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PER SAPERNE DI PIU' |
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Promessa del
Lupetto
"Prometto, con l'aiuto e l'esempio
di Gesù,
di fare del mio meglio nel migliorare me
stesso,
nell'aiutare gli altri,
nell'osservare la legge del Branco."
Legge del Branco
*Il Lupetto pensa agli altri come a se
stesso/a.
*Il Lupetto vive con gioia e lealtà insieme
al Branco |

La Promessa Scout
Con l'aiuto di
Dio
Prometto
sul mio onore
di fare del mio meglio:
- per compiere il mio dovere verso Dio e verso
il mio Paese;
- per aiutare gli altri in ogni circostanza;
- per osservare la Legge Scout.
La Legge Scout
La Guida e lo Scout
1. pongono il loro onore nel meritare fiducia;
2. sono leali;
3. si rendono utili e aiutano gli altri;
4. sono amici di tutti e fratelli di ogni altra
Guida e Scout;
5. sono cortesi;
6. amano e rispettano la natura;
7. sanno obbedire;
8. sorridono e cantano anche nelle difficoltà;
9. sono laboriosi ed economi;
10. sono puri di pensieri, parole e azioni.
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O San Francesco buono,
ascolta la preghiera
dei tuoi Lupetti .
Tu, la cui parola d'amore
ascoltavano gli uccelli, i pesci e il lupo feroce,
fà che scenda nel nostro cuore
la soave bontà del Signore.
Fà che noi possiamo sempre amare
e servire gli amici e i nemici
come Tu ci hai insegnato.
Fà che la nostra anima sia sempre candida
e i nostri canti e la nostra gioia
giungano fino a Te
e Tu possa così offrirli a Gesù.
E così sia.



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I FIGLI
"I vostri figli
non sono i vostri
figli. Essi sono i figli e le figlie
della vita che brama sé stessa.
Vengono per mezzo di voi ma
non da voi, E benché essi siano
con voi comunque non vi
appartengono. Potrete dar loro
il vostro amore ma non i vostri
pensieri, poiché essi hanno i
loro pensieri, potrete ospitare i
loro corpi ma non le loro anime,
Perché le loro anime abitano la
casa del domani, che voi non potrete
visitare, neppure nei vostri sogni.
Potete tentare di
essere simili a loro, ma non farli
simili a voi. La vita procede e
non s'attarda sul passato.
Voi siete gli archi da cui i figli,
come frecce vive, sono scoccati
in avanti. L'Arciere vede il
bersaglio sul sentiero
dell'infinito e vi tende con forza
affinché le sue frecce vadano
rapide e lontane. Affidatevi con
gioia alla mano dell'Arciere;
poiché come ama il volo della
freccia, così ama la fermezza
dell'arco."
Kahlil Gibran



Cari
Scouts,
se avete visto Peter Pan, ricorderete come il capo
dei pirati parlava sempre in modo preoccupato del giorno
della sua morte, quando il momento per morire arriva,
egli potrebbe non avere il tempo di prendere la sua bara.
Questo e' lo stesso per me, e così, sebbene non e'
ancora il mio momento per morire, io sto scrivendo
qualcosa per mandarvi un saluto.
Ricorda, questo e' l'ultima volta
che sentirete qualcosa di me, così vado oltre. Ho avuto
una vita felice e voglio lo stesso per voi. Credo che
Dio ci metta in questo vivace mondo per essere felici e
per divertirsi. La felicità non viene dalla ricchezza,
neppure dal successo nella tua carriera e nemmeno
nell' autocompatimento. Un passo verso la felicità e'
fare se stesso forte mentre sei ancora un ragazzo, così che tu puoi essere utile e puoi affermarti quando sei un
uomo. Lo studio della Natura ti mostrerà quanto
completo e potente cosa ha fatto Dio nel mondo per te.
Essere felici con quello che tu possiedi e quanto di
meglio tu possa fare. Guarda il lato positivo delle cose
e non quello oscuro. Ma il modo vero di essere felici e'
rendere felici gli altri. Prova a lasciare questo mondo
un po' meglio di come l'hai trovato e quando arriva il
tuo momento per morire, tu puoi morire felice nel
sentire che in ogni caso tu non hai perso il tuo tempo
ma hai fatto del tuo meglio. Sii Preparato; cosi vivo
felice e muoio felice. Inserisci sempre la Promessa
Scout, anche dopo che hai finito di essere un ragazzo.
Dio ti aiuti a fare questo.
B.P.
Baden-Powell, Robert Stepheson Smyth
Ultimo messaggio pubblicato per sua volontà dopo la
morte

