quattrocandele

Orgogliosa di essere la mamma  di Andrea Maria! Graphics by Amreta Sidik - Jakarta IndonesiaOrgogliosa di essere la mamma di Francesco Maria! Graphics by Amreta Sidik - Jakarta IndonesiaOrgogliosa di essere la mamma di Matteo Maria! Graphics by Amreta Sidik - Jakarta Indonesia
         Vi racconto una storia...   

Le quattro candele
 


   S.ta Teresina del Bambin Gesù e del Volto Santo (Thérèse di Lisieux) all'età di otto anni
 

   

                                                                                                                 :: Mappa del Sito::


In una stanza quattro candele accese, si consumavano
lentamente. Il luogo era talmente silenzioso, che si poteva
 ascoltare la loro conversazione....


La prima iniziò a parlare dicendo:
"Io sono la pace
ma gli uomini non mi sanno mantenere,
penso proprio che non mi resti altro da fare
che spegnermi!”.

Così fu, e a poco a poco, la candela
si lasciò spegnere completamente.

      La seconda disse:
"Io sono la fede
Purtroppo non servo a nulla.
Gli uomini non ne vogliono sapere di me; per
questo motivo non ha senso che io resti accesa.”

Appena ebbe terminato di parlare, una leggera brezza
soffiò su di lei e la spense.

      
Triste triste, la terza candela, a sua volta disse:

"Io sono l'amore
Non ho la forza per bruciare ancora...
Gli uomini non mi considerano e non
comprendono la mia importanza. Riescono
ad odiare perfino coloro che più li amano...”

E senza attendere oltre, la candela si lasciò spegnere.



U
na bimba entrò nella stanza e vide le tre candele spente.



Impaurita per la semi oscurità, disse:
“ MA COSA FATE?!... DOVETE RIMANERE
ACCESE, IO HO PAURA DEL BUIO!”
e scoppiò in lacrime.

Allora la quarta candela impietositasi disse:

“NON TEMERE,
NON PIANGERE!
FINCHE’ IO RESTERO' ACCESA
POTREMO SEMPRE RIACCENDERE
LE ALTRE TRE CANDELE...

io sono

LA SPERANZA

La bimba allora, con gli occhi
ancora gonfi di lacrime, prese la candela della speranza
e riaccese tutte le altre.



 

                          La piccola via illuminata dalla piccola Thérèse di Lisieux....
"Io sono la fede
Purtroppo non servo a nulla.
Gli uomini non ne vogliono sapere
di me; per questo motivo non
ha senso che io resti accesa.”

276 - Godevo allora di una fede tanto viva, tanto chiara, che il pensiero del
Cielo formava tutta la mia felicità, non potevo credere che vi fossero degli
empi i quali non avessero la fede. Credevo che parlassero contro il loro
 stesso pensiero negando l'esistenza del Cielo, del bel Cielo ove Dio stesso
vorrebbe essere la loro ricompensa eterna. Nei giorni tanto gioiosi della
Pasqua, Gesù mi ha fatto sentire che esistono davvero anime senza fede,
le quali per l'abuso delle grazie hanno perduto questo tesoro immenso, sorgente
delle sole gioie pure e vere. Ha permesso che l'anima mia fosse invasa dalle
tenebre più fitte, e che il pensiero del Cielo, dolcissimo per me, non fosse più se
non lotta e tormento... Questa prova non doveva durare per qualche giorno, non
per qualche settimana: terminerà soltanto all'ora segnata da Dio misericordioso,
e... quest'ora non è ancora venuta. Vorrei esprimere ciò che penso, ma,
ahimè, credo che sia impossibile. Bisogna aver viaggiato sotto questo tunnel
cupo per capirne l'oscurità. Cercherò tuttavia di spiegarmi per mezzo
di un paragone.

