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Padre Daniel Ange
Nel
1981, dopo diversi anni in Africa prima,
in eremitaggio poi, Daniel Ange riceve una
precisa chiamata a portare la Buona Novella
al mondo della gioventù. Una evidenza lo pervadeva:
i primi testimoni di
Dio, per i giovani,
sono gli stessi giovani! Da qui l'urgenza
di suscitare, poi di formare giovani
apostoli dell'Amore e della Vita, per poterli
"lanciare" sulle strade della missione: nel
raccoglimento in montagna, per contemplare
Dio, poi inviati nelle pianure per
incontrare i giovani, compresi quelli che si
trovano "fuori dalle mura delle Chiese"...
traduzione di
dal sito
http://www.jeunesse-lumiere.com |


| Lode e grazie
....“Poi ha
creato il direttore d'orchestra di tutta la creazione per dare
voce ad ogni creatura: l'uomo! Le montagne, i fiori, tutta la
creazione non hanno voce e noi possiamo invece dire "Abbà
Padre" a nome di tutte le creature che nello stesso tempo noi
liberiamo. Il ministero della lode è importantissimo perché
facciamo trasalire di gioia tutta la creazione, e quindi li
cuore di Dio. Ed è così che dopo tutte le tempeste e i temporali
della vita vivremo nell'eterna aurora di Dio. Siamo nell'anno
duemila.
La creazione aveva abbandonato la sorgente dell'amore, ecco
allora che la sorgente dell'amore viene a penetrare dentro lo
spazio e il tempo, viene completamente dentro la storia fino a
non lasciare neanche un millimetro di vuoto in una ragazza
nostra sorella: Maria di Nazareth. Solo il mistero
dell'incarnazione di Gesù rende chiaro il mistero del mio
concepimento vicino all'anno duemila. Dio vuole illuminare Il
mistero della mia esistenza, vuole darle delle luci
completamente nuove sul fatto che io esisto”. (P.
Daniel Ange)
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Due parole... Un piccolo
contributo personale...
Ai tempi della mia appartenenza, come single
prima, come coppia e famiglia poi... ad una
delle cosiddette "nuove comunità"
(che rimane comunque
la nostra famiglia
d'origine nel Cuore della
Chiesa
e che
coi suoi
preziosi insegnamenti ha
costruito e continua a costituire
la nostra "ossatura spirituale"...)
ho avuto modo di conoscere il Padre Daniel
Ange. leggerne diversi testi ed
ascoltarne
diversi insegnamenti...
Peccato in Italia non sia
ancora conosciuto "nel modo giusto" ... Grazie
alle nostre care "infiammate"Sentinelle
del mattino di Pasqua" ed a qualche cellula italiana
di
JEUNESSE LUMIERE, spero questo sia possibile,
affinché sempre più numerosi siano i sacerdoti
che scelgano di impegnarsi a fianco dei giovani
per far scoprire loro tutta la
bellezza e lo
splendore della loro età, agli occhi di Dio, e
la loro preziosità ed il loro potenziale d'amore.
Se conoscete il francese potete visitare il
sito di JEUNESSE LUMIERE... Vi troverete
ulteriori informazioni sull'attività e
le pubblicazioni di Padre Daniel ...
La preziosità del "corpo" per i giovani,
"IL SIGNORE VI HA FATTO
COME UN PRODIGIO!", ama ripetere loro;
testimonianze di piccole anime malate,
portatrici di parole di vita e verità; testi
sulla piccola Teresa di Lisieux... E molto altro.
Da tempo desidero dedicargli alcune pagine
del Laboratorio. Conto di farlo presto,
sempre a Dio piacendo...
Le Seigneur te benisse, père Daniel, et la
pétite Thérèse te combles toujours plus
de sa pluie des roses de graces pour ton
ministère!!!
Spero tanto che i miei figlioli
incontrino sacerdoti come te, come voi!...
Nell'affetto dei figli di Dio,

illaboratoriodellafantasia.it

Padre Daniel
Ange
e Padre René Luc
(un caro fratello in Xto
col quale ho condiviso una
parte di cammino, e che
"mi manca" tantissimo!!...)

Il
BLOG personale di
Padre René Luc
(in francese!...)