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Preghiera dei
genitori
Ti ringraziamo,
Signore,
per il dono dei nostri figlioli.
Sappiamo che Tu li ami
di un amore più grande,
più potente, più puro del
nostro;
a Te dunque li affidiamo.
Sii Tu per loro la Via, la Verità, la Vita,
l'amico vero che non tradisce mai.
Fa'
che essi credano, perché la vita
senza fede è una notte disperata.
Fa' che siano puri, perché senza
purezza non c'è amore,
ma egoismo.
Fa' che crescano onesti e
laboriosi,
sani e buoni come noi li
sogniamo
e Tu li vuoi.
Degnati di eleggere e di chiamare
qualcuno di loro
per l'avvento del Tuo Regno.
Fa'
che noi siamo per loro
esempio luminoso
di virtù e guida sicura.
Dona efficacia alla nostra parola,
forza costante alla nostra azione
formatrice e di testimonianza.
E tu,
Maria, che conoscesti le
ineffabili gioie di una maternità santa,
dacci un cuore capace di trasmettere
una fede viva e ardente.
Santifica le nostre ansie e le nostre
gioie, fa' che i nostri figli crescano
in virtù e santità per opera Tua
e del Tuo Figlio Divino.
Amen!
illaboratoriodellafantasia.it


sito ufficiale
sito
AGESCI.ORG | AGESCI LAZIO
 
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Ho bisogno dello
zaino e della pazienza del cammino.
Ho bisogno di avere sete qualche volta di avere fame.
Ho bisogno che tutto questo mi strappi fuori dalle
comodità in cui ogni giorno mi adagio.
Ho bisogno che tutto questo mi liberi dal dormiveglia
e mi ridoni il gusto della vita.
Ho bisogno del silenzio, dei pezzi di strada senza parole,
per accorgermi che non devo avere paura di niente,
neanche della mia debolezza, perché
c'è un Amore che mi ama sempre.


THE WAY ... THEY WERE!
(come eravamo agli inizia
"dell'avventura"!!!)

