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"Se
vi dicono che afferrate le nuvole, che battete l'aria, che non siete pratici,
prendetelo come un complimento. Non fate riduzioni sui sogni. Non praticate
sconti sull'utopia. Se dentro vi canta un grande amore per Gesù Cristo e vi date
da fare per vivere il Vangelo, la gente si chiederà" Ma cosa si cela negli occhi
così pieni di stupore di costoro?"
Tonino
Bello, Vescovo |

" ...Parla al mondo della mia
Misericordia,
di’ che Io sono l’amore e la Misericordia in
persona…"
-:: Gesù a Santa Faustina
Kowalska ::-
La conoscenza di sè è una scienza tanto alta e
necessaria che senza di
essa non vi può essere profitto per le nostre anime. Essa fa' si che il
peccatore convertito non possa mai stupirsi abbastanza nel vedere
l'amore di Dio tanto grande e smisurato a suo riguardo
(Venerando Giovanni di Saint Simon)
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... però è anche di tutti coloro che non
provano
vergogna a sorridere di fronte
al naso di un
clown, a giocare, a pasticciare
coi colori, a
rotolarsi in terra o a
fare
musica con la
batteria di pentole insieme
ai propri bimbi...

E' anche
il "posto" di Dio...
Con tutto questo
non è inconciliabile... E' parte fondamentale
di me
e della mia famiglia ...
Il nostro "credo" non ha nulla a che
fare con la
fantasia, non è semplice dottrina, non filosofia: è un evento reale,
un avvenimento preciso
l'incarnazione
- più di 2000 anni fa... -
di
Gesù Cristo

Principe della Pace, Porta delle Pecore,
Via, Verità, Vita
figlio di un Dio d'Amore e
Misericordia...
E' il mio Pastore ed io, lo
so!,
non mancherò mai di nulla!...


Tieni sempre presente che la
pelle fa le rughe,
i capelli diventano bianchi,
i giorni si trasformano in anni.
Però ciò che é importante non cambia;
la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito è la colla di qualsiasi tela di ragno.
Dietro ogni linea di arrivo c`e` una linea di partenza.
Dietro ogni successo c`e` un'altra delusione.
Fino a quando sei viva, sentiti viva.
Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite…
insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.
Non lasciare che si arruginisca il ferro che c`e` in te.
Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.
Quando a causa degli anni
non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Però non trattenerti mai!
Madre Teresa di Calcutta

Siamo membra gli uni degli altri.
Rm 12, 5-16a
Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, noi, pur essendo molti, siamo un solo corpo in
Cristo e ciascuno per la sua parte siamo membra gli uni
degli altri.
Abbiamo pertanto doni diversi secondo la grazia data a
ciascuno di noi. Chi ha il dono della profezia la eserciti
secondo la misura della fede; chi ha un ministero attenda al
ministero; chi l'insegnamento, all'insegnamento; chi
l'esortazione, all'esortazione. Chi da', lo faccia con
semplicità; chi presiede, lo faccia con diligenza; chi fa
opere di misericordia, le compia con gioia.
La carità non abbia finzioni: fuggite il male con orrore,
attaccatevi al bene; amatevi gli uni gli altri con affetto
fraterno, gareggiate nello stimarvi a vicenda.
Non siate pigri nello zelo; siate invece ferventi nello
spirito, servite il Signore.
Siate lieti nella speranza, forti nella tribolazione,
perseveranti nella preghiera, solleciti per le necessità dei
fratelli, premurosi nell'ospitalità.
Benedite coloro che vi perseguitano, benedite e non
maledite.
Rallegratevi con quelli che sono nella gioia, piangete con
quelli che sono nel pianto.
Abbiate i medesimi sentimenti gli uni verso gli altri; non
aspirate a cose troppo alte, piegatevi invece a quelle
umili.
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Il silenzio
Il silenzio non ci manca, perché lo abbiamo. Il giorno in
cui ci mancasse, significherebbe che non abbiamo saputo
prendercelo. Tutti i rumori che ci circondano fanno molto
meno strepito di noi stessi. Il vero rumore è l'eco che le
cose hanno in noi. Non è il parlare che rompe
inevitabilmente il silenzio. Il silenzio è la sede della
Parola di Dio, e se, quando parliamo, ci limitiamo a
ripetere quella parola, non cessiamo di tacere.
I monasteri appaiono come i luoghi della lode e come i
luoghi del silenzio necessario alla lode. Nella strada,
stretti dalla folla, noi disponiamo le nostre anime come
altrettante cavità di silenzio dove la Parola di Dio può
riposare e risuonare. In certi ammassi umani dove l'odio, la
cupidigia, l'alcool segnano il peccato, conosciamo un
silenzio di deserto e il nostro cuore si raccoglie con una
facilità estrema perché Dio vi faccia squillare il suo nome:
«Vox clamans in deserto».
Solitudine
A noi gente della strada sembra che la solitudine non sia
l'assenza del mondo ma la presenza di Dio. E' l'incontrarlo
dovunque che fa la nostra solitudine. Essere veramente soli
è, per noi, partecipare alla solitudine di Dio. Egli è così
grande che non lascia posto a nessun altro, se non in lui.
Il mondo intero è come un faccia a faccia con lui dal quale
non possiamo evadere.
Incontro della sua causalità viva dove le strade si
intersecano accese di movimento.
Incontro con la sua orma sulla terra.
Incontro della sua Provvidenza nelle leggi scientifiche.
Incontro del Cristo in tutti questi «piccoli che sono suoi»:
quelli che soffrono nel corpo, quelli che sono presi dal
tedio, quelli che si preoccupano, quelli che mancano di
qualcosa. Incontro con il Cristo respinto, nel peccato dai
mille volti. Come avremmo cuore di deriderli o di odiarli,
questi infiniti peccatori ai quali passiamo accanto?
Solitudine di Dio nella carità fraterna: il Cristo che serve
il Cristo; il Cristo in colui che serve, il Cristo in colui
che è servito.
L'apostolato come potrebbe essere per noi una dissipazione o
uno strepito?