277 - Suppongo d'esser nata in un paese circondato da una bruma spessa,
mai ho contemplato l'aspetto ridente della natura inondata, trasfigurata dallo
splendore del sole; fin dall'infanzia, è vero, ho inteso parlare dì queste meraviglie,
so che il paese nel quale sono nata non è la mia patria, che ce n'è un'altra alla
quale debbo aspirare incessantemente. Non è una storia inventata da un abitante
del paese triste ove sono, è una realtà sicura perché il Re della patria luminosa
è venuto a vivere trentatré anni nel paese delle tenebre; ahimè! Le tenebre non
hanno capito che quel Re divino era la luce del mondo. Ma, Signore, la vostra
figlia ha capito la vostra luce divina, vi chiede perdono per i suoi fratelli, accetta
di nutrirsi per quanto tempo voi vorrete del pane del dolore e non vuole alzarsi
da questa tavola colma dì amarezza alla quale mangiano i poveri peccatori prima
del giorno che voi avete segnato. Ma anche lei osa dire a nome proprio e dei
suoi fratelli: «Abbiate pietà di noi Signore perché siamo poveri peccatori!»
Oh, Signore, rimandateci giustificati... che tutti coloro i quali non sono illuminati
dalla fiaccola limpida della fede, la vedano, finalmente... Gesù, se è necessario che
la tavola insozzata da essi sia purificata da un'anima la quale vi ama, voglio
ben mangiare sola il pane della prova fino a quando vi piaccia introdurmi nel
vostro regno luminoso. La sola grazia che vi chiedo è di non offendervi mai!

"Io sono la pace
ma gli uomini non mi sanno mantenere,
penso proprio che non mi resti altro
da fare che spegnermi!”.

255 - Perché parlare di gioia delirante? No, questa espressione non è giusta,
è piuttosto la pace, la serenità del navigatore il quale scorge il faro del suo
porto. Oh, faro luminoso dell'amore, so come arrivare a te, ho trovato il segreto
per impadronirmi della tua fiamma! Sono soltanto una bimba, incapace,
debole, eppure la mia debolezza stessa mi dà l'audacia di offrirmi come vittima al
tuo amore, Gesù! In altri tempi le ostie senza macchia erano le sole gradite al
Dio forte e potente. Per soddisfare la giustizia divina occorrevano vittime
perfette, ma alla legge del timore è succeduta la legge dell'amore, e l'Amore mi
ha scelta per olocausto, me, creatura debole e imperfetta. Questa scelta non è
degna dell'amore?... Sì, affinché l'amore sia soddisfatto pienamente, bisogna
che si abbassi, che si abbassi fino al niente, per trasformare in fuoco questo niente...

297 - Dicevo: Gesù non vuole che io reclami ciò che mi appartiene; ciò
dovrebbe sembrarmi facile e naturale, poiché niente è mio. Ai beni della terra
ho rinunciato per il voto di povertà, non ho dunque il diritto di lamentarmi se mi
viene tolta una cosa che non mi appartiene, e debbo invece rallegrarmi quando
mi accade di sentirla, la povertà. In altri tempi mi pareva di non essere attaccata
a nulla, ma da quando ho capito le parole di Gesù, vedo che, all'atto pratico,
sono molto imperfetta. Per esempio, delle cose necessarie per dipingere nessuna
e mia, lo so bene; ma se, mettendomi all'opera, trovo pennelli e pitture
tutti sottosopra, se un regolo o un temperino sono spariti, la pazienza è li lì
per abbandonarmi e devo prendere il coraggio a due mani per non richiedere
con una certa amarezza gli oggetti che mi mancano. Bisogna bene, a volte,
chiedere le cose indispensabili, ma facendolo con umiltà non si manca al
comandamento di Gesù, anzi, si agisce come i poveri, i quali tendono la mano
per ricevere ciò che loro è necessario: se vengono respinti, non se ne meravigliano,
nessuno deve loro niente. Ah, quale pace inonda l'anima quando s'innalza al di
sopra dei sentimenti della natura! Non esiste gioia paragonabile a quella che gusta
il vero povero di spirito. Se chiede con distacco una cosa necessaria, e non soltanto
questa cosa gli viene rifiutata, ma addirittura cercano di prendere quello che ha,
egli segue il consiglio di Gesù: «Abbandonate anche il vostro mantello a colui
che vuol litigare per avere il vostro vestito»

"Io sono l'amore
Non ho la forza per bruciare ancora...
Gli uomini non mi considerano e non
comprendono la mia importanza. Riescono
ad odiare perfino coloro che più li amano...”


