
|
Quando i pastori sono arrivati alla mangiatoia, sono assolutamente
persuaso che non sono andati subito verso il bambino Gesù. Avranno
guardato la Vergine Maria, guardato i suoi occhi, poi lei avrà mostrato
il suo bambino. Allora avranno guardato Gesù, con gli occhi di Maria.
|
|
Cardinale Charles Journet |
|
![]()
Mio Dio, che
dormi fragile tra le
mie braccia,
fanciullo mio, caldo
sul mio cuore che
batte;
adoro nelle mie mani
e cullo stupita
la Meraviglia che
m'avete donato, oh
Dio!
Di figli, mio Dio,
non ne avrò (...)
Ma voi, Onnipotente,
me ne avete dato
Uno.
Di bocca, oh mio
Dio, non ne avete
per parlare alla
gente perduta
quaggiù. (...)
Oh Figlio mio, io te
l'ho data.
Di mani, oh mio Dio,
non ne avete,
per guarire i loro
poveri corpi
tormentati. (...)
Oh Figlio mio, io te
le ho date.
Di carne, oh mio
Dio, non ne avete
per spezzare con
loro il pane che
nutre.
Oh Figlio mio, io te
l'ho data.
Poema di Marie Noël
Tratto da "Patapon"
rivista mensile
cattolica per
l'infanzia
dai 5 agli 11 anni -
Edizioni Téqui
![]()

![]()

Come ti chiamerò ? Lei gli
disse
Uomo ? Ma la tua concezione è divina
Dio ? Ma sei rivestito di carne
Cosa farò per te ?
Ti nutrirò con il mio latte o ti glorificherò?
Ti circonderò di attenzioni come una madre
o ti adorerò come una serva?
Ti bacerò come mio figlio
o ti pregherò come mio Dio?
Devo darti del latte o dell'incenso ?
Che inenarrabile mistero !
Il cielo ti serve da trono
e tu riposi tra le mie braccia !
Tu appartieni, tutto intero, agli abitanti
della terra e non hai privato il
cielo
della tua presenza.
Basile de Séleucie