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SEZIONE ANDER
COSTRASCION

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Insegnare bene ai propri figli
Insegnate queste verità ai vostri bambini:
che non hanno bisogno di nulla al di fuori di se
stessi per essere felici
che il fallimento è un’invenzione
che ogni tentativo è un successo
che ogni sforzo ottiene la vittoria, e l’ultimo
non è
meno onorevole del primo
· che essi sono profondamente connessi con
tutto ciò che
vive
· che sono uno con tutti gli esseri
· che non sono mai separati da Dio
· che vivono in un mondo di magnifica abbondanza, dove
c’è abbastanza di tutto per tutti
· che si riceve molto di più condividendo che
accumulando
· che non è richiesto loro di essere o di fare
nulla per
qualificarsi per una vita degna e soddisfacente
· che non è necessario competere con nessuno
· che le benedizioni di Dio sono per tutti
· che non saranno mai giudicati
· che non devono preoccuparsi di fare sempre tutto bene
· che non devono cambiare nulla né “migliorare” per
essere belli e perfetti
agli occhi di Dio
· che conseguenza e castigo non sono la stessa cosa
· che la morte non esiste
· che Dio non condanna mai nessuno
· che non ci sono condizioni per l’amore
· che non devono preoccuparsi di perdere il vostro amore
o quello di Dio
· che il loro amore, condiviso senza condizioni, è il
più grande dono che
possano fare al mondo
· che essere speciali non significa essere migliori
· che ritenersi superiori agli altri significa non
vedere Chi Siete Realmente
· che la frase “la mia non è la via migliore, è soltanto
un’altra via”: ha un
grande potere di guarigione
· che non c’è nulla che non possano fare
· che l’illusione dell’ignoranza può essere estirpata
dal vostro pianeta
· che tutto ciò che gli esseri umani hanno bisogno è di
essere restituiti a sé stessi, ricordando chi sono realmente
Insegnate loro questo e avrete compiuto una grande
opera.
Insegnate queste cose non con le parole, ma con le
azioni. Non
discutendo, ma dimostrando, perché i vostri figli
emulano ciò che voi
fate e diventeranno come voi siete.
Ora
andate e insegnate queste cose non solo ai vostri figli,
ma a tutte
le genti. Perché tutti i bambini sono vostri figli e
tutte le nazioni
sono la vostra casa.
Neale
Donald Walsch
(da "Comunione con Dio")
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Tra
ironia e saggezza
"Il
maglione è un indumento che i bambini devono indossare
quando la mamma sente freddo." Anonimo
"Dopo tutto, non vi sono
figli illegittimi, ma solo genitori illegittimi."
Anthony Burgess (1917-1993),
scrittore inglese
"Un figlio deve abitare
la nostra casa come un estraneo avventuroso e felice." Pietro Citati (1930),
scrittore
"Essere mamma non è un
dovere; non è nemmeno un mestiere: è solo un diritto tra
tanti diritti."
Oriana Fallaci (1930), scrittrice
"I figli, dicono, non
basta farli; v'è la seccaggine dell'educarli."
Giuseppe Giusti (1809-1850),
poeta
"Tutto ciò che un figlio
può ragionevolmente aspettarsi da un padre è che sia
presente e al concepimento."
Joe Orton (1933-1967), commediografo
inglese
"L'infanzia non è
semplicemente un tempo di preparazione alla vita, come
sovente siamo portati a pensarla per i nostri figli, ma è già
vita essa stessa."
Peter Rosegger (1843- 1918), scrittore austriaco
"Tu puoi imparare dai
tuoi figli più di quanto essi imparino da te. Attraverso
te essi conoscono un mondo ormai passato, tu in loro ne scopri
uno nuovo che sta nascendo." Johann Michael Friedrich Rückert
(1788-1866), poeta tedesco
"Chi trascura di educare
il proprio figlio all'amicizia, lo perderà non appena
avrà finito di essere un bambino."
Johann Michael Friedrich Rückert
(1788-1866), poeta tedesco
"Se i genitori
riuscissero soltanto a capire quanto annoiano i loro
figli."
George Bernard Shaw (1856-1950), commediografo e scrittore
irlandese
"I bambini danno molta
più importanza a ciò che i genitori fanno, che a ciò che
essi dicono."
Marie Von Ebner-Eschenbach (1830-1916),
letterata
austriaca.


