"... soltanto la Vergine Immacolata si presenta assolutamente pura davanti alla maestà di Dio. Quale gioia pensare che questa Vergine è nostra madre! Dal momento che ella ci ama e conosce la nostra debolezza, che cosa abbiamo da temere?..." *
Io penso tutto il contrario, credo che ella aumenterà di molto lo splendore degli eletti. E' bene parlare delle sue prerogative, ma non solo di quelle.
Altrimenti, se ascolti una predica, e si è obbligati, dal principio alla fine, ad esclamare e fare Ah! ah! uno ne ha abbastanza! C'è il rischio che qualche persona provi un certo distacco nei confronti di una creatura tanto superiore da dire a se stessa: se è così, tanto vale andare a brillare come si può in un angoletto! La Santa Vergine ha in più, rispetto a noi, l'impossibilità di peccare, l'essere esente dalla macchia originale; d' altra parte, ha avuto meno di noi, poiché non ha avuto una Vergine Santa da amare; ciò è per noi una tale dolcezza in più; per lei una tale dolcezza in meno! Infine ho detto nel mio Cantico: "Perché ti amo, o Maria" tutto ciò che vorrei direi di lei."
"Oh! vorrei cantare, Maria, perché ti amo!
Perché il tuo nome così dolce fa trasalire il mio cuore
E perché il pensiero della tua grandezza immensa
Non ispira alla mia anima timore.
Se ti contemplassi nella tua sublime gloria
che supera il fulgore di tutti i beati
Che io sia tua figlia non potrei crederlo
O Maria davanti a te, abbasserei gli occhi!...
Perché un figlio possa amare sua madre
occorre che pianga con lui, condivida i suoi dolori
O Madre mia cara, sulla riva straniera,
Per attirarmi a te, quante lacrime versasti !...."
Meditando la tua vita nel santo Vangelo
Oso guardarti ed avvicinarmi a te
Credermi tua figlia non mi è difficile
Perché ti vedo mortale e sofferente come me:
Oh! ti amo, Maria, perché sei la serva
Del Signore che incanti con la tua umiltà
Questa virtù nascosta ti rende onnipotente
Attira nel tuo cuore la Santa Trinità
Allora lo Spirito d' Amore coprendoti con la sua ombra
Il Figlio uguale al Padre in te si è incarnato
Molto grande sarà il numero dei suoi fratelli peccatori
Poiché si deve chiamarlo: Gesù, il tuo primogenito!
O Madre benamata, malgrado la mia piccolezza,
Come te possiedo in me L'Onnipotente
Ma non tremo vedendo la mia debolezza:
Il tesoro della madre appartiene al figlio
Ed io sono la tua bambina, o Madre mia cara
Le tue virtù, il tuo amore, non sono per me?
Perciò quando nel mio cuore scende la bianca Ostia
Gesù, il tuo Dolce Agnello, crede riposare in te!...
Me lo fai sentire, non è impossibile
Camminare sui tuoi passi, oh Regina degli eletti,
La stretta strada del Cielo, tu l'hai resa visibile
Praticando sempre le più umili virtù.
Vicino a te, Maria, amo restare piccola,
Delle grandezze di quaggiù vedo la vanità,
Da Santa Elisabetta, che riceve la tua visita,
Imparo a praticare l'ardente carità.
So che a Nazareth, Madre piena di grazie
Vivi molto poveramente, non volendo altro
Non ci sono rapimenti, miracoli e estasi,
ad abbellire la tua vita o Regina degli Eletti!
Il numero dei piccoli è molto grande sulla terra
Possono senza tremare verso di te sollevare gli occhi
È per la via comune, incomparabile Madre
Che ti piace camminare per guidarli al Cielo.
Ci ami, Maria, come Gesù ci ama
Ed acconsenti per noi di allontanarti da Lui.
Amare, è tutto dare e dare sé stessi
Volesti provarlo restando il nostro appoggio.
Il Salvatore conosceva la tua immensa tenerezza
Sapeva i segreti del tuo cuore materno,
Rifugio dei peccatori è a te che ci affida
Quando lascia la Croce per aspettarci al Cielo
La casa di San Giovanni diventa il tuo solo rifugio
Il figlio di Zebedeo deve sostituire Gesù
È l'ultimo particolare che dà il vangelo
Della Regina dei Cieli non mi parla più.
Ma il suo profondo silenzio, o Madre mia cara
dice che il Verbo eterno
Vuole egli stesso cantare i segreti della tua vita
Per affascinare i tuoi figli, tutti gli Eletti del Cielo?
Presto sentirò questa dolce armonia
Presto nel bel Cielo, verrò a vederti
Tu che venisti a sorridermi al mattino della mia vita
Vieni a sorridermi ancora.... Madre.... ecco la sera!...
Non temo più lo splendore della tua gloria suprema
Con te ho sofferto e voglio adesso
Cantare sulle tue ginocchia, Maria, perché ti amo
E ridire per sempre che sono tua figlia!...... (PN 54)
Amo molto le preghiere in comunità perché Gesù ha promesso di trovarsi in mezzo a quelli che si riuniscono nel suo nome; sento allora che il fervore delle mie sorelle supplisce al mio; la sola recita della corona, ho vergogna di confessarlo, mi costa più di uno strumento di penitenza.... sento che la dico così male! Ho un bel sforzarmi nel meditare i misteri del rosario, non arrivo a fissare il mio spirito.... Molto tempo mi sono afflitta per questa mancanza di devozione che mi stupiva, perché amo tanto la Madonna che dovrebbe essermi facile dire, nel suo onore, le preghiere che le sono piacevoli. Adesso mi affliggo meno; la Regina dei Cieli, essendo mia Madre, vede la mia buona volontà e si accontenta di ciò. Talvolta, quando il mio spirito è in tale aridità da non trovar niente per unirsi al Buono Dio, recito molto lentamente il "Padre Nostro" e poi il saluto angelico; allora queste preghiere mi incantano, nutrono la mia anima più che se le avessi recitate precipitosamente un centinaio di volte.... La Madonna mi mostra che non è irritata con me, mai manca di proteggermi appena l'invoco. Se sopraggiunge un'inquietudine, un imbarazzo, subito mi giro verso di lei e sempre, come la più tenera delle Madri, si prende cura dei miei interessi. Quante volte, parlando alle novizie, mi è capitata di invocarla e di sperimentare i benefici della sua materna protezione!.
dagli scritti di S. Teresina del
Bambin Gesù
traduzione dal francese dal sito
www.mariaoggi.it
* Lett. al Padre Roulland
9 maggio 1897 -
Storia di un'anima - Ed. Post. Generale dei Carmelitani
Scalzi

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