Il treno per Westerbork...

Fotogramma del film "Schindler's list" di Steven Spielberg

 

  «È così triste vedere tutte queste persone abbandonate a se stesse, che perdono il loro ultimo asciugamano. […] Questo pezzetto di storia dell’umanità è talmente triste e vergognoso che non si sa come parlarne – ma anche se continuassi per pagine e pagine, non potreste avere idea di quel barcollare e cadere a terra, del disperato bisogno di aiuto, delle domande infantili. Accadono cose che un tempo la nostra ragione non avrebbe creduto possibili […] le parole della cronaca non bastano più, ci vorrebbe proprio un grande poeta per descrivere tutto questo. Tutta l’Europa sta diventando un unico grande campo di prigionia...» Etty Hillesum  


 
 

Mia cara Etty,
dedico a te queste pagine...

Ho spesso cercato le parole per dirmi cosa mi fa sentire così vicina al tuo cuore, ed anche quelle per dirti ...
perché ti sento "vicina e presente" nel mio!". Così, prendo in prestito un moto dell'anima di Mariapia Bonanate,
testimoniato dall'introduzione al suo recente libro "Donne che cambiano il mondo", editrice Mondadori. Lei ha
saputo dirsi e dirti... Io, resto ancora nello "stupore" dell'incontro e nella riconoscenza verso la provvidenziale e
fedele Sapienza di Dio che si manifesta nella mia povera vita, che lo ha reso possibile... Quando penso a te
riecheggiano le parole di Isaia ..."Sarai come un giardino irrigato, come una sorgente le cui acque non
inaridiscono"
ed il balsamo della tua pur breve esistenza scende fluido nell'anima, a dare nuovo profumo e
nuovo vigore ad ogni levare del sole....
                                                                      
Con affetto e stima profonda, la tua amica
Guarda il video
(Etty Hillesum, cuore pensante della baracca)
[ADSL] - Estratto di un documentario
 
 


 

  Noi che viviamo sicuri  nelle
  nostre tiepide case, e che
  tornando a casa, la sera,
  troviamo cibo caldo e visi
  amici....

 NON DIMENTICHIAMO!   
Ogni anno si celebra
il giorno della memoria...
Che non sia, però, solo un giorno!!
(CLIKKA!)

Nelle pagine dell'Unione delle Com.tà Ebraiche Italiane troverete strumenti didattici e pedagogici per preparare la Giornata della Memoria...


 

 


























 

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«... Quando dico che fuggire o nascondersi non ha il minimo senso, che non ci sono scappatoie e che val meglio rimanere con gli altri e cercare di essere per loro quel che ancora siamo in grado di essere, sembra che io sia molto, troppo rassegnata. […] Molte persone dicono che chiunque possa sfuggire alle loro grinfie deve provare a farlo, che questo è un dovere, che devo fare qualcosa per me. Ma questa somma non torna. In questo momento, ognuno si dà da fare per salvare se stesso: ma un certo numero di persone, un numero persino molto alto – non deve partire comunque? […] Chiunque si voglia salvare deve pur sapere che se non ci va lui, qualcun altro dovrà andare al suo posto… Dubito che mi sentirei bene se mi fosse risparmiato ciò che tanti devono subire...».

«19 febbraio 1942, giovedì pomeriggio, le due… di nuovo qualcuno è stato torturato a morte: quel dolce ragazzo della libreria Cultura… – Cosa spinge l’essere umano a distruggere gli altri? – Ma ricordati che sei un essere umano anche tu. Io non vedo nessun’altra soluzione, veramente non ne vedo nessun’altra, che quella di raccoglierci in noi stessi e di strappare via il nostro marciume. Non credo più che si possa migliorare qualcosa nel mondo esterno senza aver prima fatto la nostra parte dentro di noi. È l’unica lezione di questa guerra: dobbiamo cercare in noi stessi, non altrove. Malgrado il dolore e l’ingiustizia, la coscienza che tutti questi orrori non sono come un pericolo misterioso e lontano al di fuori di noi, ma che si trovano vicinissimi e nascono dentro di noi. E perciò sono molto più familiari e assai meno terrificanti.
So che chi odia ha fondati motivi per farlo. Ma perché dovremmo sempre scegliere la strada più corta e più a buon mercato? Laggiù ho potuto toccare con mano come ogni atomo di odio che si aggiunge al mondo lo renda ancora più inospitale».



«Ed ecco che
improvvisamente, qualche
settimana fa, è spuntato il
pensiero liberatorio, simile
ad un esitante e giovanissimo
stelo in un deserto di erbacce:
se anche non rimanesse che
un solo tedesco decente,
quest’unico tedesco
meriterebbe di essere difeso
contro quella banda di
barbari, e grazie a lui non si
avrebbe il diritto di riversare
il proprio odio su un popolo
intero. Questo non significa
che uno sia indulgente nei
confronti di determinate
tendenze, si deve ben
prendere posizione, sdegnarsi
per certe cose in certi
momenti, provare a capire,
ma quell’odio generalizzato è
la cosa peggiore che ci sia.

E’ una malattia dell’anima»

 
 
Viaggio nella memoria con
 

"Discorrerò con Te molto spesso e in questo
modo ti impedirò di abbandonarmi".



