fu la parte della sua eredità".
3. In un altro passo la Scrittura dice: "Ecco, il
Signore ha preso per sè un popolo in mezzo alle genti
come un uomo serba per sé la primizia della sua aia. Da
questo popolo uscirà il santo dei santi".
Le opere e non le parole
XXX - 1.Essendo noi una porzione santa, praticheremo
tutto ciò che appartiene alla santità: fuggiamo le
maldicenze, gli amplessi impuri e ignobili,
l'ubriachezza, la mania innovatrice, le passioni
orribili, l'adulterio infame e l'orgoglio odioso.
2. "Dio, infatti, dicono, resiste ai superbi, e dà la
grazia agli umili".
3. Uniamoci dunque a coloro ai quali la grazia è data da
Dio; rivestiamoci della concordia rendendoci umili e
padroni di noi stessi, lontani da ogni mormorazione e
maldicenza, giudicando con le opere e non con le parole.
4. La Scrittura dice infatti: "Chi parla molto, anche a
sua volta ascolterà; il ciarliero pensa forse di essere
giusto?
5. Benedetto il nato da donna che ha vita breve. Non
essere abbondante di parole".
6. La nostra lode sia in Dio e non per noi stessi. Dio
disdegna i lodatori di se stessi.
7. La testimonianza della buona azione sia data agli
altri, come fu data ai nostri padri giusti.
8. La temerità, la presunzione e l'audacia sono per i
maledetti da Dio; la benevolenza, l'umiltà e la
dolcezza, invece, per i benedetti da Dio.
Benedizione divina
XXXI - 1. Uniamoci alla Sua benedizione e vediamone le
vie. Sfogliamo gli avvenimenti dall'inizio.
2. Per quale motivo il nostro padre Abramo fu benedetto
se non per aver praticato con fede la giustizia e la
verita?
3. Isacco, conoscendo il futuro, con fiducia si fece
volentieri condurre al sacrificio.
4. Giacobbe con umiltà si allontanò dalla sua terra per
il fratello e andò da Labano e ne divenne servitore. A
lui fu dato lo scettro delle dodici tribù di Israele.
La fede
XXXII - 1. A considerare sinceramente uno a uno i beni
elargiti da lui si riconosceranno grandiosi.
2. Da Giacobbe, discendono tutti i sacerdoti e i leviti
ministri dell'altare di Dio; da lui il Signore Gesù
secondo la carne; da lui i re, gli arconti e i capi
secondo Giuda; ne sono di piccola gloria gli altri
scettri, come Dio aveva promesso: "La tua discendenza
sarà numerosa come le stelle del cielo".
3. Tutti furono glorificati ed esaltati non per se
stessi o per le loro opere o per l'azione giusta che
avevano compiuto, ma per la volontà Sua.
4. E noi, dunque, che per Sua volontà siamo stati
chiamati in Gesù Cristo, non siamo giustificati né per
la nostra sapienza o intelligenza o pietà o le opere
compiute in santità di cuore, ma per la fede con la
quale Dio onnipotente giustificò tutti sin dal
principio. A Lui sia gloria nei secoli dei secoli. Amen.
Le opere buone
XXXIII - 1. Che faremo o fratelli? Cesseremo di fare il
bene e trascureremo la carità? Giammai permetta il
Signore che questo avvenga tra noi, ma con zelo e ardore
sforziamoci di compiere ogni opera buona.
2. Lo stesso artefice e signore dell'universo si
compiace delle sue opere.
3. Con la sua immensa potenza fissò i cieli e li ornò
con la sua incomprensibile intelligenza. Separò la terra
dall'acqua che la circonda e la stabilì sul saldo
fondamento della sua volontà e con il suo comando chiamò
in vita tutti gli animali che in essa s'aggirano. Avendo
preparato il mare e gli animali che sono in esso con la
sua potenza li rinchiuse.
4. Con le mani sacre ed immacolate plasmò l'uomo,
l'essere superiore e che tutto governa, quale impronta
della sua immagine.
5. Così dice il Signore: "Facciamo l'uomo a nostra
immagine e somiglianza. E Dio creò l'uomo; li fece
maschio e femmina".
6. Avendo compiuto tutte queste cose le approvò e le
benedisse col dire: "Crescete e moltiplicatevi".
7. Vediamo che tutti i giusti furono ornati di opere
buone, e lo stesso Signore che si era ornato di opere
buone provò gioia.
8. Con un tale modello volgiamoci senza indugio alla Sua
volontà e con tutta la nostra forza applichiamoci
all'opera di giustizia.
Partecipi delle grandi promesse
XXXIV - 1. Il buon operaio prende a fronte alta il pane
del suo lavoro mentre il pigro e l'indolente non
guardano il datore di lavoro.
2. Conviene dunque che siamo premurosi nel fare il bene;
da Lui ci viene ogni cosa.
3. Lo ha dichiarato: "Ecco il Signore, e davanti a lui
sta la mercede da dare a ciascuno secondo la sua opera".
4. Poichè noi crediamo con tutto il cuore in Lui, ci
esorta a non essere inoperosi nè trascurati in ogni
opera buona.
5. Siano in Lui il nostro vanto e la nostra sicurezza,
sottostiamo alla sua volontà e consideriamo che tutta la
schiera dei suoi angeli, stando intorno a lui, adempie
la sua volontà.