Don Tarcisio Beltrame Quattrocchi
(15
ottobre 1906 †20 Febbraio 2003)
Beh... leggermente più magro, coi baffi ed il
cappello
potrebbe anche sembrare BP, a primo acchito!.. Invece no!
E' Don Tar, primogenito di quattro figlioli dei beati Luigi
e Maria Beltrame Quattrocchi, prima coppia a salire
all'onore degli altari...
+ Mons. Angelo
Comastri
Il primo luogo
di educazione è la famiglia.
Nel capitolo secondo del Vangelo di san Luca, per ben
due volte l'evangelista annota
una osservazione molto importante: "Gesù cresceva e si
fortificava, pieno di sapienza,
e la grazia di Dio era sopra di Lui" (Lc 2,40); "E Gesù
cresceva in sapienza, età e
grazia davanti a Dio e davanti agli uomini" (Lc 2,52).
Perché l'evangelista ha
sottolineato questo particolare che, a prima vista,
sembrerebbe ovvio e insignificante?
No, no! Non è ovvio e tantomeno insignificante, ma è
importantissimo! Il Figlio di Dio
infatti, facendosi uomo, ha fatto sua anche la fase
delicata e decisiva della crescita e
della educazione della personalità, per ricordarci che
l'educazione dei figli è una
missione fondamentale, affidata ai genitori e alla
comunità e alla società intera: sottrarsi alla missione di educare significa tradire la
paternità e la maternità!
Il 21 ottobre 2001 ebbi la gioia di assistere, nella
Basilica di S. Pietro, alla
beatificazione di una coppia di sposi: Luigi e Maria
Beltrame- Quattrocchi. Ebbi
l'occasione di incontrare anche i tre figli, che avevano
negli occhi la felicità di
bambini… novantenni. Don Tarcisio, figlio sacerdote dei
genitori "beati", mi confidò:
"I nostri genitori parlavano… vivendo! Guardandoli, noi
figli abbiamo imparato a
vivere, perché abbiamo scoperto cos'è che dà senso e
bellezza alla vita. La mamma
spesso ci diceva: 'Per avere una famiglia felice non
contano le cose che si hanno,
non contano le case che si possiedono, ma contano le
persone (le persone!) che formano la famiglia' ". Infatti è la qualità
spirituale delle persone, che determina
la qualità della famiglia! Pertanto il primo dono per i
figli… sono i genitori: se questo
dono è squallido, è squallida la famiglia; anche se vive
in una reggia e viaggia in
una macchina di lusso. Allora poniamoci
subito una domanda decisiva: che cosa significa educare?
Prendo da Fëdor Dostoevskij una bella e densa
definizione dell'educazione.
Eccola: "Educare significa dare ai figli buoni
ricordi, i quali, al momento
opportuno, si accenderanno come lampade e illumineranno
il loro cammino".
Personalmente, più volte ho fatto esperienza della
verità di queste parole: in
particolari momenti della mia vita ho ricordato
l'esempio bello dei miei genitori; sono
ritornato spiritualmente bambino e ho respirato l'aria
serena che abitava nella mia
povera casa; ho rivisto gli occhi luminosi della mia
mamma e mi è affiorata alla mente
una parola o una massima con cui ella spesso commentava
gli avvenimenti della vita.
Quante volte, sul far della sera, mi diceva quando ero
bambino: "Preghiamo la Madonna, perché la
preghiera dà il condimento alla vita!". Come posso
dimenticare queste parole… anche a distanza di anni e
anni!
E per stimolarmi a correggere, fin da piccolo, qualche
difetto di carattere, la mamma
spesso mi diceva: "Ricordati, figlio mio, che la
torre di Pisa pende dalla base".
Oppure, in momenti difficili della famiglia, consigliava
sapientemente: "Teniamo la mano del Signore: Lui conosce la strada giusta!".
Oppure, per insegnarci la pazienza
e la fiducia, diceva: "Dio non paga tutti il sabato
sera, però la domenica mattina non avanza più niente… nessuno!". Oppure, mettendomi
la mano nella giacca per
verificare se portavo con me la Corona, mi diceva:
"Senza la Corona è come avere una giacca senza bottoni!". Oppure, in momenti
inevitabili di incomprensione o di
ingratitudine, mi sussurrava: "Aspetta, figlio mio,
aspetta! Il Signore sembra che
arrivi sempre con un quarto d'ora di ritardo…
però è puntuale con il Suo orologio!"; oppure: "A
me interessa che tu sia buono più che tu sia bravo!";
oppure: "La bontà è già un premio: i cattivi non hanno futuro!". E potrei continuare
per pagine e
pagine! Mi limito ad un'ultima affermazione, colta sulle
labbra della mia mamma e
custodita gelosamente nel mio cuore: "Se vuoi che una cosa cattiva non si sappia, non
farla!".
Oggi, quanti figli possono raccontare le stesse
esperienze? Oggi, quanti genitori
seminano buoni ricordi di fede e di sapienza nella vita
dei figli? Oggi, quante
mamme pregano per la conversione spirituale dei propri
