PRIMA ED ULTIMA SCUOLA    7468

 (Alle vittime di Beslan)
 


 Mamma, m’accompagnasti trepidante

 questa mattina a scuola per l’inizio

 della novella vita del sapere!

 Ero si’ fiero della cartelletta,

 dei lucidi colori e grembiulino.

 Smaniavo di portarti voti belli

 per ripagare tutti i sacrifici

 sinora da te fatti pel tuo bimbo

 nel qual riconoscevi le sembianze

 care di quel Papà perito in guerra...

 Dalla casetta uscendo baciar volli

 quella fotografia, sussurrando:

 “Non ti preoccupar! Ci penso io

 a rendere felice questa Mamma!”.

 

 Ma poi l’incanto viene frantumato...

 Sembrava la bravata di chi vuole

 farci passare la malinconia

 di questo primo giorno in mezzo ai libri!

 Non sono degli attori mascherati...
 Sono banditi e sparano sul serio

 su quanti tentan fuga disperata!

 Vedo cader l’amico del mio cuore...

 Un gesto per tentare d’arginare

 il sangue che gli cola dalla spalla

 con questo fazzoletto dal candore

 di prima Comunione... Un urlo strano

 E sento una pallottola sfiorarmi!

 Della crudele donna solo gli occhi

 vedo... Di certo cela sotto il velo

 la faccia d’una strega senza cuore.

 

 Mamma, ti penso sempre mentre il tempo

 ci pare una mannaia che s’abbassa

 inesorabil sovra il nostro capo...

 Saperti a cento metri e non potere

 nemmeno sventolarti un salutino

 per dirti che son vivo. Sento sempre

 il cuore tuo materno palpitare

 ben più della paura che qui regna...

 

 Mi pare quasi d’esser nel sepolcro

 come Gesù. Due giorni son passati

 senza né prender cibo né bevanda.

 Spero che il terzo giorno a noi qui porti

 dolce risurrezione per l’abbraccio

 A tutte quelle Mamme che impotenti

 come Maria stanno sul Calvario!

  

 Mamma, non so... Succede il finimondo!

 Tanto sparar e pur il tetto crolla...

 Che strana sensazione! Ancor respiro,

 ma sento che qualcosa m’imprigiona.

 Sulle gambine avverto un peso immane:

 forse una trave... Mamma, cosa vedo?

 In mezzo a tanta polvere m’appare

 il volto di Papà che si fa in quattro

 per togliermi di dosso tanta croce!

 Mamma, sapessi quanto questo bacio
 mi tolga la stanchezza, fame e sete...
 Papà sussurra cose che di Cielo

 hanno il sapor: mi pare di volare!

 

 Mamma, me lo prometti? Sollevando

 questo lenzuolo bianco che nasconde

 il corpo dell’amato figlioletto,

 non piangere! Tu sai che son felice

 adesso insieme al Babbo: guarda in alto!

 Di là sul tuo cammino spargeremo

 fiori dalla fragranza celestiale.

 E tu lo sai: l’Amor sempre trionfa!

 

 (Oita 4-9-2004), Padre Nicola Galeno

 

 

 















 













 

        
  
















 













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