6. Dice, infatti, la Scrittura: "Miriadi e miriadi
stavano intorno a lui e mille migliaia lo servivano e
gridavano: Santo, santo, santo il Signore Sabaoth; tutta
la creazione è piena della sua gloria".
7. E noi, riuniti nella concordia e dall'intimo come da
una sola bocca, gridiamo con insistenza verso di lui che
ci renda partecipi delle sue grandi e gloriose promesse.
8. La Scrittura dice infatti: "Occhio non vide, orecchio
non ascoltò e non penetrò nel cuore dell'uomo quanto ha
preparato per quelli che l'attendono".
Una grande ricompensa
XXXV - 1. Come sono magnifici e mirabili i doni di Dio,
o carissimi.
2. Vita nell'immortalità, splendore nella giustizia,
verità nella libertà, la fede nella sicurezza,
padronanza di sè nella santità. Tutte queste cose cadono
sotto la nostra intelligenza.
3. Quali sono le cose preparate per quelli che le
attendono? Il creatore e padre dei secoli, il
santissimo, sa la quantità e la bellezza di esse.
4. Noi, dunque, lottiamo per trovarci nel numero di
quelli che lo attendono per essere partecipi dei doni
promessi.
5. Come questo avverrà, o carissimi? Se la nostra mente
sarà fissa fedelmente in Dio, se cercheremo le cose a
lui accette e gradite, se compiremo ciò che conviene
alla sua volontà irreprensibile e seguiremo la via della
verità, allontanando da noi ogni ingiustizia e
cattiveria, avarizia, contese, malignità e inganni,
mormorazioni, maldicenze, odio a Dio, orgoglio,
iattanza, vanagloria e inospitalità.
6. Quelli che fanno queste cose sono odiosi a Dio e "non
solo quelli che le fanno, ma anche quelli che le
approvano".
7. Dice infatti la Scrittura: "Al peccatore Dio parlò:
Perché spieghi i miei precetti ed hai sulla bocca la mia
alleanza?
8. Tu odiasti la disciplina e gettasti dietro le spalle
le mie parole. Se vedevi un ladro, correvi con lui, e
con gli adulteri avevi la parte. La tua bocca era piena
di malvagità e la tua lingua tesseva inganni. Sedendo
sparlavi di tuo fratello e al figlio di tua madre ponevi
tranelli.
9. Questo facevi e io tacqui; tu supponevi, iniquo, che
io ti fossi simile.
10. Ti confonderò e ti porro faccia a faccia con te
stesso.
11. Capite queste cose, voi che vi dimenticate di Dio,
perché non vi assalga come un leone e non ci sia chi vi
liberi.
12. Un sacrificio di lode mi darà gloria; ivi la strada
con la quale gli mostrerò la salvezza di Dio".
Gesù Cristo, la salvezza
XXXVI - 1. Questa la strada, o beneamati, nella quale
troviamo salvezza: Gesù Cristo il sommo sacerdote delle
nostre offerte, il protettore e l'aiuto della nostra
debolezza.
2. Per mezzo suo fissiamo lo sguardo sulle altezze dei
cieli, per mezzo suo osserviamo come in uno specchio la
sua faccia immacolata e sublime, per mezzo suo si sono
aperti gli occhi del cuore, per mezzo suo la nostra
mente ottusa e ottenebrata rifiorisce alla luce, per
mezzo suo il Signore ha voluto farci gustare la scienza
immortale. "Egli, splendore della maestà divina, di
tanto è superiore agli angeli di quanto il nome che ebbe
in eredita è più eccellente".
3. E' scritto così: "Egli ha fatto dei venti i suoi
messaggeri e delle vampe di fuoco i suoi ministri".
4. Di suo figlio così disse il Signore: "Tu sei mio
figlio, oggi ti ho generato. Chiedi a me e ti darò le
genti in tua eredità e tuoi saranno i confini della
terra".
5. E di nuovo gli dice: "Siedi alla mia destra finché io
ponga i nemici a sgabello dei tuoi piedi".
6. Chi sono i nemici? I malvagi e quelli che si
oppongono alla sua volontà.
Cristo, la nostra guida
XXXVII - 1. Militiamo, fratelli, con ogni nostra
prontezza sotto i suoi ordini irreprensibili.
2. Consideriamo i soldati sotto gli ufficiali, con quale
ordine, disciplina e sottomissione eseguono i comandi.
3. Non tutti sono proconsoli, né capi di mille, cento,
né di cinquanta e così di seguito, ma ciascuno nel
proprio ordine esegue i comandi dei re o dei governanti.
4. I grandi non possono stare senza i piccoli e i
piccoli senza i grandi; in tutte le cose c'è qualche
collegamento e in questo la utilità.
5. Prendiamo il nostro corpo. La testa non può stare
senza i piedi, nè i piedi senza la testa. Le più piccole
parti del nostro corpo sono necessarie e utili a tutto
il corpo; ma tutte convivono ed hanno una sola
subordinazione per salvare tutto il corpo.
Tutti i beni da Dio
XXXVIII - 1. Si conservi dunque tutto il nostro corpo in
Cristo Gesù e ciascuno si sottometta al suo prossimo,
secondo la grazia in cui fu posto.
