|
2. - Dalla liturgia.
Certa speranza della nostra vita, sostegno del mondo, illustre per meriti,
ministro della nostra salute,
padre del Verbo, vincitore dell'inferno, servo
fedele e prudente, quasi padre del Re, padrone della
sua casa e principe di ogni sua possessione, procuratore della Chiesa di Dio.
3. - Da Origene.
Giusto nella legge, nelle parole, nei fatti, nel giudizio della grazia;
umilissimo, stimasi indegno di stare con Maria.
4. - Da Eusebio di Cesarea.
In lui un esimio pudore, una modestia e una prudenza somma; eccellente nella
pietà verso Dio,
splendeva di una meravigliosa bellezza anche nel sembiante.
5. - Da S. Ilario di Poitiers.
La sua vita è tipica: egli fu come gli Apostoli, alle cui cure fu affidato
Cristo,
perché lo portassero traverso il mondo; perciò esemplare e figura
degli
uomini apostolici.
6. - Da S. Efrem siro.
Paradiso di delizie, sollievo della Madre di Dio. Pare di sentirlo: « E
donde a me questo, ch'io sia sposo
alla Madre del mio Dio? Donde a me che il
Figlio di Dio sia diventato mio figlio? Ecco che mi è stata
resa la corona
di Davide, dal momento che il Signore di Davide è venuto nelle mie mani!»
7. - Da S. Basilio Magno.
Qual Angelo o Santo merito di essere padre del Figlio di Dio ? Solo
Giuseppe.
Quindi egli è «Fatto tanto più grande degli Angeli, quanto più di
loro ha
ereditato un nome sovraeccellente!» (Cf Ebr 1, 4).
8. - Da S. Gregorio Nisseno.
I sacerdoti d'Israele furono guidati divinamente nello scegliere Giuseppe a
sposo di Maria.
9. - Da S. Epifanio.
Grande tra gli uomini, fedele nei costumi, pio nello stesso suo sembiante.
10. - Da S. Giovanni Crisostomo.
Era colmo di straordinaria riverenza per il Bambino Gesù, e, quando Maria lo
poso nella mangiatoia,
Giuseppe s'inchino a contemplarlo, il suo cuore fu
inondato di gioia, ma non oso toccarlo. Insigne in
tutto, fornito d'ogni
sorta di virtù, sapiente oltre la legge, era sempre intento alla meditazione
dei Profeti.
11. - Da S. Girolamo.
Più custode che marito per Maria, dovette essere vergine per poter essere
chiamato padre del Signore. Intanto fu il Salvatore dell'onore della Madre
di Dio.
12. - Da S. Agostino.
Vero marito di Maria, benché vergine; e vero padre di Gesù, benché non
L'abbia procreato: se, adottando un
figlio di una donna qualsiasi, avrebbe
avuto diritto di dirsi suo padre, tanto più allevando come suo il Figlio
della
sua consorte! Chi dice non doversi chiamare padre Giuseppe per non
avere generato Gesù, cerca nel procrear
figli più la libidine che l'affetto:
Giuseppe ottenne colla carità meglio assai di quel che altri colla carne; e
anche
quelli che adottano figli, castamente li procreano coll'affetto meglio
che colla carne. Come Cristo morente non
affido che a un vergine la sua
Madre Vergine, cos; nemmeno l'avrebbe data in sposa a Giuseppe, se questi
non
fosse stato più che vergine! Onore della verginità e guardiano della
castità, adunque!
13. - Da S. Pier Crisologo.
È detto «giusto» per il pieno e perfetto possesso di tutte le virtù.
14. - Da S. Gregorio Magno.
L'unico tra gli uomini trovato degno di essere sposo di Maria!
15. - Da S. Isidoro di Siviglia.
È la creatura più d'ogni altra amata da Gesù e da Maria.
16. - Da S. Giovanni Damasceno.
A lui, solo fra tutti gli uomini, fu dato il nome di padre del Figlio di
Dio, e fu dato liberamente,
con tutti gli affetti e l'autorità di padre !
17. - Da S. Pier Damiani.
È fede della Chiesa che Dio non si contento di una Madre Vergine, ma vergine
volle anche colui, che doveva figurare suo padre; quindi nutrizio vergine!
18. - Da Ruperto di Mästricht.
