ESTATE 2008 - 2

 

 

a staccarsi dalla folla, dal loro lavoro, e ritirarsi con lui in un “luogo solitario”. Insegna loro a fare quello che faceva lui: ad equilibrare azione e contemplazione, a passare dal contatto con la gente al dialogo segreto e rigenerante con se stessi e con Dio.

Il tema è di grande importanza e attualità.. Il ritmo della vita ha preso una velocità che supera le nostre capacità di adattamento. La scena di Charlot alle prese con la catena di montaggio in Tempi moderni? è l’immagine esatta di questa situazione. Si perde, in questo modo, la capacità di distacco critico che permette di esercitare un dominio sul fluire, spesso caotico e scomposto, delle vicende e delle esperienze quotidiane.

Gesù, nel Vangelo, non da mai l’impressione di essere agitato dalla fretta. A volte addirittura perde del tempo: tutti lo cercano ed egli non si fa trovare, assorto com’è in preghiera. A volte, come nel nostro brano evangelico, invita anche i suoi discepoli a perdere tempo con lui: “Venite in disparte, in un luogo solitario e riposatevi un po’”. Raccomanda spesso di non affannarsi. Anche il nostro fisico, quanto beneficio riceve da tali “pause di respiro”!

Una di queste “pause” sono proprio le ferie estive che stiamo vivendo. Esse sono per la maggioranza delle persone, l’unica occasione per riposarsi un po’, per dialogare in modo disteso con il proprio coniuge, giocare con i figli, leggere qualche buon libro o contemplare in silenzio la natura; insomma, per rilassarsi. Fare, delle vacanze, un tempo più frenetico del resto dell’anno, significa rovinarle.

Al comandamento: “Ricordati di santificare le feste”, bisognerebbe aggiungere: “Ricordati di santificare le ferie”. “Fermatevi (alla lettera: vacate, prendetevi una vacanza!) e sappiate che io sono Dio”, dice Dio in un salmo (Sal 46). Un mezzo semplice per farlo potrebbe essere entrare in chiesa o in una cappella di montagna, in un’ora in cui è deserta, e lì trascorrere un po’ di tempo “in disparte”, soli con se stessi, davanti a Dio.

Questa esigenza di tempi di solitudine e di ascolto si pone in modo speciale per gli annunciatori del Vangelo e gli animatori della comunità cristiana che devono tenersi costantemente in contatto con la sorgente della Parola che devono trasmettere ai fratelli. I laici dovrebbero rallegrarsi, non sentirsi trascurati, ogni volta che il proprio sacerdote si assenta per un tempo di ricarica intellettuale e spirituale.

C’è da dire che la vacanza di Gesù con gli apostoli fu di breve durata perché la gente, vedendoli partire, li precedette a piedi sul luogo dello sbarco. Gesù però non si irrita con la gente che non gli da tregua, ma “si commuove”, vedendoli abbandonati a se stessi, “come pecore senza pastore” e si mette a “insegnare loro molte cose”.

Questo ci dice che bisogna essere pronti a interrompere anche il meritato riposo, di fronte a una situazione di grave necessità del prossimo. Non si può, per esempio, abbandonare a se stessi, o parcheggiare in un ospedale, un anziano a proprio carico, per godersi indisturbati le ferie. Non possiamo dimenticare le tante persone che la solitudine non l’hanno scelta, ma la subiscono, e non per qualche settimana o mese, ma per anni, forse per tutta la vita. Anche qui un piccolo suggerimento pratico: guardarsi intorno e vedere se c’è qualcuno da aiutare a sentirsi meno solo nella vita, con una visita, una telefonata, un invito a raggiungerli per un giorno nel luogo di vacanza: quello, insomma, che il cuore e le circostanze suggeriscono.

 

 

Commento di padre Raniero Cantalamessa, OFM Cap.

Marco 6, 30-34
*

 

 


 

SPECIALE ASSUNZIONE

“Ci hai fatti per te, Signore e il nostro cuore è inquieto
finché non riposa in Te” Sant' Agostino

 



 





L'uomo che misura l'attimo all'eternità che ha in sé, avverte improvvisamente l'eternità delle cose più piccole...
simili a gocce l'acqua in cui si specchia tutto il cielo.

Karl Rahner



La perfetta libertà consiste nell'armonia che noi realizziamo non per mezzo
di quanto conosciamo, ma di ciò che siamo.

Rabindranath Tagore




Un viaggio di mille miglia deve cominciare con un solo passo.

Lao Tzu



Voglio scrivere un libro ove tutte le parole siano vive e musicali come le foglie che fremono variamente a ogni
mutazione di soffio in una giornata varia del mio marzo. Voglio dare al mio libro il fremito delle foglie al soffio del
mattino, al soffio di mezzodì, al soffio della sera, al soffio della notte.

Gabriele D'Annunzio - Le faville del maglio



Voi che noi amiamo, voi non ci sentite, ci credete così lontani eppure siamo così vicini. Noi siamo i messaggeri,
non il messaggio. Il messaggio è l’amore. Noi non siamo niente, voi siete il nostro tutto. Lasciateci vivere nei vostri
occhi, guardate il vostro mondo attraverso noi, riconquistatelo attraverso noi, allora saremo vicini a voi e voi a Lui!

Dal film "Così lontano, così vicino"



La gente, di solito, considera un miracolo camminare sull'acqua o per aria, ma io credo che il vero miracolo sia
camminare sulla terra. Tutti i giorni ci imbattiamo in miracoli che non riconosciamo come tali: un cielo azzurro,
nuvole bianche,  foglie verdi, gli occhi, neri e curiosi di un bambino ... i nostri stessi occhi.

Thich Nhat Hanh - Miracle of Mindfulness



Avrei voluto chiudere il cielo come una semplice porta per restare una giornata
acquattato nell’erba in attesa di niente.

Raffaele Carrieri - Lamento del gabelliere



Amo i colori, tempi di un anelito inquieto, irrisolvibile, vitale,
spiegazione umilissima e sovrana dei cosmici "perchè" del mio respiro.

Alda Merini - La presenza di Orfeo

foglie

C'è un "perché" nascosto in tutte le cose che conduce ad un altro "perché", il quale suggerisce
un piccolissimo imprevisto "perché", da cui scaturisce probabilmente
un altro, nuovissimo e appena nato "perché".

Dacia Maraini - Dentro le parole

 

  


 

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