2. Il forte si prenda cura del debole, e il debole
rispetti il forte. Il ricco soccorra il povero, il
povero benedica Dio per avergli dato chi supplisce alla
sua indigenza. Il saggio dimostri la sua saggezza non
nelle parole, ma nelle opere buone. L'umile non
testimoni a se stesso, ma lasci che sia testimoniato da
altri. Il casto nella carne non si vanti, sapendo che un
altro gli concede la continenza.
3. Consideriamo, fratelli, di quale materia siamo fatti,
come e chi entrammo nel mondo, da quale fossa e tenebra
colui che ci plasmò e ci creò ci condusse al mondo. Egli
aveva preparato i benefici prima che noi fossimo nati.
4. Abbiamo tutto da lui, di tutto lo dobbiamo
ringraziare. A lui la gloria nei secoli. Amen.
Niente superbia
XXXIX - 1. Gli sciocchi, gli insensati, i pazzi, gli
ineducati, ci deridono e ci scherniscono, volendo
esaltarsi con i propri sentimenti.
2. Che cosa può un mortale? Quale la forza di chi nasce
dalla terra?
3. E' scritto infatti: "Non vi era una figura davanti ai
miei occhi, ma percepivo un soffio di vento e una voce.
4. Che dunque? Sarà puro un mortale davanti al Signore?
O sarà incensurabile nelle sue opere l'uomo se non si
fida dei suoi servi e scorge il torto anche nei suoi
angeli?
5. Non è puro neanche il cielo al suo cospetto. Ahimè,
quelli che abitano case di fango, tra i quali siamo
anche noi di quel fango! Li ha schiacciati come un tarlo
e dal mattino alla sera non esistono più. Perirono per
non poter aiutare se stessi.
6. Soffiò su di loro e morirono, perché non avevano
saggezza.
7. Tu chiama se qualcuno ti ascolterà o se vedrai
qualche angelo santo. L'ira rovina lo sciocco e la
gelosia uccide il perverso.
8. Ho visto gli stolti mettere radici, ma subito la loro
vita fu divorata.
9. Siano lungi dalla salvezza i loro figli; siano
disprezzati davanti alle porte dei più infelici. Non vi
sarà chi li liberi. I beni per loro preparati li
consumeranno i giusti; essi, invece, non saranno
liberati dai mali".
I tempi stabiliti
XL - 1. Sono per noi evidenti queste cose e siamo scesi
nelle profondità della conoscenza divina. Dobbiamo fare
con ordine tutto quello che il Signore ci comanda di
compiere nei tempi fissati.
2. Egli ci prescrisse di fare le offerte e le liturgie,
e non a caso o senz'ordine, ma in circostanze ed ore
stabilite.
3. Egli stesso con la sua sovrana volontà determina dove
e da chi vuole siano compiute, perché ogni cosa fatta
santamente con la sua santa approvazione sia gradita
alla sua volontà.
4. Coloro che fanno le loro offerte nei tempi fissati
sono graditi e amati. Seguono le leggi del Signore e non
errano.
5. Al gran sacerdote sono conferiti particolari uffici
liturgici, ai sacerdoti è stato assegnato un incarico
specifico e ai leviti incombono propri servizi. Il laico
è legato ai precetti laici.
Piacere a Dio
XLI - 1. Ciascuno, o fratelli, nel suo posto piaccia a
Dio, agendo in buona coscienza e dignità, senza
infrangere la norma stabilita per il suo compito.
2. Non si offrano dappertutto, o fratelli, sacrifici
perpetui o votivi, o di espiazione o di riparazione, ma
solo a Gerusalemme. Ivi pure non si offrano sacrifici in
ogni luogo, ma innanzi al tempio sull'altare, dopo un
esame minuto della vittima da parte del sommo sacerdote
e dei ministri prima ricordati.
3. Quelli che agiscono non conformi alla di lui volontà
meritano la pena di morte.
4. Vedete, fratelli, quanto maggiore è la scienza di cui
fummo degnati, tanto maggiore il pericolo cui siamo
esposti.
I ministri della Chiesa
XLII - 1. Gli apostoli predicarono il Vangelo da parte
del Signore Gesù Cristo che fu mandato da Dio.
2. Cristo fu inviato da Dio e gli apostoli da Cristo.
Ambedue le cose ordinatamente secondo la volontà di Dio.
3. Ricevuto il mandato e pieni di certezza nella
risurrezione del Signore nostro Gesù Cristo e fiduciosi
nella parola di Dio con l'assicurazione dello Spirito
Santo, andarono ad annunziare che il regno di Dio stava
per venire.
4. Predicavano per le campagne e le città e costituivano
le primizie del loro lavoro apostolico, provandole nello
spirito, nei vescovi e nei diaconi dei futuri fedeli.
5. E questo non era nuovo; da molto tempo si era scritto
intorno ai vescovi e ai diaconi. Così, infatti, dice la
Scrittura: "Stabilirono i loro vescovi nella giustizia e
i loro diaconi nella fede".
La dignità sacerdotale
XLIII - 1. Che meraviglia se quelli che avevano fede in
Cristo stabilirono come opera da parte di Dio i ministri
predetti? Anche Mosè "fedele servitore in tutta la casa"
segnò nei libri sacri tutto ciò che gli fu ordinato. Gli
altri profeti lo seguirono rendendo testimonianza alle
norme stabilite da lui.
