"Chiara una Luce dal cielo si diffonde nella notte: fuggano i sogni e le angosce,
splende la luce di Cristo. Si desti il cuore dal sonno, non più turbato dal male: 
un Astro nuovo rifulge, fra le tenebre del mondo. Ecco l'Agnello di Dio, prezzo
del nostro riscatto, con fede viva imploriamo il suo
 
perdono e la pace"
 

Un giorno santo è spuntato per noi:
venite tutti ad adorare il Signore;
oggi una splendida luce è discesa sulla terra

 

 

 


EPIFANIA
la luminosa manifestazione
di Dio agli uomini
Prima fase della Redenzione


I Magi adorarono un semplice Bambino in braccio alla Madre Maria, perché in Lui riconobbero la sorgente della duplice luce che li aveva guidati: la luce della stella e la luce delle Scritture.  Riconobbero in Lui il Re dei Giudei,gloria d'Israele, ma anche il Re di tutte le genti.

Nel contesto liturgico dell'Epifania si manifesta anche il mistero della Chiesa e la sua dimensione missionaria. Essa è chiamata a far risplendere nel mondo la luce di Cristo, riflettendola in se stessa come la luna riflette la luce del sole. Nella Chiesa hanno trovato compimento le antiche profezie riferite alla città  santa Gerusalemme, come quella stupenda di Isaia che abbiamo ascoltato poc'anzi: "Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce...  Cammineranno i popoli alla tua luce, i re allo splendore del tuo sorgere" (Is 60, 1-3). Questo dovranno realizzare i discepoli di Cristo: ammaestrati da Lui a vivere nello stile delle Beatitudini, dovranno attrarre, mediante la testimonianza dell'amore, tutti gli uomini a Dio: "Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone  e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli" (Mt 5, 16). Ascoltando queste parole di Gesù, noi, membri della Chiesa, non possiamo non avvertire tutta l'insufficienza della nostra condizione umana, segnata dal peccato. La Chiesa è santa, ma formata da uomini e donne con i loro limiti e i loro errori. È Cristo, Lui solo, che donandoci lo Spirito Santo può trasformare la nostra miseria e rinnovarci costantemente. È Lui la luce delle genti, lumen gentium, che ha scelto  di illuminare il mondo mediante la sua Chiesa (cfr Conc. Vat. II, Cost. Lumen gentium, 1).

"Come potrà avvenire questo?", ci chiediamo anche noi con le parole che la Vergine rivolse all'arcangelo Gabriele. E proprio lei, la Madre di Cristo e della Chiesa, ci offre la risposta: con il suo esempio di totale disponibilità alla volontà di Dio - "fiat mihi secundum verbum tuum" (Lc 1, 38) - Ella ci insegna ad essere "epifania" del Signore, nell'apertura del cuore alla forza della grazia e nell'adesione fedele alla parola del suo Figlio, luce del mondo e traguardo finale della storia.

Così sia!

    
Omelia Cappella Papale
nella solennità dell'Epifania
6 gennaio 2007
Basilica Vaticana

      «Nel nostro pellegrinaggio con i misteriosi Magi dell'Oriente siamo giunti a quel momento che san Matteo nel suo Vangelo ci descrive così: "Entrati nella casa (sulla quale la stella si era fermata), videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono" (Mt 2, 11). Il cammino esteriore di quegli uomini era finito. Erano giunti alla meta. Ma a questo punto per loro comincia un nuovo cammino, un pellegrinaggio interiore che cambia tutta la loro vita. Poiché sicuramente avevano immaginato questo Re neonato in modo diverso. Il nuovo Re, davanti al quale si erano prostrati in adorazione, si differenziava molto dalla loro attesa. Così dovevano imparare che Dio è diverso da come noi di solito lo immaginiamo. Qui cominciò il loro cammino interiore. Cominciò nello stesso momento in cui si prostrarono davanti a questo bambino e lo riconobbero come il Re promesso.  Dovevano cambiare la loro idea sul potere, su Dio e sull'uomo e, facendo questo, dovevano anche cambiare se stessi. Ora vedevano: il potere di Dio è diverso dal potere dei potenti del mondo. Il modo di agire di Dio è diverso da come noi lo immaginiamo e da come vorremmo imporlo anche a Lui. Erano venuti per mettersi a servizio di questo Re, per modellare la loro regalità sulla sua. Era questo il significato del loro gesto di ossequio, della loro adorazione. Di essa facevano parte anche i regali - oro, incenso e mirra - doni che si offrivano a un Re ritenuto divino. L'adorazione ha un contenuto e comporta anche un dono. Volendo con il gesto dell'adorazione riconoscere questo bambino come il loro Re al cui servizio intendevano mettere il proprio potere e le proprie possibilità, gli uomini provenienti dall'Oriente seguivano senz'altro la traccia giusta. Servendo e seguendo Lui, volevano insieme con Lui servire la causa della giustizia e del bene nel mondo. E in questo avevano ragione. Ora però imparano che ciò non può essere realizzato semplicemente per mezzo di comandi e dall'alto di un trono. Ora imparano che devono donare se stessi - un dono minore di questo non basta per questo Re. Ora imparano che la loro vita deve conformarsi a questo modo divino di esercitare il potere, a questo modo d'essere di Dio stesso. Devono diventare uomini della verità, del diritto, della bontà, del perdono, della misericordia. Non domanderanno più: Questo a che cosa mi serve? Dovranno invece domandare: Con che cosa servo io la presenza di Dio nel mondo? Devono imparare a perdere se stessi e proprio così a trovare se stessi. Andando via da Gerusalemme, devono rimanere sulle orme del vero Re, al seguito di Gesù »