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... avere qualcosa da dire e avere il coraggio di farlo usando parole proprie, vere, nude, in contrasto con il volere dei tempi e delle abitudini.
Chi lo fa?... un uomo che fugge l'inganno, la menzogna e la falsità di questa "società civile", la storia di un uomo che ancora sa scrutare la meraviglia del cielo e leggere i gesti del mondo e delle creature che lo circondano. Un uomo che ancora sa di possedere e di difendere qualcosa di prezioso, che per questo ha qualcosa da dire e lo fa con grande coraggio, rischiando tutto...
Chi lo fa?...
Maddalena Vicini
- Tracce feb 2007 p.115 |
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NUOVA SCUOLA
La notizia
Sito delle rubriche religiose e dell'informazione prodotta dalle
testate giornalistiche RAI |
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LIBRI CONSIGLIATI |
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La piccola via per ritrovare il sorriso. Meditiamo con Teresa di
Lisieux
-
Daniel Ange
Paoline Editoriale Libri |
Giovane come te. Gesù e la vita a Nazareth
-
Daniel Ange
Paoline Editoriale Libri |
Dalla Trinità all'Eucarestia. L'icona della Trinità di Rublëv
- Daniel Ange
Ed. Ancora |
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Il pastore ferito. Una parabola dei nostri giorni
-
Daniel Ange
Città Nuova |
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Vivere la gioia di Dio. Le Beatitudini
-
Daniel Ange
Ed. RnS |
Chiamati all'alba della vita
- Daniel Ange
Ed. Ancora |
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devo
"rintracciare" nella
memoria alcuni titoli esatti ...
A presto!.. |
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QUANDO SOGNATE...
la felicità, in realtà,
è Gesù che cercate;
è Lui che vi aspetta
quando niente vi soddisfa
di quello che trovate;
è Lui la bellezza che tanto vi attrae;
è Lui che vi provoca
con quella sete di radicalità
che non vi permette
di adattarvi al compromesso;
è Lui che vi spinge a deporre le
maschere
che rendono falsa la vita.
Giovanni Paolo II
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Da
"I santi del 2000. Perchè massacrarli?"
di Daniel Ange
- Ed. Sion
Sotto il sole di Dio c'è ancora qualcosa di nuovo?
Ma
lo Spirito sta inventando anche alcune vocazioni inedite e fa sorgere una
nuova evangelizzazione in quel modo tutto suo di ripresentarci l'antico con
un volto attuale.
Vedo questi nuovi evangelizzatori sulle orme di
Francesco e dei primi frati
attraverso l'Umbria e la Romagna; li vedo continuare il cammino dei piccoli
drappelli che frate Domenico inviava sulle strade d'Europa, e soprattutto
seguire le tracce della "brigata» di Caterina, che percorreva, partendo da
Siena, le vie della Toscana fino alla lontana Provenza. Dai primi
erediteranno la lieta spensieratezza per il domani; dai secondi il senso di
una verità che dev'essere contemplata per essere proclamata nel suo vigore e
nella sua dolcezza; dalla terza il ministero di riconciliazione e di
risanamento tra famiglie e città rivali. I modelli non mancheranno!
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Disponibili ad ogni S.O.S.
Vedremo dunque i nuovi evangelizzatori attraverso i nostri paesi con i
calzari ai piedi, il Vangelo in mano, pieni di luce gli occhi; ricolme di
verità le labbra, e irremovibilmente audaci.
Fra
di loro, come nella brigata di Caterina, ci sono sia adolescenti che
religiose, sia persone coniugate che sacerdoti: un piccolo ramo del popolo
di Dio. Di città in città, di paese in paese, essi andranno ovunque li
chiami una sofferenza spirituale. Medici a disposizione giorno e notte per
ogni S.O.S., risponderanno ai casi urgenti del Regno. Rapide squadre di
soccorso, si suddivideranno compiti e zone d'azione.
Essi verranno a sapere che la carestia più falcidiante si ha quando l'anima
non è più nutrita. Che la più tragica delle alienazioni è quella in cui
l'Avversario vi seduce. Che la più pesante delle catene è quella che vi
tiene avvinti a voi stessi; e che la piaga più infetta è quella che contiene
un veleno mortale che intossica il sangue. Non potranno sopportare situazioni simili (l'ignoranza dell'Amore - l'indifferenza all'Amore - il rifiuto
dell'Amore) senza esserne sconvolti. Soltanto Dio piange così. Essi
piangeranno come Dio.