MADELEINE
DELBREL
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Noi tutti eravamo erranti come pecore e
ognuno di noi seguiva la propria via … ”
(Isaia 53,6)
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"Ciò che era fin da principio,
ciò che noi
abbiamo udito,
ciò che noi abbiamo
veduto con i
nostri occhi,
ciò che noi
abbiamo contemplato e ciò
che le nostre mani hanno
toccato, ossia
il Verbo della
vita
(poiché la vita si è
fatta visibile, noi
l'abbiamo
veduta e di ciò rendiamo
testimonianza e vi
annunziamo la vita
eterna,
che era presso il Padre
e si è
resa visibile a noi), quello che
abbiamo
veduto e udito, noi
lo
annunziamo anche a voi
perché anche voi siate in
comunione
con noi.
La nostra comunione è col
Padre e col Figlio suo
Gesù
Cristo.
Queste cose vi
scriviamo,
perché la nostra
gioia sia perfetta.
1 Giovanni, 1-4
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“La gioia
cristiana scaturisce pertanto da questa certezza:
Dio è vicino, è con me, è con noi, nella gioia e nel dolore,
nella salute e nella malattia, come amico e sposo fedele.
E questa gioia rimane anche nella prova, nella stessa
sofferenza, e rimane non in superficie, bensì nel profondo
della persona che a Dio si affida e in Lui confida”
Benedetto XVI
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... Non
solo dobbiamo
utilizzare i mezzi
di
comunicazione sociale per
comunicare Cristo al
mondo, ma dobbiamo
anche predicare
il
Vangelo
al mondo dei mezzi
di
comunicazione sociale.
Quanto ho detto a
proposito
di
Internet vale
anche per i mezzi
di
comunicazione sociale: è
«un nuovo forum nel senso
attribuito a questo termine
nell'antica Roma, ossia
uno spazio urbano
affollato
e
caotico che
rifletteva
la
cultura
dominante, ma creava
anche una cultura propria»
(Messaggio per la Giornata
Mondiale della Comunicazioni
Sociali 2002, n.2). Questa
cultura dei mezzi
di
comunicazione sociale
deve essa stessa essere
evangelizzata!
Siete
chiamati a offrire alla
Chiesa l'ispirazione
e
le
idee per quella grande
opera, ricorrendo ai
modelli più elevati
di
professionalità
e
alle
risorse più profonde della
fede cristiana
e
della
tradizione cattolica.
Questo è un
compito al
quale
il
Pontificio
Consiglio
si
è dedicato
con grande energie.
Durante
questa
Assemblea Plenaria, per
esempio, pubblicherete
due importanti documenti
che sono in preparazione
da
anni: «Etica in
Internet»
e
«La
Chiesa
e
Internet». Essi sono segni
non solo della vostra
creatività professionale,
ma anche del vostro
impegno
di
predicare
la
Buona Novella nel rutilante
mondo delle
comunicazioni sociali.
Il
Vangelo vive sempre
di
dialogo con
la
cultura,
perché
la
Parola eterna
non smette mai
di
essere
presente nella Chiesa
e
nell'umanità.
Se
la Chiesa
si
allontana dalla cultura,
il
Vangelo stesso tace.
Quindi, non dobbiamo
temere
di
varcare
la
soglia
culturale dell'attuale
rivoluzione della
comunicazione
e
dell'informazione. «Come le
nuove frontiere
di
altre
epoche, anche
questa
è una
commistione
di
pericoli
e
promesse, non priva
di
quel
senso
di
avventura che ha
caratterizzato altri grandi
periodi
di
cambiamento»
(ibidem).
Per
la
Chiesa l'impresa
consiste nel far sì che
la
verità
di
Cristo eserciti
un'influenza su questo nuovo
mondo, con tutte le sue
promesse
e
i suoi interrogativi.
Ciò implicherà, in particolare,
la
promozione
di
un'etica
autenticamente umana per
creare comunione piuttosto
che alienazione fra gli individui (cfr Millennio ineunte,
n.43)
e
solidarietà piuttosto
che inimicizia fra i popoli.
Tuttavia,
la
questione
fondamentale è : «Da
questa
galassia
di
immagini
e
suoni
emergerà
il
Volto
di
Cristo?
Si
udirà
la
sua
voce?»
(Messaggio per
la
Giornata
Mondiale delle Comunicazioni
Sociali 2002, n.6).
In tutta
la
nostra programmazione, non
possiamo
mai
dimenticare che
Cristo è
la
Buona Novella! Non
abbiamo
nulla
da
offrire se non
Gesù, l'unico mediatore tra Dio
e
l'uomo
(cfr 1 Timoteo 2, 5).
Evangelizzare significa
semplicemente
permettergli
di
essere visto
e
udito, poiché
sappiamo che se
non c'è
spazio per Cristo, non c'è
spazio per l'uomo.
Quindi,
cari fratelli
e
care
sorelle, vi esorto, in tutta
la
vostra programmazione, a fare
spazio a Cristo. Nella stampa,
nella radio, nella televisione,
nel mondo del cinema
e
di
internet cercate
di
aprire le
porte a Lui che tanto
misericordiosamente è per noi
la
porta della salvezza.
Allora,
quello dei mezzi
di
comunicazione sociale sarà
un mondo
di
autentica
comunicazione, un mondo
fatto non
di
illusione, ma
di
verità
e di
gioia...
Giovanni Paolo II
all'Assemblea Plenaria
del Pontificio Consiglio
delle
Comunicazioni Sociali
Da
«L'Osservatore Romano»
2 marzo 2002, p.5