 

Discorso ai giovani
Colonia, Sabato 20 agosto 2005

 

Che il Natale
sia per voi
una speranza
saldamente
aggrappata
nello spessore
delle vostre notti!
Che il Natale
sia per voi una musica
che risuona
gioiosamente
nella banale
ripetizione
dei vostri giorni!
Che il Natale
sia per voi una pace
delicatamente posata
nel cavo delle vostre mani!
E quando
la vostra esistenza
passerà attraverso
aspri cammini
che straziano,
che il Bambino
deponga in voi
la fedele tenerezza …



Per essere un buon danzatore, con Te Signore come con gli altri, non occorre sapere dove conduca la danza. Basta seguire il passo, essere contento, essere leggero, e soprattutto non essere rigido. Non occorre chiederti spiegazioni sui passi che ti piace fare. Bisogna essere come il prolungamento, agile e vivo, di Te. E ricevere da Te la trasmissione del ritmo dell’orchestra.

Bisogna non volere avanzare ad ogni costo, ma accettare di voltarsi indietro, di procedere di fianco. Bisogna sapersi fermare e saper scivolare anziché camminare. E questi sarebbero soltanto passi da stupidi se la musica non ne facesse un’armonia. Noi però dimentichiamo la musica del Tuo Spirito, e facciamo della vita un esercizio di ginnastica; dimentichiamo che fra le Tue braccia la vita è danza e che la Tua santa volontà è di un’inconcepibile fantasia.

Se fossimo contenti di Te, Signore, non potremmo resistere al bisogno di danza che dilaga nel mondo, e arriveremmo a indovinare quale danza Ti piace farci danzare sposando i passi della Tua Provvidenza”.

Madeleine Delbrel

 

 

EPIFANIA


                                                                                                
  
Notte, la notte d ‘ansia e
di vertigine
quando nel vento a fiotti
interstellare,
acre, il tempo finito sgrana
i germi del nuovo, dell’intatto,
e a te che vai
persona semiviva tra due gorghi
tra passato e avvenire
giunge al cuore la freccia dell’anno …

 e all’improvviso
la fiamma della vita vacilla
nella mente. Chi spinge muli su per
la montagna
tra le schegge di pietra
e le cataste
si turba per un fremito che sente 
ch’è un fremito di morte e di speranza
                                                                                                
In una notte come questa,
in una notte come questa   l’anima,
mia compagna fedele inavvertita  nelle ore medie  
nei giorni interni grigi delle  annate,    
levatasi fiutò la notte tumida
di semi che morivano, di grani 
che scoppiavano, ravvisò stupita 
i fuochi in lontananza dei bivacchi   
più vividi che astri. Disse:
è l’ora. 
Ci mettemmo in cammino a passo rapido, 
per via ci unimmo a gente strana.

Ed ecco
Il convoglio sulle dune deiMagi
muovere al passo dei cammelli
verso la Cuna.
Ci fu ressa difiaccole,
di voci.
Vidi gli ultimi d’una retroguardia frettolosa.
E tutto passò via
tra molto popolo e gran polvere.
Gran polvere
Chi andò,
chi recò doni o riposa
o se vigila non teme
questo vento di mutazione:
tende le mani ferme
sulla fiamma, 
sorride dal sicuro
d’una razza di longevi.