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Cercheranno
di penetrare negli ospedali psichiatrici e nelle prigioni, consapevoli che
la maggior parte delle malattie dette psicologiche o la delinquenza
giovanile è semplicemente il risultato di carenze d'amore che solamente un
incontro con l'Amore potrà colmare. Sapranno che Gesù in persona può guarire
là dove ogni terapia medica fallisce; che il suo Spirito può scendere in
profondità mai raggiunte da nessuna psicoterapia. L'esperienza confermerà
loro queste cose di giorno in giorno. Attueranno una intensa accoglienza
spirituale. Famiglie saranno riconciliate, comunità torneranno ad essere
comunioni, esistenze avvelenate dal rancore si apriranno al perdono.
Liberati, uomini incatenati usciranno dalla loro prigione. Soltanto Dio può
amare così. Essi ameranno come Dio. Con un linguaggio di tutti i giorni, con
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immagini tratte dalla vita quotidiana, annunceranno le verità di sempre.
Riceveranno il dono di una parola che potrà muovere le folle ma che toccherà
ognuno come se egli fosse il prediletto. Soltanto Dio può parlare così. Essi
parleranno come Dio.
Mendicheranno a Dio le parole per ogni giorno e aspetteranno dai fratelli il
pane quotidiano. Verranno ricevuti, ospitati, nutriti sul posto oppure non
lo saranno. Ma sempre benedicendo coloro che non li benedicono.
Saranno attenti alle proposte dello Spirito. Talvolta vorranno far rotta
verso una certa meta e lo Spirito lo impedirà. Altre volte raggiungeranno un
luogo deserto e troveranno la folla che li avrà preceduti. Essi
l'accoglieranno con bontà. Ancora e sempre guariranno i malati per osare
dire: « Il Regno è qui, in mezzo a voi! .

Di notte, di giorno...
Piccola assemblea di preghiera nomade, li udranno celebrare la Gloria nelle
loro automobili e dovunque dovrà risuonare
la parola. Sul
marciapiecle o in un parco pubblico, la gente si fermerà soggiogata dalla
bellezza del canto, meravigliata dalla luce dei loro occhi. Domanderà: « Chi
dunque vi rende così felici? », E risponderà all'invito poi, come nella
pesca miracolosa; un bel mattino le reti traboccheranno (cf. Lc 5,4-7).
Durante la giornata esausti, si lasceranno divorare dai fratelli, ma la
notte si sazieranno del loro Signore. Di giorno, riceveranno mille
confidenze, ma nella quiete della notte le deporranno presso il Maestro. Il
giorno vedranno risplendere il suo Volto nei visi che la vita ha
maggiormente sfigurato; e la notte, dal suo Corpo-Sole, potranno veder
trasparire questi visi incontrati in segreto e che ora sono già
trasfigurati.
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Sempre
con la Chiesa nel cuore
I
nuovi discepoli saranno uomini della Chiesa in accordo con i vescovi e da
costoro si faranno chiamare e inviare. Il loro punto di riferimento
primario: il vescovo di Roma. Dalla sua visione universale essi riceveranno
l'ordine di precedenza nelle loro missioni, e saranno sempre disponibili ai
suoi appelli.
Evangelisti, non pastori. Seminatori, non mietitori. Essi passeranno
soltanto. Ridaranno nuovo impulso alle parrocchie agonizzanti, respiro e
fervore alle diocesi smembrate. Saranno chiamati anche nei conventi. Quindi
riprenderanno il cammino, simili a commandos dopo un intervento-verità,
un'operazione-amore.
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Non
si lasceranno monopolizzare da nessuna associazione particolare e
rifiuteranno qualsiasi etichetta. Nessuna esclusiva li terrà staccati dagli
altri. Essi saranno tutto per tutti.