figli, come Santa Monica
fece per il figlio Agostino?
Angelo Giuseppe Roncalli, il futuro Papa Giovanni XXIII,
in occasione di un suo
compleanno scrisse ai propri genitori e si espresse
così: "Cari babbo e mamma, oggi il mio pensiero corre spontaneamente a voi: compio
gli anni… e desidero dirvi un
grande grazie! Sapete perché? Perché voi, con la vostra
vita, mi avete insegnato le
cose fondamentali dell'esistenza. Tutto quello che ho
imparato nei miei lunghi anni
di studio è stato soltanto un povero commento di quello
che mi avete insegnato voi
negli anni belli vissuti a Sotto il Monte. Oggi vi dico
e sempre vi dirò: grazie!". Potesse moltiplicarsi
questo grazie anche nei figli di oggi nei confronti dei
loro
genitori! Recentemente, con un bel gruppo di pellegrini
di Loreto, sono stato a
Sotto il Monte per portare un fiore freschissimo di
gratitudine a S. E. Mons. Loris
Francesco Capovilla, indimenticabile pastore della città
mariana. E a Sotto il Monte
ho respirato il clima luminoso della famiglia e del
vecchio villaggio di Papa Giovanni
XXIII. Visitando la cascina dove egli visse gli anni
della fanciullezza (anni decisivi per
tutti, ricordatevelo!) e sostando in preghiera nella
povera stanza dove egli nacque nel
lontano 1881, notai, appoggiate alla parte, due
spalliere di un letto… vecchia maniera.
Spontaneamente ho domandato al missionario del PIME, che
mi accompagnava:
"Padre, è questo il letto dei genitori di Papa
Giovanni?". Il missionario, sorridendo,
mi ha risposto: "No, questo è il letto degli ultimi
anni! Quando nacque Papa
Giovanni XXIII i genitori dormivano in un pagliericcio
fatto di foglie di granoturco…
per terra! Papa Giovanni è nato lì!".
Dopo aver ascoltato queste parole, per un momento ho
chiuso gli occhi e mi è
sembrato di sentire la voce di Papa Giovanni che mi
sussurrava all'orecchio: "Non
avevamo niente, ma eravamo felici! Non avevamo niente,
però se passava un
povero, c'era sempre un posto per lui alla nostra
tavola! Non avevamo niente,
però il canto non mancava mai nella nostra casa! Non
avevamo niente, però
avevamo tutto: c'era Dio nella nostra casa!". E
oggi? E nelle nostre case? Cos'è
che ci manca e… non vogliamo ammetterlo… e non vogliamo
cercarlo?
A Sotto il Monte, uscendo dalla casa di Papa Giovanni,
S. E. Mons. Loris Francesco
Capovilla mi ha confidato: "Al mattino, la prima voce
che si sentiva nella casa del
futuro Pontefice era la voce della mamma, che intonava
la preghiera dell'Angelus.
E poi tutti a colazione… e poi ognuno al suo lavoro. E
la sera, il piccolo Angelino
Roncalli andava a dormire in una vecchia panca addossata
alla parete, nella stanza
dell'anziano zio Saverio. Angelino si addormentava
guardando la barba dello zio,
che si muoveva mentre dalle sue labbra usciva il
racconto di episodi del Vangelo
o della vita dei Santi". Chi era più felice di questo
bambino? Vi meravigliate, poi, se da una famiglia così, sia uscito un uomo equilibrato,
altruista, buono e credente…
come Papa Giovanni XXIII? No, non mi meraviglio: perché
da che mondo è mondo, se si semina grano, si raccoglie grano; e, se
si semina ortica, si raccoglie ortica. Padre David Maria Turoldo, ammiratore e cantore
di Papa Giovanni XXIII, più volte
ha ricordato con nostalgia i tempi della famiglia del
"Papa Buono". Pensando a
Padre Turoldo, mi escono dal
cuore queste riflessioni:
"Un tempo non
avevamo niente,
ma cantavamo!
Un tempo c'era soltanto un po' di zuppa la sera…
con scodelle sbeccate,
ma cantavamo!
Un tempo non c'era la televisione,
ma ci guardavamo negli occhi
e ci parlavamo di tutto,
e cantavamo!
Un tempo tutti eravamo poveri,
ma tenevamo sempre la chiave
sulla porta di casa,
e ci salutavamo per strada
e cantavamo!
Un tempo se c'era una gioia,
si condivideva;
se c'era un dolore,
si partecipava;
se nasceva un bimbo,
si benediceva;
se moriva un vecchio,
si piangeva e si pregava;
se c'era un ammalato,
si abbracciava con tenerezza
e si curava con il cuore
prima che con le medicine;
un tempo non mancava mai il canto
nelle nostre case disadorne,
perché il cuore era pieno di Dio!
Non voglio tornare indietro nel tempo,
ma voglio che la vita di un tempo
faccia un passo in avanti
verso di noi, verso le nostre case".
Non è legittimo
sognare queste cose? Mi azzardo a dire di più:
è possibile che il sogno diventi realtà… basta volerlo!
+ Mons. Angelo
Comastri



SORRY!
QUESTA SEZIONE E' IN AGGIORNAMENTO!!!
E' UN PO' COME ENTRARE IN UNA STANZA IN
GRAN DISORDINE!!!........
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