 

253 - Durante l'orazione, i miei desideri mi facevano soffrire un vero martirio:
aprii le epistole di san Paolo per cercare una risposta. I capitoli XII e XIII della
prima epistola ai Corinzi mi caddero sotto gli occhi. Lessi, nel primo, che tutti non
possono essere apostoli, profeti, dottori, ecc.; che la Chiesa è composta di diverse
membra, e che l'occhio non potrebbe essere al tempo stesso anche la mano. La
risposta era chiara, ma non colmava il mio desiderio, non mi dava la pace. Come
Maddalena chinandosi sempre sulla tomba vuota finì per trovare ciò che cercava,
così, abbassandomi fino alle profondità del mio nulla, m'innalzai tanto in alto che
riuscii a raggiungere il mio scopo. Senza scoraggiarmi, continuai la lettura, e trovai
sollievo in questa frase: «Cercate con ardore i doni più perfetti, ma vi mostrerò
una via ancor più perfetta». E l'Apostolo spiega come i doni più perfetti sono
nulla senza l'Amore. La Carità è la via per eccellenza che conduce sicuramente
a Dio.

254 - Finalmente avevo trovato il riposo. Considerando il corpo mistico della
Chiesa, non mi ero riconosciuta in alcuno dei membri descritti da san Paolo,
o piuttosto volevo riconoscermi in tutti. La Carità mi dette la chiave della mia
vocazione. Capii che, se la Chiesa ha un corpo composto da diverse membra,
l'organo più necessario, più nobile di tutti non le manca, capii che la Chiesa ha un
un cuore, e che questo cuore arde d'amore. Capii che l'amore solo fa agire
le membra della Chiesa, che, se l'amore si spegnesse, gli apostoli non
 annuncerebbero più il Vangelo, i martiri rifiuterebbero di versare il loro sangue...
 Capii che l'amore racchiude tutte le vocazioni, che l'amore è tutto,
che abbraccia tutti i tempi e tutti i luoghi, in una parola che è eterno.
Allora,
nell'eccesso della mia gioia delirante, esclamai: Gesù, Amore mio, la mia vocazione
l'ho trovata finalmente, la mia vocazione è l'amore! Sì, ho trovato il mio posto nella
Chiesa, e questo posto, Dio mio, me l'avete dato voi! Nel cuore della Chiesa mia
Madre, io sarò l'amore. Così, sarò tutto... e il mio sogno sarà attuato!

255 - Perché parlare di gioia delirante? No, questa espressione non è giusta,
è piuttosto la pace, la serenità del navigatore il quale scorge il faro del suo porto.
Oh, faro luminoso dell'amore, so come arrivare a te, ho trovato il segreto per
impadronirmi della tua fiamma! Sono soltanto una bimba, incapace, debole, eppure
la mia debolezza stessa mi dà l'audacia di offrirmi come vittima al tuo amore, Gesù!
In altri tempi le ostie senza macchia erano le sole gradite al Dio forte e potente. Per
soddisfare la giustizia divina occorrevano vittime perfette, ma alla legge del timore è
succeduta la legge dell'amore, e l'Amore mi ha scelta per olocausto, me, creatura
debole e imperfetta. Questa scelta non è degna dell'amore?... Sì, affinché l'amore
sia soddisfatto pienamente, bisogna che si abbassi, che si abbassi fino al niente, per
trasformare in fuoco questo niente...

256 - Gesù, lo so bene, l'amore si paga soltanto con l'amore, perciò ho cercato, ho
trovato sollievo rendendoti amore per amore. «Usate le ricchezze che rendono
ingiusti, per farvi degli amici i quali vi ricevano nei tabernacoli eterni». Ecco, Signore,
il consiglio che tu dai ai tuoi discepoli dopo aver detto loro che «i figli delle tenebre
sono più abili nelle loro faccende che i figli della luce». Figlia della luce, ho capito
che i miei desideri di esser tutto, di far mie tutte le vocazioni, sono ricchezze che
potrebbero rendermi ingiusta, allora le ho usate per farmi degli amici. Ricordando la
preghiera di Eliseo al padre suo Elia quando osò chiedergli il suo duplice spirito,
mi sono presentata dinanzi agli Angeli e ai Santi, e ho detto loro: «Sono la
creatura più piccola, conosco la mia miseria e la mia debolezza, ma so anche
quanto piaccia ai cuori nobili, generosi, far del bene, perciò, vi supplico, beati
abitanti del cielo, vi supplico di adottarmi come figlia; tutta vostra sarà la gloria
che mi farete acquistare, ma degnatevi di esaudire la mia preghiera, è temeraria,
lo so, tuttavia oso chiedervi di ottenermi il
vostro duplice amore.