In
una Chiesa divisa in compartimenti, dove ambienti diversi esistono l'uno
accanto all'altro ignorandosi, essi faranno circolare
la vita. Tra
gruppi, tendenze e comunità in aspra o stupida concorrenza, faranno saltare
ogni barriera anche se ermeticamente chiusa. Respingendo complotti e
atteggiamenti e comportamenti poco chiari, sceglieranno la limpida sincerità
e si porranno a servizio della comunione. In ascolto di quanto lo Spirito
dice loro mediante tutte le realtà della Chiesa, saranno attenti a ricevere
più che a dare.
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Passeranno da un mondo all'altro: da quello degli abbienti a quello degli
indigenti e viceversa. Sapranno che una Chiesa detta ricca e libera si
atrofizza quando le viene a mancare l'apporto delle sue sorelle povere e
oppresse.
Nei
paesi sottosviluppati in cui però non manca l'amore, essi si lasceranno,
evangelizzare e vi faranno sorgere, per le nostre società moribonde, gli
evangelizzatori con il volto colorito dalla buona salute interiore concessa
dallo. Spirito. Al loro passaggio ipoveri cadranno in ginocchio davanti al
Signore e renderanno grazie.
Attraverso confini proibiti e in incognito percorreranno i paesi dove la
Chiesa non può manifestarsi e viene soppressa. Con l'aspetto di semplici
turisti che non hanno fretta, parteciperanno. alle riunioni clandestine
delle comunità e si lasceranno tonificare da una vitalità degna delle
catacombe. Perché la loro parola possa rimanere vera, si ritemprerà proprio
in quei paesi, e si farà voce delle bocche imbavagliate. Dinanzi ai loro
fratelli dal cuore libero, gli evangelizzatori venuti da lontano cadranno in
ginocchio e renderanno grazie. Non eviteranno le zone di conflitto. Nei
luoghi in cui popoli e razze si dilaniano a vicenda, saranno presenti. Non
avranno timore della morte là dove la paura paralizza
la vita. Di
fronte al male in tutta la sua brutale nudità, non si corazzeranno ma si
faranno proteggere da quei difensori della luce che sono gli Angeli
dell'Altissimo. Non cederanno a ricatti né tremeranno di fronte alle
minacce. Al sopraggiungere di una persecuzione - larvata o violenta - quando
istituzioni e organizzazioni saranno subdolamente insidiate o
sistematicamente demolite, essi saranno abbastanza abili da infiltrarsi fra
le maglie, angeli di conforto per una Chiesa insanguinata.
Alcuni andranno in carcere o nei campi di concentramento, ma campi e carceri
saranno da loro trasformati in gruppi di preghiera." Altri avranno la
felicità di versare il proprio sangue per Gesù e per il suo Vangelo. Sarà
questa la loro suprema beatitudine, la nostra suprema consolazione.
Insieme deserto e città
I
nuovi evangelizzatori avranno dei posti d'ancoraggio dove ritemprare le
forze: le comunità di vita o piccoli monasteri solitari e poveri che vedremo
ben presto rifiorire. Dal silenzio dei fratelli in solitudine la loro parola
potrà attingere la sonorità del Vangelo.
Evangelizzeranno con cuore di monaco. Talvolta la loro parola sarà maturata
durante lunghi anni di silenzioso nascondimento, acquistando un valore
prezioso.
Si
familiarizzeranno con i santi di sempre e porranno le loro radici nella
vivificante tradizione della Chiesa; si nutriranno dei Padri e della grande
liturgia d'Oriente e d'Occidente, e offriranno. questa linfa vitale ai più
indigenti usando il loro linguaggio. Possiederanno una lunga e solida
formazione sia teologica che umana. La competenza in fatto d'uomini - senza
attenuare la loro "follia" in Cristo - assicurerà contemporaneamente i loro
passaporti per i paesi stranieri consentendo che essi siano presenti
nell'ambito internazionale. Avranno le loro "Carceri" e la loro "Verna".
Alterneranno la strada alla solitudine, che saranno dosate per ciascuno
secondo le stagioni della propria vita e le necessità della Chiesa; e
saranno non due poli contrastanti ma due movimenti di una stessa sinfonia.