Giuseppe, paradiso di voluttà, in cui c'erano tutte le delizie!
19. - Da S. Bernardo.
Senza dubbio dovette essere uomo ben buono e fedele questo Giuseppe, a cui
fu
sposata la Madre del Salvatore; fedele servo, cui Dio costituì sollievo
di sua Madre,
nutrizio della carne di Dio, solo in terra coadiutore
fedelissimo del gran consiglio;
figlio di Davide, per santità, fede e
devozione; il più fedele cooperatore
dell'Incarnazione, signore e padrone
della Sacra Famiglia, consolatore di Maria nelle
sue prove e tribolazioni.
Quale felicità per lui nel portare Gesù, carezzarlo, baciarlo!
20. - Da S. Alberto Magno.
Modello ai sacerdoti e ai prelati, che governano la Chiesa di Dio!
21. - Dal Gersone.
Chi non predicherà la più pura e perfetta pudicizia di Giuseppe, che,
vergine,
sposo una vergine e la custodi vergine ? Primo tra gli uomini, egli
insegno a praticare
nel matrimonio un santo e intero celibato. In lui il
fomite del peccato originale fu
estinto o almeno smorzato, perché
l'avvenente aspetto della Vergine non fosse
pregiudizievole alla sua virtù.
Ci fu chi lo disse santificato nel seno materno. È la terza
persona della
trinità terrestre. Quale dignità, o Giuseppe, che Maria ti chiami suo
signore e il Dio fatto Uomo suo padre! O gloriosa trinità terrena! nulla di
più grande,
di più buono, di più eccellente. E anche in cielo, quando il
padre prega il Figlio, la
preghiera vien presa come un comando.
22. - Da S. Bernardino da Siena.
Per operazione di virtù, doveva essere somigliantissimo alla Vergine; perciò
io lo penso mondissimo nella castità, profondissimo nel. l'umiltà,
ardentissimo nella carità, altissimo nella contemplazione, per essere un
aiuto simile
alla Vergine: con tutto l'affetto del cuore Maria l'amava
sincerissimamente e dal tesoro del suo cuore davagli
quanto egli ne poteva
ricevere. A lui poi è debitrice la Chiesa per avere egli ordinatamente e
onestamente
introdotto nel mondo il Divin Redentore; onde, se la Chiesa
onora Maria, per averci dato il Cristo, dopo che a
Maria, tanto devesi a
Giuseppe. È la chiave del Vecchio Testamento, in cui la dignità dei
Patriarchi e dei Profeti
consegue il frutto promesso: egli solo
corporalmente possedette Colui, che ad essi era stato promesso. Non si può
dubitare che Cristo continui in cielo a lui quella famigliarità, riverenza e sublimissima dignità accordatagli in terra:
anzi è da credere che in cielo
compia e perfezioni tutte queste cose.
23. - Da S. Giovanni d'Avila.
Capo della immensa moltitudine dei tribolati!
24. - Da S. Teresa di Gesù.
Io non capisco come si possa pensare a Maria tutta occupata nelle sue cure
al Bambino Gesù, senza ringraziare
S. Giuseppe per tutti gli aiuti, che
presto in quel tempo alla Madre e al Figlio! S. Giuseppe è maestro
d'orazione e
di vita interiore: chi non ha ehi gl'insegni a pregare, prenda
per maestro questo glorioso Santo, e non fallirà la
strada. Egli è il mio
avvocato e protettore, padre e signore!
25. - Da S. Pietro Canisio.
Caro a Dio e agli uomini (Eccles., XLI, I). Poiché rifulse per eminente
virtù, è giusto
che a tutti venga proposto in esempio da imitare per vivere
bene e santamente.
26. - Dal P. Suarez.
Tre privilegi egli ebbe: di essere santificato nell'utero materno, di essere
insieme confermato in grazia, di essere perciò esente dagli stimoli della
concupiscenza. L'opinione che superi tutti i Santi in grazia e in gloria, io
non credo che sia avventata e improbabile, bensì pia e verosimile. Il suo
ministero, nella sua qualità, fu più perfetto di quello dell'apostolato,
perché appartiene all'unione ipostatica.
27. - Da S. Francesco di Sales.