257 - Gesù, non posso approfondire la mia supplica, temerei di rimanere
schiacciata sotto il peso dei miei desideri audaci. La mia scusa è che sono una
bambina, i bimbi non riflettono alla portata delle loro parole, eppure i loro genitori,
quando si trovano sopra un trono, se possiedono tesori immensi, non esitano a
contentare i desideri dei piccoli esseri che amano quanto se stessi. Per far loro
piacere commettono follie, arrivano alla debolezza! Ebbene, io sono la figlia della
Chiesa, e la Chiesa è Regina, poiché è tua Sposa, divino Re dei re. Non a ricchezze
e a gloria (si trattasse anche della gloria del Cielo) ambisce il cuore del bambino. La
gloria, capisce che è, per diritto, dei suoi fratelli, gli Angeli e i Santi. La gloria di lui
sarà il riflesso di quella che si irradierà dalla fronte di sua Madre. Quello che chiede,
è l'amore, sa una cosa sola, amarti, Gesù! Gli sono interdette le opere clamorose,
non può predicare il Vangelo, non può versare il suo sangue; ma che importa, i suoi
fratelli lavorano al suo posto, e lui, bimbo piccolo, sta li, proprio vicino al trono del
Re e della Regina, ama per i suoi fratel­li i quali combattono. Ma in quale modo
testimonierà il suo amore, poiché l'amore si prova con le opere? Ebbene, il
fanciullo getterà fiori, profumerà il trono reale, canterà con la sua voce argentina il
cantico dell'amore...

258 - Sì, Amato, la mia vita si consumerà così. Non ho altri mezzi per provarti il
mio amore, se non gettar dei fiori, cioè non lasciar sfuggire alcun piccolo sacrificio,
alcuna premura, alcuna parola, e profittare di tutte le cose piccole, e farlo per
amore... Voglio soffrire per amore e perfino gioire per amore, così getterò fiori
davanti al tuo trono; non ne incon­trerò uno senza sfogliarlo per te... poi, gettando
fiori, canterò (sarebbe possibile piangere compiendo un'azione di tanta gioia?),
canterò, anche quando dovrò cogliere i miei fiori in mezzo alle spine, e il canto sarà
tanto più melodioso quanto più le spine saranno lunghe e pungenti. Gesù, a che ti
serviranno i miei fiori e i miei canti? Lo so bene, questa pioggia profumata, questi
petali fragili senz'alcun valore, questi canti d'amore del cuore piccolo tra i piccoli, ti
saranno cari, questi nulla ti faranno piacere, faranno sorridere la Chiesa trionfante,
ella raccoglierà i miei fiori sfogliati per amore, e facendoli passare per le tue mani
divine, Gesù, questa Chiesa del Cielo vorrà giocare col suo bimbo piccolo, e
getterà anch'essa quei fiori i quali avranno acquisito, sotto il tuo tocco divino,
un valore infinito, e li getterà sulla Chiesa dolorante per spegnere le fiamme di essa,
li getterà sulla Chiesa militante per farle avere la vittoria!

259 - Gesù mio, ti amo, amo la Chiesa mia Madre, mi ricordo che «il minimo
moto di amor puro le è più utile che non tutte le altre opere riunite insieme», ma
l'amore puro esiste nel mio cuore? I miei desideri immensi non sono un sogno, una
follia? Ah, se così fosse, Gesù, illuminami. Tu Io sai, io cerco la verità: se i miei
desideri sono temerari, falli sparire, perché questi desideri sono per me il martirio più
grande... Eppure lo sento, Gesù, dopo aver sospirato verso le regioni più alte
dell'amore, se dovessi non raggiungerle un giorno, avrei gustato più dolcezze nel mio
martirio, nella mia follia, di quanta non ne godrei in mezzo alle gioie della patria, a
meno che, per mezzo di un miracolo, tu non mi tolga il ricordo delle mie speranze
terrestri. Allora lasciami godere, durante il mio esilio, le delizie dell'amore! Lasciami
assaporare le dolci amarezze del mio martirio! Gesù, Gesù, se è tanto delizioso il
desiderio di amarti, che sarà possederti, godere del tuo amore?

