"CREO" = CREDO, in spagnolo"CREO" = CREDO, in spagnolo

Giovedì 28 giugno 2007
Celebrazione dei Primi Vespri presieduta dal Santo Padre
nella Basilica Papale di San Paolo fuori le Mura (ore 17.30)
e indizione dell’Anno Paolino (28 giugno 2008/29 giugno 2009)
per il bimillenario della nascita dell’Apostolo delle Genti

  >22-01-2008 <

Il Vescovo di Roma, nell’indire tale evento, invita tutti a cogliere la dimensione ecumenica dell’Anno Paolino, affermando che "L’Apostolo delle genti, particolarmente impegnato a portare la Buona Novella a tutti i popoli, si è totalmente prodigato per l’unità e la concordia di tutti i cristiani. Voglia egli guidarci e proteggerci in questa celebrazione bimillenaria, aiutandoci a progredire nella ricerca umile e sincera della piena unità di tutte le membra del Corpo misto di Cristo". Allo stesso  tempo, il Santo Padre ricorda che la Chiesa ha bisogno, oggi come allora, "di apostoli pronti a sacrificare sé stessi… di testimoni e di martiri come San Paolo".

www.annopaolino.org 

 
 

"Paolo viene da Saulo come un agnello uscito da un lupo. Prima avversario, poi apostolo; prima persecutore, poi testimone del
Vangelo…" S. Agostino, Le Confessioni

"Paolo è la tromba del Vangelo, il ruggito del leone, un fiume di
eloquenza divina. Ogni volta che lo leggo mi sembra di udire non
parole, ma tuoni."  San Girolamo



 

ATTI DEGLI APOSTOLI 18

9 E il Signore disse in una notte in visione a Paolo: non temere; ma parla e non tacere.

ATTI DEGLI APOSTOLI 22

3 Ed egli continuò: "Io sono un Giudeo, nato a Tarso di Cilicia, ma cresciuto in questa città, formato alla scuola di Gamalièle nelle più rigide norme della legge paterna, pieno di zelo per Dio, come oggi siete tutti voi. 4 Io perseguitai a morte questa nuova dottrina, arrestando e gettando in prigione uomini e donne, 5 come può darmi testimonianza il sommo sacerdote e tutto il collegio degli anziani. Da loro ricevetti lettere per i nostri fratelli di Damasco e partii per condurre anche quelli di là come prigionieri a Gerusalemme, per essere puniti.

6 Mentre ero in viaggio e mi avvicinavo a Damasco, verso mezzogiorno, all'improvviso una gran luce dal cielo rifulse attorno a me; 7 caddi a terra e sentii una voce che mi diceva: Saulo, Saulo, perché mi perseguiti? 8 Risposi: Chi sei, o Signore? Mi disse: Io sono Gesù il Nazareno, che tu perseguiti. 9 Quelli che erano con me videro la luce, ma non udirono colui che mi parlava. 10 Io dissi allora: Che devo fare, Signore? E il Signore mi disse: Alzati e prosegui verso Damasco; là sarai informato di tutto ciò che è stabilito che tu faccia. 11 E poiché non ci vedevo più, a causa del fulgore di quella luce, guidato per mano dai miei compagni, giunsi a Damasco.

12 Un certo Ananìa, un devoto osservante della legge e in buona reputazione presso tutti i Giudei colà residenti, 13 venne da me, mi si accostò e disse: Saulo, fratello, torna a vedere! E in quell'istante io guardai verso di lui e riebbi la vista. 14 Egli soggiunse: Il Dio dei nostri padri ti ha predestinato a conoscere la sua volontà, a vedere il Giusto e ad ascoltare una parola dalla sua stessa bocca, 15 perché gli sarai testimone davanti a tutti gli uomini delle cose che hai visto e udito. 16 E ora perché aspetti? Alzati, ricevi il battesimo e lavati dai tuoi peccati, invocando il suo nome.

17 Dopo il mio ritorno a Gerusalemme, mentre pregavo nel tempio, fui rapito in estasi 18 e vidi Lui che mi diceva: Affrettati ed esci presto da Gerusalemme, perché non accetteranno la tua testimonianza su di me. 19 E io dissi: Signore, essi sanno che facevo imprigionare e percuotere nella sinagoga quelli che credevano in te; 20 quando si versava il sangue di Stefano, tuo testimone, anch'io ero presente e approvavo e custodivo i vestiti di quelli che lo uccidevano. 21 Allora mi disse: Va', perché io ti manderò lontano, tra i pagani".


Caravaggio (1600-1601) “ La Conversione di San Paolo ”
 

ATTI DEGLI APOSTOLI 26

12 In tali circostanze, mentre stavo andando a Damasco con autorizzazione e pieni poteri da parte dei sommi sacerdoti, verso mezzogiorno 13 vidi sulla strada, o re, una luce dal cielo, più splendente del sole, che avvolse me e i miei compagni di viaggio. 14 Tutti cademmo a terra e io udii dal cielo una voce che mi diceva in ebraico: Saulo, Saulo, perché mi perseguiti? Duro è per te ricalcitrare contro il pungolo. 15 E io dissi: Chi sei, o Signore? E il Signore rispose: Io sono Gesù, che tu perseguiti. 16 Su, alzati e rimettiti in piedi; ti sono apparso infatti per costituirti ministro e testimone di quelle cose che hai visto e di quelle per cui ti apparirò ancora. 17 Per questo ti libererò dal popolo e dai pagani, ai quali ti mando 18 ad aprir loro gli occhi, perché passino dalle tenebre alla luce e dal potere di satana a Dio e ottengano la remissione dei peccati e l'eredità in mezzo a coloro che sono stati santificati per la fede in me.


