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Lo
sguardo del Signore
si
posa sugli umili:
è
uno sguardo che mette a nudo
tutto
il bene e tutto il male
che
c’è nell’uomo.
Davanti
alla realtà del male
che
è in noi e negli altri,
che
cosa possiamo fare,
se
non uscire da noi stessi,
entrare
nel suo santo tempio
in
silenzio, con umiltà,
e
spalancare il nostro sguardo
su
di lui, il Santo?
Soltanto
se ci trova prostrati,
umili, in
silenzio di compunzione
egli
ci avvolge con
il suo sguardo
di compassione
e
ci solleva.
Il
Signore ci renda capaci
di
un "servizio umile, semplice,
discreto,
silenzioso, dei
fratelli ".
Silenzioso:
un servizio che
non
si proclama, non
si esalta,
non
si ri-dice, non
si racconta,
non
si fa pagare.

Un
servizio che diventa sempre più
conosciuto
solo da Dio,
e
che, giunta la sera,
lascia
sempre nell'animo la
sofferta,
sincera
convinzione
di
essere stati servi inutili.
Anna Maria Canopi
badessa
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