2. Quando sorse gelosia intorno al sacerdozio e le tribù
si disputavano quale di esse si sarebbe ornata del nome
glorioso, egli ordinò ai dodici capitribù di portargli
delle verghe e che ciascuna fosse contrassegnata dal
nome. Avendole prese, le legò, le sigillò con gli anelli
dei capitribù e le pose nel tabernacolo della
testimonianza sulla tavola di Dio.
3. Chiuso il tabernacolo sigillò le chiavi come le
verghe.
4. E disse loro: "Fratelli, la tribù la cui verga
germoglierà, Dio sceglie per esercitare il sacerdozio e
servirlo".
5. Venuto il mattino, convocò tutto Israele,
seicentomila uomini. Mostrò i sigilli ai capitribù e
aprì il tabernacolo della testimonianza e tirò fuori le
verghe. E si trovò che la verga di Aronne non solo era
germogliata, ma aveva anche il frutto. Che ve ne pare, o
carissimi? Mosè non prevedeva che questo sarebbe
accaduto? Lo sapeva davvero. Fece così perché non
scoppiasse un tumulto in Israele e fosse glorificato il
nome del vero e dell'unico Dio. A lui sia la gloria nei
secoli dei secoli. Amen.
Giusto ufficio
XLIV - 1. I nostri apostoli conoscevano da parte del
Signore Gesù Cristo che ci sarebbe stata contesa sulla
carica episcopale.
2. Per questo motivo, prevedendo esattamente l'avvenire,
istituirono quelli che abbiamo detto prima e poi diedero
ordine che alla loro morte succedessero nel ministero
altri uomini provati.
3. Quelli che furono stabiliti dagli Apostoli o dopo da
altri illustri uomini con il consenso di tutta la
Chiesa, che avevano servito rettamente il gregge di
Cristo con umiltà, calma e gentilezza, e che hanno avuto
testimonianza da tutti e per molto tempo, li riteniamo
che non siano allontanati dal ministero.
4. Sarebbe per noi colpa non lieve se esonerassimo
dall'episcopato quelli che hanno portato le offerte in
maniera ineccepibile e santa.
5. Beati i presbiteri che, percorrendo il loro cammino,
hanno avuto una fine fruttuosa e perfetta! Essi non
hanno temuto che qualcuno li avesse allontanati dal
posto loro stabilito.
6. Noi vediamo che avete rimosso alcuni, nonostante la
loro ottima condotta, dal ministero esercitato senza
reprensione e con onore.
La persecuzione dei giusti
XLV - 1. Voi siete pieni di emulazione e di zelo nelle
cose che riguardano la salvezza.
2. Vi siete curvati sulle Sacre Scritture, le vere, date
dallo Spirito Santo.
3. Siete convinti che nulla di ingiusto e di falso è
scritto in esse. Non troverete che i giusti siano stati
ricusati da uomini santi.
4. I giusti sono stati perseguitati, ma dagli ingiusti;
sono stati imprigionati, ma dagli empi; sono stati
lapidati, ma dagli iniqui; uccisi da quelli che vengono
presi dall'invidia perversa e malvagia.
5. Essi sopportarono gloriosamente queste sofferenze.
6. Che dire, o fratelli? Daniele forse fu gettato nella
fossa dei leoni da quelli che temevano Dio?
7. Anania, Azaria e Misaele furono chiusi in una fornace
di fuoco da quelli che praticavano il culto grande e
glorioso dell'Altissimo? Giammai questo. Chi sono,
dunque, quelli che l'hanno commesso? Persone detestabili
e piene di ogni cattiveria spinsero il loro furore sino
al punto da mandare alla tortura quelli che servivano
Dio in santità e senza reprensione. Esse non sapevano
che l'Altissimo è difensore e protettore di quelli che
con coscienza difendono il suo santo nome. A lui la
gloria nei secoli dei secoli. Amen.
8. Coloro che hanno sopportato con fiducia hanno
ereditato la gloria e l'onore, sono stati esaltati e
scritti da Dio nel suo memoriale per i secoli dei
secoli. Amen.
Attaccarsi ai giusti
XLVI - 1. A siffatti esempi bisogna, fratelli, che ci
atteniamo anche noi.
2. E' scritto, infatti: "Attaccatevi ai santi perché
quelli che sono uniti ad essi diverranno santi".
3. E di nuovo in un altro luogo la Scrittura dice: "Con
l'innocente sarai innocente, con l'eletto sarai eletto,
ma con il perverso ti pervertirai".
4. Attacchiamoci dunque agli innocenti e ai giusti, sono
gli eletti di Dio.
5. Perché tra voi contese, ire, dissensi, scismi e
guerra?
6. Non abbiamo un solo Dio, un solo Cristo e un solo
spirito di grazia effuso su di noi e una sola vocazione
in Cristo?
7. Perché strappiamo e laceriamo le membra di Cristo e
insorgiamo contro il nostro corpo giungendo a tanta
pazzia da dimenticarci che siamo membra gli uni degli
altri? Ricordatevi delle parole di Gesù e nostro
Signore.