Deserto e Parola, reciprocamente integrati, si chiameranno a vicenda, come
dal di dentro. I nuovi discepoli non saranno combattuti tra esigenze
contraddittorie ma si lasceranno condurre dallo Spirito, attenti ai tempi e
alle -circostanze. Abbandonare il deserto sarà sempre straziante, e
ugualmente separarsi- dai fratelli della strada. Ma, ogni volta, quanto sarà
dolce la certezza di compiere ciò che piace al Dilettissimo! Lungo il
cammino penseranno alle oasi e Qualcuno dirà loro: « Vieni in disparte e
riposati! » ed essi non resisteranno all'invito. Nella solitudine, durante
la veglia notturna, risuonerà la supplica di un abitante della Macedonia: «
Aiuto! Passa da noi! » ed essi non potranno resistere (cf. At 16,9). Dal
momento in cui si trovano là dove lo sguardo di Dio li raggiunge, si sentono
a proprio agio tanto in un eremo quanto in un mare di folla. Sommersi dalla
folla porteranno nel cuore un deserto che nessun rumore potrà profanare. Nel
deserto, la loro solitudine sarà più popolata che in una città. Saranno
sempre soli e non saranno
mai soli. Il
loro cuore sarà indivisibile.

Amati e scherniti
In
una civiltà più sofisticata che raffinata, verranno trattati da selvaggi: ne
saranno i salvatori. In un mondo dalle libertà conculcate, saranno
emarginati: respinti nello spazio in cui si disegna fuori della costrizione
delle righe. All'estrema avanguardia delle società che si vantano con
ostentazione d'essere "liberali progressiste", saranno coloro che amano
l'Amore in nome di quelli che, senza amore, fanno l'amore.
Verranno entusiasticamente acclamati e odiosamente calunniati. La
persecuzione li purificherà, la stima li renderà umili, e si sentiranno
soddisfatti non per se stessi ma per gli altri.
Disturberanno, sconvolgeranno l'ordine stabilito, ma attireranno in maniera
irresistibile: in un mondo suicida zampillerà finalmente una sorgente di
tenerezza; in un inferno di menzogna, si aprirà una porta di verità.
Ad
un'umanità disgustata di sé, finalmente uomini che parlano di Dio! Un Dio
che rivela il cuore dell'uomo. In una folla dove la paura aliena gli uomini
e li rende estranei gli uni agli altri, ciascuno troverà nei nuovi discepoli
dei fratelli che vinceranno la diffidenza soltanto con il sorriso. In una
società deviata a forza di dileggiare ogni certezza, essi segneranno
tranquillamente il cammino su cui l'uomo possa ritrovare la sicurezza
perduta: sapersi amato, ed essere amato.
Nei
bar e nelle osterie, nei cantieri, negli uffici, nei laboratori e nelle
fabbriche, ci si domanderà: « Ma senti, come fanno per amarsi in questo
modo? E' strano, però non si sente più freddo!».
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Inizio
primizie?
Tutto questo non è l'utopia di un visionario. In Indonesia ci sono alcuni
giovanissimi, talora dei bambini che, in piccoli gruppi, si mettono in
marcia attraverso le grandi foreste." Al loro passaggio i malati guariscono
e migliaia di persone si fanno battezzare. A questi ragazzi è dato di
parlare la lingua, a loro sconosciuta, di. alcune tribù, e a volte di bere
veleno senza morirne. I peggiori pericoli non fanno loro paura ed essi
assicurano di vedere talvolta gli Angeli di Dio che li precedono o li
circondano. E perché no?
Anche il nostro Occidente pagano non potrebbe avere il diritto alla stessa
grazia? Ne abbiamo già un inizio: una "Tenda dell'Unità" e presto molte
altre - gira di città in città. In essa cattolici e protestanti annunciano
uniti un Dio che vi moltiplica i suoi prodigi.
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In
parecchie città la sera o durante la pausa del mezzogiorno, gruppetti
composti da persone di tutte le età non esitano a pregare insieme per
la via. Emozione
inattesa: udire il Prologo di san
Giovanni proclamato al di sopra
del rumore assordante del traffico! Certi passanti affrettano il passo o
cambiano strada. Taluni si fermano per qualche istante. Altri rimangono fino
alla fine. Sempre chiamati, non di rado penetrati. Fanno domande, ascoltano,
si mettono a pregare. Ritorneranno. