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il Karol poeta |

| da GIOVANNI PAOLO II - L'uomo, il
Papa, il Suo messaggio - a cura di Alberto Michelini - Fabbri Ed. |
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bbiamo motivo di credere che quella "facilità" di comunicazione, quella
E' certo che di suo, Karol Wojtyla, in
quanto studioso di filosofia, parlava difficile. Nel gergo
professorale dei testi filosofici. Lo sappiamo da un piccolo episodio
umoristico. Poco dopo essere stato destinato a San Floriano Karol
diresse un circolo autodidattico per giovani preti (una delle sue tante
attività). Un giorno tenne una conferenza, a quei suoi coetanei in
talare, sulla vita del prete secolare. Quando finì, ci fu un gran
silenzio. Nessuno aveva capito nulla. "Senti, Karol" gli disse Don
Kuczkowski rompendo l'imbarazzante silenzio "... finora hai parlato per
gli angeli: adesso, se non ti dispiace, ripeti in lingua umana".
La poesia come carità
E' la voce di Cristo che Karol vuol far parlare nei suoi versi. E in quella poesia, in fatti, è Cristo che parla agli uomini:
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| Non siete soli nel vostro cammino. Mai neppure un istante, da voi si stacca il mio profilo e in voi diventa verità, sempre diventa verità e nella vostra vita onda, uno squarcio insondabile. Il mio volto bruciato dal deserto delle vostre anime, sempre cancellato dal soffio di uno strano sopore perché non mi togliete la croce come io ve la tolsi? quando vi bruciava sulle spalle e s'inclinava sul vostro ansante respiro. No, no - non siete voi soli - e se pure lo foste la vostra presenza non solo è durevole, ma rivelatrice. Purché si aprano gli occhi in altro modo, in modo del tutto diverso, e purché non si scordi la visione che allora appagava lo sguardo. |
dedicato
al Pastore Santo Giovanni Paolo II dalla sua
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