8. Disse, infatti: "Guai a quell'uomo; sarebbe stato
meglio che non fosse nato, piuttosto che scandalizzare
uno dei miei eletti. Meglio per lui che gli fosse stata
attaccata una macina e fosse stato gettato nel mare,
piuttosto che pervertire uno del miei eletti". Il vostro
scisma ha sconvolto molti e molti gettato nello
scoraggiamento, molti nel dubbio, tutti noi nel dolore.
Il vostro dissidio è continuo.
La discordia
XLVII - 1.Prendete la lettera del beato Paolo apostolo.
2. Che cosa vi scrisse all'inizio della sua
evangelizzazione?
3. Sotto l'ispirazione dello Spirito vi scrisse di sé,
di Cefa, e di Apollo per aver voi allora formato dei
partiti.
4. Ma quella divisione portò una colpa minore.
Parteggiavate per apostoli che avevano ricevuto
testimonianza e per un uomo (Apollo) stimato da loro.
5. Ora, invece, considerate chi vi ha pervertito e ha
menomato la venerazione della vostra rinomata carità
fraterna.
6. E' turpe, carissimi, assai turpe e indegno della vita
in Cristo sentire che la Chiesa di Corinto, molto salda
e antica, per una o due persone si è ribellata ai
presbiteri.
7. E tale voce non solo è giunta a noi, ma anche a chi è
diverso da noi. Per la vostra sconsideratezza si è
portato biasimo al nome del Signore e si è costituito un
pericolo per voi stessi.
La porta della giustizia
XLVIII - 1. Liberiamocene subito e gettiamoci ai piedi
del Signore. Piangendo, supplichiamolo che fattosi
propizio si riconcili con noi e ci ristabilisca nella
nobile e santa pratica della carità fraterna.
2. Questa è la porta della giustizia aperta alla vita,
come è scritto: "Apritemi le porte della giustizia;
entrando confesserò il Signore.
3. Questa è la porta del Signore; i giusti entreranno
per essa".
4. Molte sono le porte aperte, (ma) quella della
giustizia è in Cristo. Beati sono tutti quelli che vi
entrano e dirigono il loro cammino nella santità e nella
giustizia, tutto facendo tranquillamente.
5. Ciascuno sia fedele, sia capace di esporre la
scienza, sia saggio nel giudicare i motivi, sia puro
nelle opere.
6. Tanto più occorre che sia umile quanto più è creduto
molto grande, e deve cercare il bene comune per tutti e
non quello proprio.
La carità
XLIX - 1. Chi ha la carità in Cristo pratichi i suoi
comandamenti.
2. Chi può spiegare il vincolo della carità di Dio?
3. Chi è capace di esprimere la grandezza della sua
bellezza?
4. L'altezza ove conduce la carità è ineffabile.
5. La carità ci unisce a Dio: "La carità copre la
moltitudine dei peccati". La carità tutto soffre, tutto
sopporta. Nulla di banale, nulla di superbo nella
carità. La carità non ha scisma, la carità non si
ribella, la carità tutto compie nella concordia. Nella
carità sono perfetti tutti gli eletti di Dio. Senza
carità nulla è accetto a Dio.
6. Nella carità il Signore ci ha presi a sé. Per la
carità avuta per noi, Gesù Cristo nostro Signore, nella
volontà di Dio, ha dato per noi il suo sangue, la sua
carne per la nostra carne e la sua anima per la nostra
anima.
L - 1. Vedete, carissimi, come è cosa grande e
meravigliosa la carità, e della sua perfezione non c'è
commento.
2. Chi è capace di trovarsi in essa se non quelli che
Dio ha reso degni? Preghiamo dunque e chiediamo alla sua
misericordia perché siamo riconosciuti nella carità,
senza sollecitazione umana, irreprensibili.
3. Sono passate tutte le generazioni da Adamo sino ad
oggi, ma quelli che con la grazia di Dio sono perfetti
nella carità raggiungono la schiera dei più, che saranno
visti nel novero del regno di Cristo.
4. Infatti è scritto: "Entrate nelle vostre stanze per
pochissimo, finché passa la mia ira e il mio furore; mi
ricorderò del giorno buono e vi risusciterò dai vostri
sepolcri".
5. Siamo beati, carissimi, se eseguiamo i comandamenti
di Dio nella concordia della carità, perché ci siano
rimessi i peccati per la carità.
6. E' scritto: "Beati quelli cui furono rimesse le
malvagità e i cui peccati sono stati coperti; beato
l'uomo del quale il Signore non considererà il peccato,
né l'inganno è sulla sua bocca".
7. Questa beatitudine è per quelli scelti da Dio per
mezzo di Gesù Cristo nostro Signore. A lui la gloria nei
secoli dei secoli. Amen.
Confessare le colpe
LI - 1. Chiediamo che ci siano perdonate le mancanze e
le azioni ispirate dall'avversario. Coloro che furono i
capi della sedizione e dello scisma devono considerare
la parte comune della speranza.
2. Quelli che vivono nel timore e nella carità vogliono
incappare nelle ingiurie piuttosto essi stessi che il
prossimo. Preferiscono subire il biasimo per la bella e
giusta armonia trasmessaci.
3. E' meglio per l'uomo confessare le sue colpe che
indurire il suo cuore, come si indurì il cuore dei
rivoltosi contro il servitore di Dio, Mosè, e la loro
condanna fu ben chiara;
4. poiché "discesero vivi nell'ade" e "la morte li
pascolerà".
