|

|
... Non
solo dobbiamo
utilizzare i mezzi
di
comunicazione sociale per
comunicare Cristo al
mondo, ma dobbiamo
anche predicare
il
Vangelo
al mondo dei mezzi
di
comunicazione sociale.
Quanto ho detto a
proposito
di
Internet vale
anche per i mezzi
di
comunicazione sociale: è
«un nuovo forum nel senso
attribuito a questo termine
nell'antica Roma, ossia
uno spazio urbano
affollato
e
caotico che
rifletteva
la
cultura
dominante, ma creava
anche una cultura propria»
(Messaggio per la Giornata
Mondiale della Comunicazioni
Sociali 2002, n.2). Questa
cultura dei mezzi
di
comunicazione sociale
deve essa stessa essere
evangelizzata!
Siete
chiamati a offrire alla
Chiesa l'ispirazione
e
le
idee per quella grande
opera, ricorrendo ai
modelli più elevati
di
professionalità
e
alle
risorse più profonde della
fede cristiana
e
della
tradizione cattolica.
Questo è un
compito al
quale
il
Pontificio
Consiglio
si
è dedicato
con grande energie.
Durante
questa
Assemblea Plenaria, per
esempio, pubblicherete
due importanti documenti
che sono in preparazione
da
anni: «Etica in
Internet»
e
«La
Chiesa
e
Internet». Essi sono segni
non solo della vostra
creatività professionale,
ma anche del vostro
impegno
di
predicare
la
Buona Novella nel rutilante
mondo delle
comunicazioni sociali.
Il
Vangelo vive sempre
di
dialogo con
la
cultura,
perché
la
Parola eterna
non smette mai
di
essere
presente nella Chiesa
e
nell'umanità.
Se
la Chiesa
si
allontana dalla cultura,
il
Vangelo stesso tace.
Quindi, non dobbiamo
temere
di
varcare
la
soglia
culturale dell'attuale
rivoluzione della
comunicazione
e
dell'informazione. «Come le
nuove frontiere
di
altre
epoche, anche
questa
è una
commistione
di
pericoli
e
promesse, non priva
di
quel
senso
di
avventura che ha
caratterizzato altri grandi
periodi
di
cambiamento»
(ibidem).
Per
la
Chiesa l'impresa
consiste nel far sì che
la
verità
di
Cristo eserciti
un'influenza su questo nuovo
mondo, con tutte le sue
promesse
e
i suoi interrogativi.
Ciò implicherà, in particolare,
la
promozione
di
un'etica
autenticamente umana per
creare comunione piuttosto
che alienazione fra gli individui (cfr Millennio ineunte,
n.43)
e
solidarietà piuttosto
che inimicizia fra i popoli.
Tuttavia,
la
questione
fondamentale è : «Da
questa
galassia
di
immagini
e
suoni
emergerà
il
Volto
di
Cristo?
Si
udirà
la
sua
voce?»
(Messaggio per
la
Giornata
Mondiale delle Comunicazioni
Sociali 2002, n.6).
In tutta
la
nostra programmazione, non
possiamo
mai
dimenticare che
Cristo è
la
Buona Novella! Non
abbiamo
nulla
da
offrire se non
Gesù, l'unico mediatore tra Dio
e
l'uomo
(cfr 1 Timoteo 2, 5).
Evangelizzare significa
semplicemente
permettergli
di essere visto
e
udito, poiché
sappiamo che se
non c'è
spazio per Cristo, non c'è
spazio per l'uomo.
Quindi,
cari fratelli
e
care
sorelle, vi esorto, in tutta
la
vostra programmazione, a fare
spazio a Cristo. Nella stampa,
nella radio, nella televisione,
nel mondo del cinema
e
di
internet cercate
di
aprire le
porte a Lui che tanto
misericordiosamente è per noi
la
porta della salvezza.
Allora,
quello dei mezzi
di comunicazione sociale sarà
un mondo
di
autentica
comunicazione, un mondo
fatto non
di
illusione, ma
di
verità
e di
gioia...
Giovanni Paolo II
all'Assemblea Plenaria
del Pontificio Consiglio
delle
Comunicazioni Sociali
Da
«L'Osservatore Romano»
2 marzo 2002, p.5

|
ESSERE AMORE
NEL CUORE
DELLA CHIESA |
 |

|

 |
|

Tu es Petrus, et super hanc petram aedificabo
Ecclesiam meam,
et portae inferi non praevalebunt adversum eam. Et tibi
dabo claves
regni coelorum. Et quodcumque ligaveris super terram, erit
legatum et in coelis; Et quodcumque solveris super terram,
erit solutum et in coelis. (Mt 16,
18-19)
|
|
Risponde al vero che i tempi non sono
facili; è vero che la
barca della Chiesa deve
solcare acque
tempestose, esposte ai
venti di ideologie e di
culture che, essendo
antiumane, sono anche
anticristiane. È vero
che talune crepe negli
aspetti storici umani
possono fare penetrare
all’interno della barca,
come avvenne quando, al
Lago di Genezareth, gli
apostoli, spaventati e
pieni di angoscia
invocarono ad alta voce
Cristo che sembrava
dormire: Domine,
salva nos quia perimus!
(Mt 8, 25).
È vero. Ma al di sopra
delle nostre angosce, al
di sopra di tutti i
nostri dubbi, al di
sopra di tutte le nostre
perplessità e timori, si
leva una voce, "la"
voce: "Perché avete
paura, uomini di poca
fede?" (Mt 8, 26): Tu
es Petrus, et super hanc
petram aedificabo
Ecclesiam meam et portae
inferi non praevalebunt
(Mt 16,18).
La nave di Pietro può
trovarsi in acque
agitate, ma le è
assicurata l’assistenza
divina: "semper
fluctibus
agitata, et
semper victrix",
come soleva dire, in un
atto di fede, sant’Alfonso
Maria de’Liguori.
Nostro Signore Gesù
Cristo si trova
all'interno della barca.
Pietro, principio
perpetuo e fondamento
visibile dell’unità
della Chiesa tiene il
timone. La Vergine
Immacolata continua,
nella storia, a
schiacciare la testa del
serpente diabolico fino
alla consumazione dei
tempi.
Questa è la fede che
vince il mondo, questa è
la fede
che ci gloriamo
di professare!
Card. Darío Castrillón
Hoyos

|
IL LABORATORIO DELLA FANTASIA
DI THERESE
|
|