Mamma, m’accompagnasti trepidante
questa
mattina a scuola per l’inizio
della
novella vita del sapere!
Ero si’ fiero della cartelletta,
dei
lucidi colori e grembiulino.
Smaniavo di portarti voti belli
per
ripagare tutti i sacrifici
sinora
da te fatti pel tuo bimbo
nel
qual riconoscevi le sembianze
care
di quel Papà perito in guerra...
Dalla casetta uscendo baciar volli
quella
fotografia, sussurrando:
“Non ti preoccupar! Ci penso io
a
rendere felice questa Mamma!”.
Ma poi l’incanto viene frantumato...
Sembrava la bravata di chi vuole
farci
passare la malinconia
di
questo primo giorno in mezzo ai libri!
Non sono degli attori mascherati...
Sono banditi e sparano sul serio
su
quanti tentan fuga disperata!
Vedo cader l’amico del mio cuore...
Un gesto per tentare d’arginare
il
sangue che gli cola dalla spalla
con
questo fazzoletto dal candore
di
prima Comunione... Un urlo strano
E sento una pallottola sfiorarmi!
Della crudele donna solo gli occhi
vedo...
Di certo cela sotto il velo
la
faccia d’una strega senza cuore.
Mamma, ti penso sempre mentre il
tempo
ci
pare una mannaia che s’abbassa
inesorabil
sovra il nostro capo...
Saperti a cento metri e non potere
nemmeno
sventolarti un salutino
per
dirti che son vivo. Sento sempre
il
cuore tuo materno palpitare
ben
più della paura che qui regna...
Mi pare quasi d’esser nel sepolcro
come
Gesù. Due giorni son passati
senza né prender cibo né bevanda.
Spero che il terzo giorno a noi qui
porti
dolce
risurrezione per l’abbraccio
A tutte quelle Mamme che impotenti
come
Maria stanno sul Calvario!
Mamma, non so... Succede il
finimondo!
Tanto sparar e pur il tetto crolla...
Che strana sensazione! Ancor respiro,
ma
sento che qualcosa m’imprigiona.
Sulle gambine avverto un peso immane:
forse
una trave... Mamma, cosa vedo?
In mezzo a tanta polvere m’appare
il
volto di Papà che si fa in quattro
per
togliermi di dosso tanta croce!
Mamma, sapessi quanto questo bacio
mi
tolga la stanchezza, fame e sete...
Papà sussurra cose che di Cielo
hanno
il sapor: mi pare di volare!
Mamma, me lo prometti? Sollevando
questo
lenzuolo bianco che nasconde
il
corpo dell’amato figlioletto,
non
piangere! Tu sai che son felice
adesso
insieme al Babbo: guarda in alto!
Di là sul tuo cammino spargeremo
fiori
dalla fragranza celestiale.
E tu lo sai: l’Amor sempre trionfa!
(Oita 4-9-2004), Padre Nicola
Galeno