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2. Il centro della nostra fede è Cristo, Redentore
dell'uomo. Maria non l'offusca, né offusca la sua opera
salvifica. Assunta in cielo in corpo e anima, la
Vergine, la prima a gustare i frutti della passione e
della risurrezione del proprio Figlio, è Colei che nel
modo più sicuro ci conduce a Cristo, il fine ultimo del
nostro agire e di tutta la nostra esistenza. Per questo,
rivolgendo alla Chiesa intera, nella Lettera apostolica
Novo millennio ineunte, l'esortazione di Cristo a
"prendere il largo", ho aggiunto che "ci accompagna in
questo cammino la Vergine Santissima, alla quale [...],
insieme a tanti Vescovi [...], ho affidato il terzo
millennio" (n. 58). E invitando i credenti a contemplare
incessantemente il volto di Cristo, ho desiderato tanto
che di tale contemplazione fosse per tutti maestra
Maria, sua Madre.
3. Oggi intendo esprimere questo desiderio con maggiore
chiarezza mediante due gesti simbolici. Firmerò tra poco
la
Lettera apostolica Rosarium
Virginis Mariae.
Inoltre, insieme a questo documento, dedicato alla
preghiera del Rosario, proclamo l'anno che va
dall'ottobre 2002 all'ottobre 2003 "Anno
del Rosario". Lo faccio non soltanto perché questo anno
è il venticinquesimo del mio pontificato, ma anche
perché ricorre il centoventesimo anniversario
dell'Enciclica Supremi apostolatus officio, con la
quale, il 1° settembre 1883, il mio venerato
predecessore, il Papa Leone XIII, dette inizio alla
pubblicazione di una serie di documenti dedicati proprio
al Rosario. C'è poi un'altra ragione: nella storia dei
Grandi Giubilei vigeva la buona usanza che, dopo l'Anno
Giubilare dedicato a Cristo e all'opera della
Redenzione, ne venisse indetto uno in onore di Maria,
quasi implorando da Lei l'aiuto per far fruttificare le
grazie ricevute.
4. Per l'esigente, ma straordinariamente ricco
compito di contemplare il volto di Cristo insieme con
Maria, vi è forse strumento migliore della preghiera del
Rosario? Dobbiamo però riscoprire la profondità mistica
racchiusa nella semplicità di questa preghiera, cara
alla tradizione popolare. Questa preghiera mariana nella
sua struttura è in effetti soprattutto meditazione dei
misteri della vita e dell'opera di Cristo. Ripetendo
l'invocazione dell'"Ave Maria", possiamo approfondire
gli eventi essenziali della missione del Figlio di Dio
sulla terra, che ci sono stati trasmessi dal Vangelo e
dalla Tradizione.
Perché tale sintesi del Vangelo sia più completa e offra
una maggiore ispirazione, nella Lettera apostolica
Rosarium Virginis Mariae ho proposto di aggiungere altri
cinque misteri a quelli attualmente contemplati nel
Rosario, e li ho chiamati "misteri della luce".
Essi comprendono la vita pubblica del Salvatore, dal
Battesimo nel Giordano fino all'inizio della Passione.
Questo suggerimento ha lo scopo di ampliare l'orizzonte
del Rosario, affinché sia possibile a chi lo recita con
devozione e non meccanicamente penetrare ancor più a
fondo nel contenuto della Buona Novella e conformare
sempre più la propria esistenza a quella di Cristo.
(vedi
Lettera Apostolica Rosarium
Virginis Mariae,
pf.19)
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