260 - In qual modo può, un'anima imperfetta quanto la mia, aspirare a possedere la
pienezza dell'Amore? Gesù, mio primo, mio solo Amico, tu che amo unicamente,
dimmi, quale mistero è questo? Perché non riservi queste aspirazioni immen­se alle
anime grandi, alle aquile che roteano altissime? Io mi considero come un uccellino
debole, coperto di un po' di piuma lieve; non sono un'aquila, ho dell'aquila soltanto
gli occhi e il cuore perché, nonostante la mia piccolezza estrema, oso fissare il Sole
divino, il Sole dell'Amore, e il mio cuore prova tutte le aspirazioni dell'aquila...
L’uccellino vorrebbe volare verso quel Sole che affascina gli occhi, vorrebbe imitare
le aquile, sue sorelle che vede elevarsi fino alla divina dimora della santissima
Trinità... Ahimè! Tutto quello che può fare, è sollevare le sue alucce, ma volar via,
questo non è nelle sue piccole possibilità. Che ne sarà di lui? Morirà di dolore
vedendosi così impotente? No! L’uccellino non se ne affliggerà nemmeno. Con un
abbandono audace vuol fissare ancora il suo Sole divino: niente gli fa paura, né
vento, né pioggia, e se le nuvole pesanti nascondono l'Astro d'amore, l'uccellino non
cambia posto, sa che di là dalle nubi il Sole splende sempre, che la sua luce non si
offuscherà nemmeno per un attimo.

261 - In certi momenti il suo cuore si trova assalito dalla tempesta, gli pare che
non esistano altre cose se non le nubi che lo circondano; e allora è il momento della
gioia perfetta per il povero esserino debole. Che felicità per lui restare lì ugualmente,
e fissare la luce invisibile la quale si nasconde alla sua fede! Gesù, fino da ora
capisco il tuo amore per l'uccellino, perché non si allontana da te... Ma io lo so, e tu
lo sai, spesso questo cosino minimo e imperfetto, pur rimanendo al suo posto (cioè
sotto i raggi del Sole), si lascia distrarre un poco dalla sua occupazione unica, becca
un granellino di qua o di là, corre dietro a un vermiciattolo... Poi, trovando una
pozzanghera, si bagna le piume appena spuntate, vede un fiore che gli piace, allora
la sua piccola testa si occupa di quel fiore... e poi, non potendo planare come
le aquile, il povero uccellino s'interessa ancora alle piccolezze della terra. Tuttavia,
dopo questi malestri, invece di andare a nascondersi in un angolino per piangere la
sua miseria e morir di pentimento, l'uccellino si volge verso il Sole amato, presenta
ai raggi benefici le alucce bagnate, geme come la rondine, e con un canto dolce
racconta tutti i particolari della sua infedeltà, pensando nel suo abbandono temerario
di acquistare così maggior diritto, attirare più pienamente l'amore di Colui che non
è venuto a chiamare i giusti, bensì i peccatori.

262 - Se l'Astro adorato rimane sordo al lamento cinguet­tato della sua creaturina,
se rimane velato, ebbene, la creaturina resta bagnata, accetta di essere intirizzita di
freddo, e si rallegra ancora di questa sofferenza che ha pur meritata... Gesù, com'è
felice il tuo uccellino di essere debole e piccolo. Oh, che sarebbe di lui se fosse
grande? Mai avrebbe l'audacia di comparire alla tua presenza, di sonnecchiare
dinanzi a te... Si, ecco un'altra debolezza dell'uccellino: quando vuoi fissare il Sole
divino e le nuvole gli impediscono di vedere anche un solo raggio, nonostante la sua
buona volontà gli occhi gli si chiudono, la testolina si nasconde sotto l'ala, e il povero
esserino si addormenta, credendo di fissar sempre il suo Astro amato. Quando si
desta, non si cruccia; il suo cuoricino rimane in pace, ricomincia il suo ufficio
d'amore, invoca gli Angeli e i Santi i quali s'innalzano come aquile verso il fuoco
divorante oggetto della sua brama, e le aquile, impietosite, proteggono il fratellino,
e mettono in fuga gli avvoltoi che vorrebbero divorarlo.