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ESSERE AMORE
NEL CUORE
DELLA CHIESA |
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Internet permette a miliardi di
immagini di apparire su milioni di
schermi in tutto il mondo.
Da questa galassia di immagini
e suoni, emergerà il volto di
Cristo? si udrà la Sua voce?
(Giovanni Paolo II)
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Tu es Petrus, et super hanc petram aedificabo
Ecclesiam
meam, et portae inferi non praevalebunt adversum eam.
Et tibi
dabo claves
regni coelorum. Et quodcumque ligaveris
super terram, erit
legatum et in coelis; Et quodcumque
solveris super terram,
erit solutum et in coelis.
(Mt 16,
18-19)

«Hai fatto prigioniero il mio cuore nelle
infinite reti del tuo canto, o mio Signore»
Tagore "Gitanjali"
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Risponde al vero che i tempi non sono
facili; è vero che la
barca della Chiesa deve
solcare acque
tempestose, esposte ai
venti di ideologie e di
culture che, essendo
antiumane, sono anche
anticristiane. È vero
che talune crepe negli
aspetti storici umani
possono fare penetrare
all’interno della barca,
come avvenne quando, al
Lago di Genezareth, gli
apostoli, spaventati e
pieni di angoscia
invocarono ad alta voce
Cristo che sembrava
dormire: Domine,
salva nos quia perimus!
(Mt 8, 25).
È vero. Ma al di sopra
delle nostre angosce, al
di sopra di tutti i
nostri dubbi, al di
sopra di tutte le nostre
perplessità e timori, si
leva una voce, "la"
voce: "Perché avete
paura, uomini di poca
fede?" (Mt 8, 26): Tu
es Petrus, et super hanc
petram aedificabo
Ecclesiam meam et portae
inferi non praevalebunt
(Mt 16,18).
La nave di Pietro può
trovarsi in acque
agitate, ma le è
assicurata l’assistenza
divina: "semper
fluctibus
agitata, et
semper victrix",
come soleva dire, in un
atto di fede, sant’Alfonso
Maria de’Liguori.
Nostro Signore Gesù
Cristo si trova
all'interno della barca.
Pietro, principio
perpetuo e fondamento
visibile dell’unità
della Chiesa tiene il
timone. La Vergine
Immacolata continua,
nella storia, a
schiacciare la testa del
serpente diabolico fino
alla consumazione dei
tempi.
Questa è la fede che
vince il mondo, questa è
la fede
che ci gloriamo
di professare!
Card. Darío Castrillón
Hoyos
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T’invoco, Dio mio, misericordia mia
( Sal
58,18), che mi
hai creato e non hai dimenticato chi ti ha dimenticato. T’invoco nella mia
anima, che prepari a riceverti col desiderio che le hai ispirato. Non trascurare
ora la mia invocazione. Tu mi hai prevenuto (Sal
58,11) prima che t’invocassi, nsistendo
con appelli crescenti e multiformi affinché ti ascoltassi da lontano e mi
volgessi indietro chiamando te che mi richiamavi. Tu, Signore, cancellasti tutte
le mie azioni cattive e colpevoli per non dover punire l’opera delle mie mani
(Sal
17,21), con
cui ti ho fuggito; prevenisti tutti i miei meriti buoni per retribuire l’opera