Non è solo patriarca, ma corifeo dei patriarchi; non è solo confessore, ma
più che
confessore, perché nella sua confessione sono racchiuse la dignità
dei vescovi e la
generosità dei martiri e di tutti gli altri Santi. Quale
unione tra S. Giuseppe e Maria!
Per questa unione Nostro Signore, come
apparteneva a sua Madre, apparteneva
anche a S. Giuseppe, non secondo la
natura, ma secondo la grazia; perché questa
unione lo faceva partecipe di
tutto ciò che apparteneva alla sua Sposa: Maria,
quasi specchio, riceveva
nella sua anima i raggi del Sole eterno di ginstizia, e l'anima
di Giuseppe,
quasi altro specchio, anch'essa di faccia a Maria ne raccoglieva
perfettamente i raggi riflessi. Più perfetto degli Angeli nella verginità,
eminentissimo
in sapienza, compitissimo in ogni sorta di perfezione,
anch'egli morì di amore, non
altrimenti della Vergine sua Sposa, e,
com'Essa, fu sollevato in anima e corpo al cielo.
28. - Da Cornelio a Lapide.
È più un angelo che un uomo in tutta la sua condotta!
29. - Dal Ven. Olier.
Fu dato alla terra per esprimere visibilmente le adorabili perfezioni di Dio
Padre.
Nella sola sua persona egli portava la bellezza, la purità, l'amore,
la sapienza e la
prudenza, la misericordia e la compassione di Lui. Un Santo
solo è destinato a
rappresentare Dio Padre, mentre che un'infinità di
creature, una moltitudine di Santi
sono necessari per rappresentare Gesù
Cristo; poiché tutta la Chiesa non opera se
non per manifestare le virtù e
le perfezioni del suo adorabile Capo: il solo S. Giuseppe
rappresenta il
Padre Eterno! Tutti gli Angeli insieme sono creati per rappresentare Dio
e
le sue perfezioni: un uomo solo rappresenta tutte le grandezze di Lui! Egli
è perciò
l'essere più grande, più celebre, più incomprensibile e, in
proporzione, come Dio
Padre, nascosto e invisibile nella sua persona,
incomprensibile nel suo essere e nelle
sue perfezioni: sotto questo
riguardo, è incomparabile e costituisce un ordine a parte.
30. - Da Paolo Aresi di Tortona.
Da tutte le Persone della Santissima Trinità ebbe privilegi singolarissimi:
dalla prima, di essere padre del Verbo Incarnato; dalla seconda, di essere
giusto e figlio di Davide; dalla terza, di essere sposo di Maria.
Quand'anche non fosse stato santo, lo sarebbe diventato sposando Maria,
secondo la parola dell'Apostolo (1 Cor 7,14). Dovette essere poi
somigliantissimo a Cristo e nella bellezza del volto e nella gentilezza del
tratto; e l'arguisco da questo che, avendo Cristo voluto passare per suo
figlio, la gente doveva riscontrare in Lui le fattezze di Giuseppe per
crederlo suo vero padre, benché non lo fosse.
31. - Dal P. Paolo Segneri.
Fu niente per sé, ma tutto per Cristo. Fu sposo della Vergine, solo quanto
ciò doveva
valere a salvare l'onore di Gesù; del resto, la lascio intatta,
come fa l'olmo, che si
posa alla vite, ma non ha parte alcuna nel suo
frutto, che pure aiuta a portare. Fu
padre a Cristo, ma solo di affetto e
assistenza per la sollecitudine, che gli doveva
prestare: del resto, non
doveva vederne la gloria, e anche delle sue azioni solo
doveva sapersi
quanto era necessario a lumeggiare Gesù, e anche dopo morte per
dei secoli
rimase incognito e inglorioso.
32. - Dal Bossuet.