263 - Gli avvoltoi, immagini dei demoni, l'uccellino non li teme, non è destinato
 diventar la loro preda, bensì sarà preda dell'Aquila che egli contempla nel centro
del Sole d'amore. O Verbo divino, tu sei l'Aquila adorata, io ti amo. Tu mi attiri,
sei tu che, slanciandoti verso la terra dell'esilio, hai voluto soffrire e morire
per attirare le anime fino al seno dell'intimità eterna della Santissima Trinità, sei
tu che, risalendo verso la Luce inaccessibile ove soggiornerai sempre, resti
pur sempre nella valle delle lacrime, nascosto entro l'aspetto di un'Ostia bianca...
Aquila eterna, tu vuoi
nutrire della tua sostanza divina me, povero esserino che rientrerei nel nulla se il tuo
sguardo divino non mi desse la vita minuto per minuto. Oh, Gesù, lasciami dire,
nell'eccesso della mia riconoscenza, lasciami dire che il tuo amore arriva fino alla
follia... Come vuoi che, dinanzi a questa follia, il mio cuore non si slanci verso te?
Come potrebbe aver limiti la mia fiducia? Per te, lo so, i Santi hanno fatto anch'essi
delle follie, hanno fatto grandi cose perché erano aquile.

264 - Gesù, sono troppo piccola per fare cose grandi, e la follia mia è sperare che
il tuo Amore mi accolga come vittima! La mia follia consiste nel supplicare le aquile,
sorelle mie, perché mi ottengano la grazia di volare verso il Sole dell'Amore con le
ali stesse dell'Aquila divina... Così, per quanto tempo tu lo vorrai, o mio Amato,
il tuo uccellino rimarrà senza forza e senza ali; terrà sempre fissi in te gli occhi; vuole
essere affascinato dal tuo sguardo divino, vuoi diventare preda del tuo Amore... Un
giorno, oso sperano, Aquila adorata, verrai in cerca del tuo uccellino, e risalendo
con lui al focolare dell'Amore, lo immergerai per l'eternità nell'abisso ardente di
quell'Amore al quale egli si è offerto come vittima...

265 - O Gesù, perché non posso dire a tutte le piccole anime quanto ineffabile è la
tua condiscendenza... Sento che se, cosa impossibile, tu trovassi un'anima più
debole, più piccola della mia, ti compiaceresti di colmarla con favori anche più
grandi, se si abbandonasse con fiducia completa alla tua misericordia infinita. Ma
perché desiderare di comunicare i tuoi segreti d'amore, Gesù, non sei tu solo che me
li hai insegnati, e non puoi forse rivelarti ad altri? Sì, lo so, e ti scongiuro di farlo, ti
supplico di abbassare il tuo sguardo divino sopra un gran numero di piccole anime... Ti supplico di scegliere una Legione di piccole vittime degne del tuo Amore....

 

“NON TEMERE,
NON PIANGERE!
FINCHE’ IO RESTERO' ACCESA
POTREMO SEMPRE RIACCENDERE
LE ALTRE TRE CANDELE...

     io sono
 
LA SPERANZA

Speranza di misericordia
di  Sundar Singh
Satana ama seminare il dubbio nel cuore dei piccoli del Signore, ma è proprio per Sua grazia che il giusto scampa
all' impresa dell'angelo decaduto per orgoglio ... Ascoltate
questo racconto...


Prima d'essere convertito un santo aveva commesso molti crimini. In seguito però servì il Signore senza sosta e
condusse una vita santa.  Quando fu nel suo letto di morte
si vide presentare da Satana la lista di tutte le sue colpe
passate. "Ecco cosa hai fatto!... - gli disse - non sei affatto
degno di andare in cielo. Il tuo posto è all'inferno...". Il santo
rispose "Il mio Salvatore non rigetterà chi va verso di Lui.
Se confessiamo i nostri peccati, Egli è fedele e giusto. Ci
perdona e purifica da tutte le nostre iniquità". Tuttavia Satana
continuò a disturbarlo, mentre il santo perseverava risoluto nella preghiera. Ad un tratto apparve un dito che barrò la lista dei peccati. Il santo lodò Dio  col cuore colmo di gioia...
Satana disse ancora "Non rallegrarti, potrai anche arrivare in cielo ma il tuo peccato sarà sempre visibile agli occhi di tutti e proverai vergogna per questo". Il santo continuò a pregare.
A quel punto una goccia di sangue di Cristo cadde sulla pagina, spandendosi dappertutto, cancellando lo scritto e
rendendo la carta immacolata. Il santo, ricolmo di una pace divina, poté finalmente presentarsi al suo Dio.