delle tue mani, con cui mi hai foggiato (Sal.
118,73). Tu
esistevi prima che io esistessi, mentre io non esistevo così da offrirmi il dono
dell’esistenza. Eccomi invece esistere grazie alla tua bontà, che prevenne tutto
ciò che mi hai dato di essere e da cui hai tratto il mio essere. Tu non avevi
bisogno di me, né io sono un bene che ti possa giovare, Signore mio e Dio mio
(Gv
20,28). Il mio
servizio non ti risparmia fatiche nell’azione, la privazione del mio ossequio
non menoma la tua potenza, il mio culto per te non equivale alla coltura per la
terra, così che saresti incolto senza il mio culto. Io ti devo servizio e culto
per avere da te la felicità, poiché da te dipende la mia felicità.
La tua creatura ebbe l’esistenza dalla pienezza della tua bontà.
Sant' Agostino
Confessioni, 13, 1 |

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Dal libro del profeta Isaia
Rallegratevi con Gerusalemme,
esultate per essa quanti la amate.
Sfavillate di gioia con essa
voi tutti che avete partecipato al suo lutto.
Così succhierete al suo petto
e vi sazierete delle sue consolazioni;
succhierete, deliziandovi, all'abbondanza del suo seno.
Poiché così dice il Signore:
«Ecco io farò scorrere verso di essa,
come un fiume, la prosperità;
come un torrente in piena la ricchezza dei popoli;
i suoi bimbi saranno portati in braccio,
sulle ginocchia saranno accarezzati.
Come una madre consola un figlio così io vi consolerò;
in Gerusalemme sarete consolati.
Voi lo vedrete e gioirà il vostro cuore,
le vostre ossa saran rigogliose come erba fresca.
La mano del Signore si farà manifesta ai suoi servi».
(Is
66, 10-14c)
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Signore, non si inorgoglisce il mio cuore
e non si leva con superbia il mio sguardo;
non vado in cerca di cose grandi,
superiori alle mie forze.
Io sono tranquillo e sereno
come bimbo svezzato in braccio a sua madre,
come un bimbo svezzato è l'anima mia.
Speri Israele nel Signore,
ora e sempre.
SALMO 130

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Shaddai, Dio della montagna,
che fai della nostra fragile vita
la rupe della tua dimora,
conduci la nostra mente
a percuotere la roccia del deserto,
perché scaturisca acqua
alla nostra sete.
La povertà del nostro sentire
ci copra come manto
nel buio della notte
e apra il cuore ad attendere
l’ eco del Silenzio
finché l’alba,
avvolgendoci
della luce del nuovo mattino,
ci porti,
con le ceneri consumate
del fuoco dei pastori dell’Assoluto
che hanno per noi vegliato
accanto al divino Maestro,
il sapore della santa memoria.
DEDICATO a...
 
Preghiera del cibernauta
  
Che nessuna famiglia ...
 
Tu, Dio non puoi
aiutarci, ma tocca a noi aiutare Te,
difendere
fino all’ultimo la tua casa in noi
E. Hillesum


La strada per la casa di un amico non è mai troppo lunga
e sul suo sentiero non cresce mai l'erba ...
Midi "Easy"
Commodores
... la mia canzone prefeRita! |
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