Fatto custode dei tre più preziosi depositi –la verginità di Maria, la
Persona di Gesù, il Mistero dell'Incarnazione
Divina– li custodi fedelmente. Niun dubbio perciò che sia stato fornito delle tre virtù necessarie a
custodire tali
depositi: purità, fedeltà, umiltà. Se fu la verginità di
Maria, che trasse dal cielo in terra il Verbo, Giuseppe è a
parte di questo
miracolo, perché la purità di Maria è deposito di Giuseppe, anzi bene suo,
pel matrimonio e le
cure, con cui la custodi; tanta parte quindi ha ben
anche nel frutto di Lei. Cristo aveva un Padre in cielo, che
L'avrebbe poi
abbandonato sulla Croce, e anche da quando venne in terra sembro
abbandonarlo, viceversa
L'affidò a Giuseppe, qual padre terreno; e Giuseppe
raccolse il mandato e non visse più che per Gesù, tutto
viscere di padre;
ciò che non è per natura, lo è per affetto, poiché Dio gli ha mutato il
cuore, come a Saul
(1 Re 10, 9), onde non è meraviglia che comandi e tutto
si sacrifichi per Lui. La sua missione è diversa da quella
degli Apostoli:
Gesù è loro rivelato, perché lo predichino; a Giuseppe invece per celarlo.
Quelli sono fiaccole, che
Lo mostrano al mondo; questi un velo, che Lo
copre: velo misterioso, che copri la verginità di Maria e gli
splendori del
Figlio di Dio. Giuseppe vide Gesù e tacque; Lo godette e non parlò; adempì
la sua vocazione di
ministro e compagno della vita nascosta.
33. - Da S. Leonardo da Porto Maurizio.
Come Maria è Regina degli Angeli e dei Santi, così per legge S. Giuseppe suo
sposo
è re degli Angeli e dei Santi: onde, se onorate Maria con questo
titolo, così anche si
deve dire a S. Giuseppe: « Re degli Angeli, re dei
Santi, prega per noi!» Dio volle
che S. Giuseppe fosse protettore speciale
d'ogni classe di persone e intercessore
universale, perché tutti possano
sentirsi protetti da lui.
34. - Da S. Alfonso M. de' Liguori.
Non si deve dubitare che Giuseppe, vivendo con Cristo, crebbe tanto in
meriti e santità da sorpassare tutti i Santi. Egli è speciale protettore dei
moribondi, perché la sua intercessione presso Gesù è più potente di quella
d'ogni altro Santo, e perché ha maggior potere contro i demoni, e perché fu
assistito in morte da Gesù e Maria. Da Giuseppe ottiene più grazie chi più
lo prega: la più grande grazia, che fa ai suoi divoti, è un tenero e
ardentissimo amore a Gesù.
35. - Da Pio IX.
È il Patrono della Chiesa Cattolica. Per la grande dignità e posizione
concessagli
da Dio, la Chiesa lo tiene nel più alto onore e massima
considerazione, dopo Maria,
e con preferenza a lui rivolge le sue preghiere
nelle sue necessità.
36. - Da Leone XIII.
S'avvicina in grandezza, grazia, santità e gloria a Maria quanto nessun
altro mai, e non meno grandeggia quale
custode e padre putativo di Gesù.
Modello ai padri di famiglia, ai coniugi, ai vergini, ai nobili, ai ricchi,
ai
proletari, operai o poveri: è cosa conveniente e sommamente degna di lui,
che, come già la Sacra Famiglia, Egli
copra e difenda col suo patrocinio la
Chiesa di Cristo.
37. - Da Pio X.
Qual era la professione di S.Giuseppe?
S. Giuseppe, benché fosse di stirpe reale di David, era povero e ridotto a
guadagnarsi il vitto colla fatica delle sue mani.
38. - Da Benedetto XV
Col
fiorire così della devozione dei fedeli verso S. Giuseppe, aumenterà
insieme, per necessaria conseguenza,
l loro culto verso la Sacra Famiglia
di Nazareth, di cui egli fu l'augusto Capo, sgorgando queste due devozioni
l'una dall'altra spontaneamente. poiché per S. Giuseppe noi andiamo
direttamente a Maria, e per Maria al
fonte di ogni santità, Gesù Cristo, il
quale consacrò le virtù domestiche colla sua obbedienza verso S. Giuseppe
e
Maria. A questi meravigliosi esemplari di virtù Noi quindi desideriamo che
le cristiane famiglie si ispirino e
completamente si rinnovellino.
39. - Da Pio XI.
Ecco un
santo che entra nella vita e si spende interamente nell'adempimento d'una
missione unica da parte di Dio,
la missione di custodire la purezza di
Maria, di proteggere nostro Signore e di nascondere, con la sua ammirabile
cooperazione, il segreto della redenzione. Nella grandezza di questa
missione ha le sue radici la santità singolare e
incomparabile di san
Giuseppe, poiché una tale missione non fu affidata a nessun altro santo... è
evidente che, in
virtù d'una missione così alta, Giuseppe possedeva già il
titolo di gloria che è suo, quello di patrono della Chiesa
universale. Tutta
la Chiesa, infatti, è già presente presso di lui allo stato di germe
fecondo.