5. Il Faraone e il suo esercito e tutti i capi di
Egitto, i carri e quelli che vi erano sopra, per questo
motivo furono sommersi nel Mar Rosso e perirono. I loro
cuori insensati si erano induriti, dopo i miracoli e i
portenti avvenuti in Egitto, mediante il servo di Dio
Mosè.
LII - 1. Fratelli, il Signore dell'universo non ha
bisogno, non cerca nulla da nessuno tranne che si faccia
a lui la confessione.
2. Dice, infatti, l'eletto David: "Mi confesserò al
Signore e gli sarà accetto più di un giovenco che mette
le corna e le unghie. Vedano i poveri e gioiscano".
3. E di nuovo dice: "Offri a Dio un sacrificio di lode e
rivolgi all'Altissimo le tue preghiere; invocami nel
giorno della tua afflizione e io ti libererò e tu mi
glorificherai".
4. "Sacrificio gradito a Dio è uno spirito contrito".
La carità di Mosè
LIII - 1. Carissimi, voi conoscete le Sacre Scritture e
le conoscete bene; avete meditato le parole di Dio. Per
il ricordo vi scriviamo queste cose.
2. Quando Mosè salì sul monte trascorrendo quaranta
giorni e quaranta notti nel digiuno e nell'umiltà, a lui
disse il Signore: "Discendi presto di qui perché il
popolo tuo, che conducesti dalla terra di Egitto, ha
prevaricato; si è presto allontanato dalla via che tu
avevi prescritto, e si è fatto idoli di metallo fuso".
3. E disse a lui il Signore: "Ti ho parlato una volta e
anche due dicendo: "Ho riguardato questo popolo e vedi è
di dura cervice; lascia che lo distrugga. Cancellerò il
suo nome di sotto il cielo e farò di te una nazione
grande, meravigliosa e molto più numerosa di questa".
4. E disse Mosè: "Giammai, Signore. Rimetti il peccato a
questo popolo, o cancella me dal libro dei viventi".
5. O grande carità! O perfezione insuperabile! Un servo
parla con libertà al Signore, implora il perdono per il
popolo o chiede di essere eliminato anche lui con esso.
La pace del gregge di Cristo
LIV - 1. Tra voi c'e qualcuno generoso, misericordioso e
pieno di amore?
2. Dica: se per colpa mia si sono avuti sedizione, lite
e scismi vado via. Me ne parto dove volete e faccio
quello che il popolo comanda purché il gregge di Cristo
viva in pace con i presbiteri costituiti.
3. Ciò facendo si acquisterà una grande gloria in Cristo
e ogni luogo lo riceverà. "Del Signore è la terra e
quanto essa contiene".
4. Così hanno fatto e faranno quelli che con una
condotta senza rimorsi, sono cittadini di Dio.
LV - 1. Per riportare gli esempi dei pagani, molti re e
capi, in tempi di pestilenza, ammoniti dall'oracolo, si
offrirono alla morte per salvare con il loro sangue i
cittadini. Molti abbandonarono le loro città perché
cessasse la sedizione.
2. Sappiamo che molti tra noi si offrirono alle catene
per liberare gli altri; molti si offrirono alla
schiavitù e con il prezzo ricavato davano da mangiare
agli altri.
3. Numerose donne rese forti dalla grazia di Dio
compirono molte azioni virili.
4. La beata Giuditta, mentre la città era assediata,
chiese agli anziani che la lasciassero andare nel campo
degli avversari.
5. Si espose dunque al pericolo. Uscì dalla città per
amore della patria e del popolo che era assediato e il
Signore diede Oloferne in mano di una donna.
6. Ester, perfetta nella fede, non si espose a minor
pericolo per salvare le dodici tribù di Israele sul
punto di perire. Nel digiuno e nella umiltà implorò il
Signore che tutto vede, Dio dei secoli. Egli, vedendo
l'umiltà dell'anima di lei, salvò il popolo per il cui
amore affrontò il pericolo.
La protezione di Dio
LVI - 1. Per quelli che si trovano in qualche peccato
intercediamo anche noi, perché siano loro concesse la
mansuetudine e l'umiltà e cedano non a noi ma alla
volontà di Dio. Così sarà fruttuoso e perfetto presso
Dio e presso i santi il ricordo con la pietà.
2. Accettiamo il rimprovero per il quale nessuno deve
indispettirsi, o carissimi. La correzione che ci
facciamo a vicenda è buona e assai vantaggiosa; ci
unisce alla volontà di Dio.
3. Così dice la santa parola: "Il Signore mi ha educato
con il rimprovero e non mi ha consegnato alla morte".
4 "Il Signore corregge chi ama e frusta ogni figlio che
gli è accetto".
5. "Il giusto - dice - mi correggerà nella misericordia
e mi proverà; l'olio dei peccatori non unga la mia
testa".
6. E di nuovo dice: "Beato l'uomo che il Signore ha
corretto; non ricusare l'ammonizione dell'onnipotente;
egli fa soffrire, e di nuovo ristabilisce.
7. Percuote e le sue mani guariscono.
8. Sei volte ti trarrà dalle angustie e alla settima non
ti toccherà il male.