 

  «Dentro di me c’è una sorgente molto profonda. E in quella sorgente c’è Dio. A volte riesco a raggiungerla, più sovente essa è coperta da pietre e sabbia. Allora Dio è sepolto. Allora bisogna dissotterrarlo di nuovo».
«Stanotte ero sveglia al buio con gli occhi che mi bruciavano, davanti a me passavano immagini e immagini di dolore umano. Ti prometto una cosa, Dio mio, cercherò di aiutarti affinché tu non venga distrutto dentro di me, ma a priori non posso promettere nulla. Una cosa diventa sempre più evidente […] che tu non puoi aiutare noi, ma siamo noi a dover aiutare te, e in questo modo aiutiamo noi stessi. E allora forse potremo anche contribuire a disseppellirti dai cuori devastati degli altri uomini.
Eppure io credo che per ogni evento l’essere umano possieda un organo che gli consente di superarlo. Se noi salveremo i nostri corpi e basta dai campi di prigionia, sarà troppo poco. Non si tratta di conservare questa vita a ogni costo, ma di come la si conserva. A volte penso che ogni situazione, buona o cattiva, possa arricchire l’essere umano di nuove prospettive. Se noi abbandoniamo al loro destino i fatti duri che dobbiamo affrontare, se non li ospitiamo nelle nostre teste e nei nostri cuori, per farli decantare e diventare fattori di crescita e di comprensione, allora non siamo una generazione vitale. Certo che non è così semplice, […] ma se non sapremo offrire al mondo impoverito del dopoguerra nient’altro che i nostri corpi salvati a ogni costo – e non un nuovo senso delle cose, attinto dai pozzi più profondi della nostra miseria e disperazione – allora non basterà…
Certo che ogni tanto si può essere tristi e abbattuti per quel che ci fanno, è umano e comprensibile che sia così […] eppure trovo bella la vita e mi sento libera. I cieli si stendono dentro di me come sopra di me. Credo in Dio e negli uomini e oso dirlo senza falso pudore. La vita è difficile, ma non è grave. Dobbiamo cominciare a prendere sul serio il nostro lato serio, il resto verrà allora da sé: e lavorare a se stessi non è certo una forma d’individualismo malaticcio. Una pace futura potrà essere veramente tale solo se prima sarà stata trovata da ognuno in se stesso. […] È l’unica soluzione possibile.
La miseria che c’è qui è davvero terribile, eppure la sera tardi, quando il giorno si è inabissato dietro di noi, mi capita spesso di camminare di buon passo lungo il filo spinato, e dal mio cuore si innalza sempre una voce – non ci posso far niente, è così, è di una forza elementare – e questa voce dice: la vita è una cosa splendida e grande, più tardi dovremo costruire un mondo completamente nuovo. A ogni nuovo crimine e orrore dovremo contrapporre un nuovo pezzetto di amore e di bontà che avremo conquistato in noi stessi.
Possiamo soffrire, ma non dobbiamo soccombere. E se sopravviveremo intatti a questo tempo, corpo e anima, ma soprattutto anima, senza amarezza, senza odio, allora avremo anche il diritto di dire la nostra parola a guerra finita. C’è un limite a tutte le sofferenze, forse a un essere umano non è dato sopportare più di quanto non possa – oltrepassato quel limite, muore da sé. Ogni tanto qui muore qualcuno perché il suo spirito è a pezzi e non riesce più a capire, in genere sono persone giovani. Le persone anziane sono piantate in un terreno più solido e accettano il loro destino con dignità e rassegnazione. Sì, qui si vede una gran varietà di persone, e si può osservare il loro atteggiamento verso le questioni più ardue, verso le questioni ultime.
Proverò a descrivervi come mi sento, ma non so se questa metafora è giusta. Quando un ragno tesse la sua tela, non lancia forse i fili principali davanti a sé, e ci si arrampica poi sopra? La strada principale della mia vita è tracciata per un lungo tratto davanti a me... e già partecipo alla costruzione di una società futura. La vita qui non consuma troppo le mie forze più profonde – fisicamente si va forse un po’ giù, e spesso si è immensamente tristi, ma il nostro nucleo interiore diventa sempre più forte. Vorrei che fosse così anche per voi e per tutti i miei amici, è necessario, dobbiamo ancora condividere molte esperienze e molto lavoro tutti insieme. Perciò vi raccomando: rimanete al vostro posto di guardia, se ne avete già uno dentro di voi, e per favore non rattristatevi per me, non c’è motivo».

 
 


 

Approfondimenti     


            Mantenere viva la fiamma  di Padre Jacques Philippe

            Selezione di scritti di Etty Hillesum /diari e lettere)

           Yerushalaim Shel Zahav    

 


Links esterni

La fondazione creata da Steven Spielberg "SOPRAVVISSUTI DELLA SHOAH" - Archivio multimediale (in inglese)  Il sito di YAD VASHEM (in inglese)


Ricordare il Male è necessario ma non sufficiente. La migliore garanzia per impedire
che si ripeta è valorizzare il Bene, fornire la Speranza come sostegno alle generazioni
future: il Male da solo offre disperazione; solo il Bene offre progettualità e ci
impedisce di cadere nella generalizzazione dell'odio. L'ebrea olandese Etty Hillesum,
prima di morire ad Auschwitz, scrisse nel suo diario che sarebbe stato giusto
proteggere anche un solo tedesco buono che fosse rimasto sulla faccia della terra.
____________________________________________________________
                                                                                                        Gabriele Nissim

 


Pagine interne

LABORATORIO DELLA
FANTASIA di Thérèse

Giovanni Paolo II
in visita a Yad Vashem
23/03/2000
SHALOM! Pace!


Prega per la pace in Gerusalemme!

"Meravigliosamente custoditi, da
forze che vegliano per il nostro
bene, attendiamo senza timore
l'avvenire. Dio è con noi sera e
mattina, e lo sarà fino all'ultimo
giorno".
>>>D. Bonhoeffer



Elementi grafici tratti dal sito delle Comunità Ebraiche Italiane www.ucei.it
 

 

www.illaboratoriodellafantasia.it
La verità vi farà liberi....