Valentin de Boulogne (1594-1632)
"San Paolo scrive le sue epistole"

LETTERA AI ROMANI 15

17 Questo è in realtà il mio vanto in Gesù Cristo di fronte a Dio; 18 non oserei infatti parlare di ciò che Cristo non avesse operato per mezzo mio per condurre i pagani all'obbedienza, con parole e opere, 19 con la potenza di segni e di prodigi, con la potenza dello Spirito. Così da Gerusalemme e dintorni fino all' Illiria, ho portato a termine la predicazione del vangelo di Cristo. 20 Ma mi sono fatto un punto di onore di non annunziare il vangelo se non dove ancora non era giunto il nome di Cristo, per non costruire su un fondamento altrui, 21 ma come sta scritto:

Lo vedranno coloro ai quali non era stato annunziato
e coloro che non ne avevano udito parlare, comprenderanno
.

 

 

I quattro viaggi di San Paolo:

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CREO = CREDO, in spagnolo ...

 

... Nel brano della Lettera ai Galati, emerge un altro aspetto del cammino di conversione. A spiegarcelo è un altro grande convertito, l’apostolo Paolo. Il contesto delle sue parole è il dibattito in cui la comunità primitiva si trovò coinvolta: in essa molti cristiani provenienti dal giudaismo tendevano a legare la salvezza al compimento delle opere dell’antica Legge, vanificando così la novità di Cristo e l’universalità del suo messaggio. Paolo si erge come testimone e banditore della grazia. Sulla via di Damasco, il volto radioso e la voce forte di Cristo lo avevano strappato al suo zelo violento di persecutore e avevano acceso in lui il nuovo zelo del Crocifisso, che riconcilia i vicini ed i lontani nella sua croce (cfr Ef 2,11-22). Paolo aveva capito che in Cristo tutta la legge è adempiuta e chi aderisce a Cristo si unisce a Lui, adempie la legge. Portare Cristo, e con Cristo l’unico Dio, a tutte le genti era divenuta la sua missione. Cristo "infatti è la nostra pace, colui che ha fatto dei due un popolo solo, abbattendo il muro della separazione …" (Ef 2,14). La sua personalissima confessione di amore esprime nello stesso tempo anche la comune essenza della vita cristiana: "Questa vita che vivo nella carne, io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me" (Gal 2, 20b). E come si può rispondere a questo amore, se non abbracciando Cristo crocifisso, fino a vivere della sua stessa vita? "Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me" (Gal 2, 20a).

Parlando del suo essere crocifisso con Cristo, San Paolo non solo accenna alla sua nuova nascita nel battesimo, ma a tutta la sua vita a servizio di Cristo. Questo nesso con la sua vita apostolica appare con chiarezza nelle parole conclusive della sua difesa della libertà cristiana alla fine della Lettera ai Galati: "D’ora innanzi nessuno mi procuri fastidi: difatti io porto le stigmate di Gesù nel mio corpo" (6,17). E’ la prima volta, nella storia del cristianesimo, che appare la parola ‘stigmate di Gesù’. Nella disputa sul modo retto di vedere e di vivere il Vangelo, alla fine, non decidono gli argomenti del nostro pensiero; decide la realtà della vita, la comunione vissuta e sofferta con Gesù, non solo nelle idee o nelle parole, ma fin nel profondo dell’esistenza, coinvolgendo anche il corpo, la carne. I lividi ricevuti in una lunga storia di passione sono la testimonianza della presenza della croce di Gesù nel corpo di San Paolo, sono le sue stigmate. Non è la circoncisione che lo salva: le stigmate sono la conseguenza del suo battesimo, l’espressione del suo morire con Gesù giorno per giorno, il segno sicuro del suo essere nuova creatura (cfr Gal 6,15). Paolo accenna, del resto, con l’applicazione della parola ‘stigmate’, all’uso antico di imprimere sulla pelle dello schiavo il sigillo del suo proprietario. Il servo era così ‘stigmatizzato’ come proprietà del suo padrone e stava sotto la sua protezione. Il segno della croce, iscritto in lunghe passioni sulla pelle di Paolo, è il suo vanto: lo legittima come vero servo di Gesù, protetto dall’amore del Signore (...)

VISITA PASTORALE DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI AD ASSISI
IN OCCASIONE DELL’OTTAVO CENTENARIO
DELLA CONVERSIONE DI SAN FRANCESCO
CONCELEBRAZIONE EUCARISTICA
OMELIA DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI
Piazza Inferiore della Basilica di San Francesco
Domenica, 17 giugno 2007

[1] Anche noi dunque, circondati da un così gran nugolo di testimoni, deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, [2] tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede. Egli in cambio della gioia che gli era posta innanzi, si sottopose  alla croce, disprezzando l'ignominia, e si è assiso alla destra del trono di Dio. [3] Pensate attentamente a colui che ha sopportato contro di sé una così grande ostilità dei peccatori, perché non vi stanchiate perdendovi  d'animo. [4] Non avete ancora resistito fino al sangue nella vostra lotta contro il peccato [5] e avete già dimenticato l'esortazione a voi rivolta come a figli:

Figlio mio, non disprezzare la correzione del Signore e non ti perdere d'animo quando sei ripreso da lui; [6]perché il Signore corregge colui che egli ama e sferza chiunque riconosce come figlio. ...

leggi l'intero capitolo 12
LETTERA AGLI EBREI

 

 



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Ringrazio il mio carissimo amico Juan Carlos
per la creazione di questo bellissimo set grafico
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