9. Nella fame ti scamperà dalla morte, nella guerra ti
libererà dalla mano di ferro.
10. E ti proteggerà dalla sferza della lingua, e non
temerai i mali che sopravvengono.
11. Riderai degli ingiusti e dei malvagi e non temerai
le bestie feroci;
12. perché esse saranno in pace con te.
13. Poi conoscerai che è in pace la tua casa, e la
prosperità della tua tenda non viene mai meno.
14. Vedrai che è numerosa la tua discendenza e i tuoi
figli come l'erba del campo.
15. Scenderai nel sepolcro come grano maturo mietuto
alla stagione, o come mucchio dell'aia raccolto a suo
tempo".
16. Guardate, carissimi, quanta è la protezione per
quelli che sono corretti dal Signore. Come padre buono
ci corregge nell'avere misericordia di noi con un santo
rimprovero.
Sottomissione ai presbiteri
LVII - 1. Voi che siete la causa della sedizione
sottomettetevi ai presbiteri e correggetevi con il
ravvedimento, piegando le ginocchia del vostro cuore.
2. Imparate ad assoggettarvi deponendo la superbia e
l'arroganza orgogliosa della vostra lingua. E' meglio
per voi essere trovati piccoli e ritenuti nel gregge di
Cristo, che avere apparenza di grandezza ed essere
rigettati dalla sua speranza.
3. Così parla la sapienza maestra di virtù: "Ecco, io
emetterò per voi una parola del mio spirito e insegnerò
a voi il mio discorso.
4. Poiché chiamai e non ascoltaste, prolungai i discorsi
e non foste attenti, ma frustraste i miei consigli e
disobbediste ai miei richiami. Anch'io riderò della
vostra rovina, e mi rallegrerò se arriverà lo sterminio
su di voi e se improvviso giungerà il tumulto e
sovrasterà la catastrofe simile al turbine e quando
avverranno l'angoscia e l'oppressione.
5. Accadrà che voi m'invocherete e non vi ascolterò; i
cattivi mi cercheranno e non mi troveranno. Odiarono la
sapienza, non vollero saperne del timore del Signore, né
vollero ascoltare i miei consigli e disprezzarono le mie
esortazioni.
6. Per questo mangeranno i frutti della loro condotta e
si sazieranno della loro empietà.
7. Saranno uccisi per aver commesso ingiustizie contro i
fanciulli e il giudizio distruggerà gli empi. Chi mi
ascolta riposerà fiducioso sulla speranza e vivrà
tranquillo lontano da ogni male".
Umiltà nell'ubbidienza
LVIII - 1. Ubbidiamo dunque al suo nome santissimo e
glorioso e sfuggiamo alle minacce fatte dalla Sapienza
contro i disobbedienti, per riposare fiduciosi nel nome
santissimo della sua Maestà.
2. Ascoltate il nostro consiglio, e non avrete a
pentirvi. Vive Dio, vive il Signore Gesù Cristo e lo
Spirito Santo, la fede e la speranza degli eletti. Chi
avrà praticato in umiltà, con costante mitezza e senza
rimpianto i comandamenti e i precetti dati da Dio sarà
posto e annoverato nel numero dei salvati da Gesù
Cristo, per mezzo del quale a Lui la gloria nei secoli
dei secoli. Amen.
La grande preghiera
LIX - 1. Quelli che disubbidiscono alle parole di Dio,
ripetute per mezzo nostro, sappiano che incorrono in una
colpa e in un pericolo non lievi.
2. Noi saremo innocenti di questo peccato e chiederemo,
con preghiera assidua e supplica, che il creatore
dell'universo conservi intatto il numero dei suoi eletti
che si conta in tutto il mondo per mezzo dell'amatissimo
suo figlio Gesù Cristo Signore nostro, col quale ci
chiamò dalle tenebre alla luce, dall'ignoranza alla
conoscenza del suo nome glorioso,
3. a sperare nel tuo nome, principio di ogni creatura:
Tu apristi gli occhi del nostro cuore perché
conoscessimo te, il solo altissimo nell'altissimo dei
cieli, il santo che riposi tra i santi, che umilii la
violenza dei superbi, che sciogli i disegni dei popoli,
che esalti gli umili e abbassi i superbi. Tu che
arricchisci e impoverisci, che uccidi e dai la vita, il
solo benefattore degli spiriti e Dio di ogni carne, che
scruti gli abissi, che osservi le opere umane, che
soccorri quelli che sono in pericolo e salvi i
disperati, creatore e custode di ogni spirito che
moltiplichi i popoli sulla terra, e che fra tutti
scegliesti quelli che ti amano per mezzo di Gesù Cristo,
l'amatissimo tuo figlio mediante il quale ci hai
educato, ci hai santificato e ci hai onorato.
4. Ti preghiamo, Signore, sii il nostro soccorso e
sostegno. Salva i nostri che sono in tribolazione,
rialza i caduti, mostrati ai bisognosi, guarisci gli
infermi, riconduci quelli che dal tuo popolo si sono
allontanati, sazia gli affamati, libera i nostri
prigionieri, solleva i deboli, consola i vili. Conoscano
tutte le genti che tu sei l'unico Dio e che Gesù Cristo
è tuo figlio e "noi tuo popolo e pecore del tuo
pascolo".