 


Salmo 24 (25)

A te, Signore, elevo l'anima mia,
Dio mio, in te confido: non sia confuso!
Non trionfino su di me i miei nemici!
Chiunque spera in te non resti deluso,
sia confuso chi tradisce per un nulla.

Fammi conoscere, Signore, le tue vie,
insegnami i tuoi sentieri.
Guidami nella tua verità e istruiscimi,
perché sei tu il Dio della mia salvezza,
in te ho sempre sperato.
Ricordati, Signore, del tuo amore,
della tua fedeltà che è da sempre.
Non ricordare i peccati della mia giovinezza:
ricordati di me nella tua misericordia,
per la tua bontà, Signore.

Buono e retto è il Signore,
la via giusta addita ai peccatori;
guida gli umili secondo giustizia,
insegna ai poveri le sue vie.

Tutti i sentieri del Signore sono verità e grazia
per chi osserva il suo patto e i suoi precetti.
Per il tuo nome, Signore,
perdona il mio peccato anche se grande.

Chi è l'uomo che teme Dio?
Gli indica il cammino da seguire.
Egli vivrà nella ricchezza,
la sua discendenza possederà la terra.

Il Signore si rivela a chi lo teme,
gli fa conoscere la sua alleanza.
Tengo i miei occhi rivolti al Signore,
perché libera dal laccio il mio piede.

Volgiti a me e abbi misericordia,
perché sono solo ed infelice.
Allevia le angosce del mio cuore,
liberami dagli affanni.

Vedi la mia miseria e la mia pena
e perdona tutti i miei peccati.
Guarda i miei nemici: sono molti
e mi detestano con odio violento.

Proteggimi, dammi salvezza;
al tuo riparo io non sia deluso.
Mi proteggano integrità e rettitudine,
perché in te ho sperato.
O Dio, libera Israele
da tutte le sue angosce.



Da tanto tempo, Signore, ti cerco ovunque:

nelle persone, negli eventi e nelle cose.

                A  volte mi sento pieno d'amore per te

e per il mondo che mi circonda.

Tutto mi sembra facile da vivere,

anche le prove che giungono dall'esterno.

 

Ma quando mi ritrovo impantanato

nelle esitazioni e nelle aridità

che credevo già scomparse per sempre,

       rimango facilmente deluso.

 

Allora, mio malgrado, dentro di me sorge

il desiderio che tu non esista

per poter seguire, a piacere, le mie inclinazioni

senza controllo e senza rimorso.

 

In quei momenti non riesco più a credere

che il tuo giogo è lieve e il tuo peso leggero.

Preso dallo sconforto, grido come Pietro:

              "Signore, salvami I".

 

Come hai fatto con Pietro, mi prendi per mano

e mi conduci al di sopra delle mie insicurezze.

 

A poco a poco, mi rischiari con la tua luce

e capisco che quello che mi schiaccia

non è il tuo giogo, né il tuo peso,

ma i miei limiti che accetto a malincuore.

  Mi assicuri che con il mio consenso,
puoi tramutarli in beatitudini.

  E ricomincio a cercarti,
ancora una volta, pieno di speranza.
 
Grazie, Signore!


      Thérèse possiede la chiave per l'eternità grazie a quanto Gesù è venuto a proclamare sulla Terra: un regno d'Amore.  Lo ha fatto per me, per ciascuno di noi ... E lo ha testimoniato fino all'offerta di sè sulla croce. Questa è la mia fede: Gesù Cristo, figlio del Dio vivente, è il mio Re dei Re.
       

 

 

 

 

          

..::::..
FedeSperanzaCarità (amore!)
                                                                              

   Mappa del Sito    MA E' PROPRIO LA FINE?...
 

 cmouse.gif (956 bytes)Ricordate?... il puntatore del mouse sulle immagini in lingua per la traduzione....