Non più tardi di ieri, 
ancora oggi

                              
• Mario Luzi •

 

Il testamento
di Don Tonino Bello

 

 

Ragazzi, vi faccio anch'io tanti auguri. Tanti auguri di speranza, tanti auguri di gioia, tanti auguri di buona salute, tanti auguri perché a voi ragazzi e ragazze fioriscano tutti i sogni.

 

Tanti auguri perché nei vostri occhi ci sia sempre la trasparenza dei laghi e non si offuschino mai per le tristezze della vita che sempre ci sommergono. Vedrete come fra poco la fioritura della primavera spirituale inonderà il mondo, perché andiamo verso momenti splendidi della storia. Non andiamo verso la catastrofe, ricordatevelo.

 

Quindi gioite! Il Signore vi renda felici nel cuore, le vostre amicizie siano sincere. Non barattate mai l'onestà con un pugno di lenticchie. Vorrei dirvi tante cose, soprattutto vorrei augurarvi la pace della sera, quella che possiamo sentire anche adesso, se noi recidessimo un po' dei nostri impegni così vorticosi, delle nostre corse affannate.

 

Coraggio! Vogliate bene a Gesù Cristo, amate con tutto il cuore, prendete il Vangelo tra le mani, cercate di tradurre in pratica quello che Gesù vi dice con semplicità di spirito.

 

Poi amate i poveri. Amate i poveri perché è da loro che viene la salvezza. Non arricchitevi, è sempre perdente colui che vince al gioco della borsa.

 

Vi abbraccio, tutti, uno ad uno, e, vi vorrei dire, guardandovi negli occhi: "TI VOGLIO BENE".

 

Qualche giorno dopo, don Tonino morì per un male incurabile

 

 

www.dontoninobello.it

 

DTB Channel è il Live Broadcast Network per www.dontoninobello.it,
il primo canale Web TV interamente dedicato a Don Tonino Bello...
e che dal 16 novembre 2008 trasmette, sia in differita (not broadcasting)
che in presa diretta (broadcasting), 24h su 24h...

Nell’albergo non c’era posto per la
mamma del Dio bambino, del Dio
piccino, del Dio poveretto. L’albergo
era chiuso. E
 dopo quel giorno gli
uomini hanno appreso che al di là
delle porte sbarrate c’è il Signore
che  attende di essere accolto. E
colui che decide di lasciare aperta la
sua porta potrà accoglierlo sotto
l’umile sacramento dei volti umani.
I volti lavati dalle lacrime, i volti
stanchi, i volti insudiciati. Sotto
l’umile sacramento di tutto ciò che
è sgraziato. Colui che al crocevia del
mondo sa costruire l’albergo senza
registrazioni e senza prezzi, vede lo
 straniero diventare fratello e il
Verbo farsi carne
per abitare in mezzo ai suoi.

(Madeleine Delbrel)

 Per chi è forte, per chi è grande in questo mondo
esistono solo due luoghi in cui il coraggio lo
abbandona, due luoghi che teme nel profondo
del suo cuore, che evita con terrore:
la mangiatoia e la croce di Gesù Cristo.

D. Bonhoeffer

IL FIUME DEL CIELO HA STRARIPATO
ED HA INONDATO IL MONDO DI GIOIA! ...