40. Da
Pio XII.
È facile dunque, è dolce rappresentarci questa santa Familgia di Nazareth
all'ora
della consueta preghiera. Nell'alba dorata o nel violaceo crepuscolo
della Palestina,
sulla piccola terrazza della loro bianca casetta, rivolti
verso Gerusalemme, Gesù,
Maria e Giuseppe sono in ginocchio; Giuseppe, come
capo della famiglia, recita la
preghiera ma è Gesù che la ispira, e Maria
unisce la sua dolce voce a quella grave
del santo Patriarca. Futuri capi di
famiglia! Meditate e imitate questi esempio, che
troppo uomini oggi
dimenticano.
41. Da Giovanni XXIII
O S. Giuseppe,
scelto da Dio per essere su questa terra
custode di Gesù e sposo purissimo di Maria,
tu hai trascorso la vita
nell'adempimento perfetto del dovere,
sostentando col lavoro delle tue mani
la Santa Famiglia di Nazareth,
proteggi propizio noi che, fiduciosi, ci rivolgiamo a te.
Tu conosci le nostre aspirazioni,
le nostre angustie le nostre speranze:
a te ricorriamo,
perché sappiamo di trovare in te chi ci protegge.
Anche tu hai sperimentato la prova,
la fatica, la stanchezza;
ma il tuo animo, ricolmo della più profonda pace,
esulto di gioia per l'intimità
con il figlio di Dio a te affidato,
e con Maria, sua dolcissima Madre.
Aiutaci a comprendere
che non siamo soli nel nostro lavoro,
a saper scoprire Gesù accanto a noi,
ad accoglierlo con la grazia
e custodirlo con la fedeltà
come tu hai fatto.
Ottieni che nella nostra famiglia
tutto sia santificato
nella carità, nella pazienza,
nella giustizia e nella ricerca del bene. Amen.
42. Da Paolo VI
O S. Giuseppe, Patrono della Chiesa
Tu che accanto al Verbo incarnato
lavorasti ogni giorno per guadagnare
il pane, traendo da Lui la forza di vivere e faticare;
Tu che hai provato l'ansia del domani,
l'amarezza della povertà, la precarietà del lavoro;
Tu che irradi oggi l'esempio della tua figura,
umile davanti agli uomini,
ma grandissima davanti a Dio;
guarda alla immensa famiglia che Ti è affidata.
Benedici la Chiesa,
sospingendola sempre più sulle vie
della fedeltà evangelica;
proteggi i lavoratori
nella loro dura esistenza quotidiana,
difendendoli dallo scoraggiamento,
dalla rivolta negatrice,
come dalle tentazioni dell'edonismo;
prega per i poveri, che continuano
in terra la povertà di Cristo,
suscitando per essi le continue
provvidenze dei loro fratelli più dotati;
e custodisci la pace nel mondo,
quella pace che sola può garantire
lo sviluppo dei popoli
e il pieno compimento delle umane speranze:
per il bene dell'umanità, per la missione della Chiesa,
per la gloria della Trinità Santissima. Amen.
43. Da Giovanni Paolo II
Ancora
oggi abbiamo numerosi motivi per pregare nello stesso modo: «Allontana
da
noi, o padre amatissimo, questa peste di errori e di vizi..., assistici
propizio dal
cielo in questa lotta col potere delle tenebre...; e come un
tempo scampasti dalla
morte la minacciata vita del bambino Gesù, così ora
difendi la santa Chiesa di Dio
dalle ostili insidie e da ogni avversità» (cfr.
«Oratio ad Sanctum Iosephum», quae
proxime sequitur textum ipsius Epist. Enc.
«Quamquam Pluries"» die 15 aug. 1889:
«Leone XIII P. M. Acta», IX [1890]
183). Ancora oggi abbiamo perduranti motivi
per raccomandare a san Giuseppe
ogni uomo.
Il laboratorio della
fantasia di Thérèse
indietro
GIUSEPPE OMBRA DEL PADRE
Mappa del Sito |