LX - 1. Con le tue opere hai reso visibile l'eterna
costituzione del mondo. Tu, Signore, creasti la terra.
Tu, fedele in tutte le generazioni, giusto nei tuoi
giudizi, mirabile nella forza e nella magnificenza,
saggio nel creare, intelligente nello stabilire le cose
create, buono nelle cose visibili, benevolo verso quelli
che confidano in te, misericordioso e compassionevole,
perdona le nostre iniquità e ingiustizie, le cadute e le
negligenze.
2. Non contare ogni peccato dei tuoi servi e delle tue
serve ma purificaci nella purificazione della tua verità
e dirigi i nostri passi per camminare nella santità del
cuore e fare ciò che è buono e gradito al cospetto tuo e
dei nostri capi.
3. Sì, o Signore, fa' splendere il tuo volto su di noi
per il bene, nella pace, per proteggerci con la tua mano
potente e scamparci da ogni peccato col tuo braccio
altissimo, e salvarci da coloro che ci odiano
ingiustamente.
4. Dona concordia e pace a noi e a tutti gli abitanti
della terra, come la desti ai padri nostri quando ti
invocavano santamente nella fede e nella verità; rendici
sottomessi al tuo nome onnipotente e pieno di virtù e a
quelli che ci comandano e ci guidano sulla terra.
LXI - 1. Tu, Signore, desti loro il potere della
regalità per la tua magnifica e ineffabile forza, perché
noi, conoscendo la gloria e l'onore loro dati,
ubbidissimo ad essi senza opporci alla tua volontà. Dona
ad essi, Signore, sanità, pace, concordia e costanza,
per esercitare al sicuro la sovranità data da te.
2. Tu, Signore, re celeste dei secoli, concedi ai figli
degli uomini gloria, onore e potere sulle cose della
terra. Signore, porta a buon fine il loro volere,
secondo ciò che è buono e gradito alla tua presenza, per
esercitare con pietà, nella pace e nella dolcezza, il
potere che tu hai loro dato e ti trovino misericordioso.
3. Te, il solo capace di compiere questi beni ed altri
più grandi per noi, ringraziamo per mezzo del gran
Sacerdote e protettore delle anime nostre Gesù Cristo,
per il quale ora a te sia la gloria e la magnificenza e
di generazione in generazione e nei secoli dei secoli.
Amen.
Ricapitolazione degli argomenti trattati
LXII - 1. Fratelli, vi abbiamo scritto abbastanza sulle
cose che convengono alla nostra religione e sono utili a
una vita virtuosa per quelli che vogliono osservare la
pietà e la giustizia.
2. Abbiamo toccato tutti i punti che riguardano la fede,
la penitenza, la vera carità, la continenza, la saggezza
e la pazienza. Vi abbiamo ricordato che nella giustizia,
nella verità e nella magnanimità bisogna piacere
santamente a Dio onnipotente, amando la concordia,
dimenticando le offese, nell'amore e nella pace con una
benevolenza continua, come i nostri padri, di cui
abbiamo già parlato, si resero graditi con l'umiltà
verso il Padre, Dio e creatore, e tutti gli uomini.
3. E questo abbiamo ricordato con piacere, perché
eravamo certi di scrivere a fedeli eccellenti che hanno
approfondito le parole dell'insegnamento di Dio.
I messaggeri di pace
LXIII - 1. E' giusto che noi con tali e tanti esempi
sottostiamo, prendendo il posto dell'obbedienza.
Desistiamo dalla vana sedizione per raggiungere senza
biasimo lo scopo propostoci nella verità.
2. Ci darete esultanza di gioia se, divenuti obbedienti
a ciò che vi abbiamo scritto mediante lo Spirito Santo,
smorzerete la collera ingiusta della vostra gelosia,
secondo l'esortazione fatta in questa lettera alla pace
e alla concordia.
3. Vi abbiamo inviato uomini fedeli e saggi, vissuti in
mezzo a noi con modi corretti dalla gioventù alla
vecchiaia, che saranno testimoni tra noi e voi.
4. Abbiamo fatto questo perché sappiate che ogni nostro
pensiero è stato ed è che ritroviate presto la pace.
La benedizione di Dio
LXIV - 1. Dio che tutto vede ed è padrone degli spiriti
e signore di ogni carne, che ha scelto il Signore Gesù
Cristo e noi mediante Lui ad essere suo popolo, conceda
ad ogni anima che implora il suo mirabile e santo nome,
fede, timore, pace, pazienza e magnanimità, continenza,
purezza e prudenza. E sia gradita al Suo nome per mezzo
del sommo sacerdote e nostro protettore Gesù Cristo, per
il quale sia a lui la gloria, grandezza, potenza e
onore, ora e nei secoli dei secoli. Amen.
LXV - 1. Rimandateci presto nella pace e nella gioia i
messaggeri da noi inviati, Claudio, Efebo e Valerio
Bitone con Fortunato perché ci annunzino quanto prima la
pace e la concordia invocate e desiderate, e presto noi
ci rallegriamo della vostra serenità.
2. La grazia del Signor nostro Gesù Cristo sia con voi e
con tutti quelli ovunque chiamati da Dio per mezzo Suo e
a Lui sia gloria, onore, potenza e maestà e regno
eterno, dai secoli nei secoli dei secoli. Amen.
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