Inizia un altro giorno
 
Gesù vuol viverlo in me. Lui non si è isolato. Ha camminato in mezzo agli uomini. Con me cammina tra gli uomini d'oggi. Incontrerà ciascuno di quelli che entreranno nella mia casa, ciascuno di quelli che incrocerò per la strada,  altri ricchi come quelli del suo tempo, altri poveri, altri eruditi e altri ignoranti, altri bimbi e altri vegliardi, altri santi e altri peccatori, altri sani e altri infermi. Tutti saranno quelli che egli è venuto a cercare. Ciascuno, colui che è venuto a salvare. A coloro che mi parleranno, egli avrà qualche cosa da dire. A coloro che verranno meno, egli avrà qualche cosa da dare. Ciascuno esisterà per lui come se fosse il solo. Nel rumore egli avrà il suo silenzio da vivere. Nel tumulto, la sua pace da portare. Gesù, in tutto, non ha cessato di essere il Figlio. Vuole in me rimanere legato al Padre. Dolcemente legato, ogni secondo, sospeso su ciascun secondo, come un sughero sull'acqua. Dolce come un agnello di fronte a ogni volontà del Padre. Tutto sarà permesso in questo giorno che viene, tutto sarà permesso ed esigerà che io dica il mio sì. Il mondo dove Lui mi lascia per esservi con me non può impedirmi di essere con Dio; come un bimbo portato sulle braccia della madre non è meno con lei per il fatto che lei cammina tra la folla.
Gesù, dappertutto, non ha cessato d'essere inviato. Noi non possiamo esimerci d'essere, in ogni istante, gl'inviati di Dio nel mondo. Gesù in noi, non cessa di essere inviato, durante questo giorno che inizia, a tutta l'umanità, del nostro tempo, di ogni tempo, della mia città e del mondo.
Attraverso i fratelli più vicini ch'egli ci farà servire amare salvare, le onde della sua carità giungeranno sino in capo al mondo, andranno sino alla fine dei tempi. Benedetto questo nuovo giorno che è Natale per la terra, poiché in me Gesù vuole viverlo ancora.

Madeleine Delbrel
IL PICCOLO MONACO
Gribaudi Editore

 

 

“La prima condizione per fare bene il Natale è quella di conservargli la sua autenticità religiosa. Non stiamo ora a parlarvi del pericolo che il vero Natale sia soffocato dalle manifestazioni esteriori e profane, alle quali la festa presta occasione, a volte prendendo il sopravvento e trasformandone il carattere sacro. Ciascuno sa come questa vanificazione del Natale può avvenire anche partendo da forme innocenti di folklore.

Il presepio stesso può diventare spettacolo con finalità estetiche e fantasiose, più che richiamo alla rappresentazione del sublime ed umile fatto della nascita di Gesù.

Procuriamoci di vedere, di contemplare il quadro, cioè la scena di Betlemme.

Occorre vedere nel presepio l'avvenimento tanto importante e centrale, la nascita cioè di Colui che si chiama Salvatore, Gesù, il Messia nel quale si incentrano e si compiono i disegni relativi ai destini dell'umanità.

Dobbiamo considerare il Natale come una apparizione.

Ce lo dice S. Paolo: Apparve la bontà e l'amore di Dio salvatore nostro verso gli uomini. È il segreto di Dio che si è svelato in Gesù Cristo: Dio è bontà, è amore.

Comprendiamo come S. Francesco andasse in estasi davanti al presepio e come noi stessi possiamo sentirci trasformati davanti ad una scoperta che ci folgora di meraviglia e di commozione.

Noi siamo amati: amati da Dio! Comprendiamo Pasla che esclamava:

 

Gioia, gioia, gioia, pianti di gioia. Questo è il Natale! Il Natale della fede”

 

 

PAOLO VI
Natale 1969

 

 


Il nostro secolo ci costringe ad
imparare di nuovo la verità
dell'
AVVENTO. La verità cioè che
è sempre stato tempo di Avvento e
che tempo di Avvento continua
sempre ad essere...  La verità che
tutta l'umanità è un'unica umanità
davanti al volto di Dio.
Che tutta l'umanità giace nelle
tenebre, ma anche che tutta
l'umanità è illuminata dalla luce
di Dio"

Joseph Ratzinger
 

SVEGLIATI, CREAZIONE INTERA!...
IL TUO GEMITO E' FAME E SETE
DI VERITA'...

GESU' CRISTO
FIGLIO DI  DIO
E' LA
VERITA', LA SOLA LUCE!
L'
UNICO SENSO, LA VERA VITA,
LA SOLA VIA ...

 

VIENI,
SIGNORE GESU'!!!

 

 


"Io sono il pastore delle greggi che non hanno pastore e che tremano nella pianura; Io sono le braccia aperte sulla tua profonda pena, il balsamo essenziale che allevierà i tuoi dolori ..." MADELEINE DELBREL
CLIKKA SE VUOI RIPERCORRERE I GIORNI DELL'AVVENTO ...

 
 


 

 

 

        

 


   

Barcollando nella speranza ho ripreso il cammino ... Un passante si è messo al passo con me ...

clikka sull'immagine

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Un giorno santo è spuntato per noi:
venite tutti ad adorare il Signore;
oggi una splendida luce è discesa sulla terra


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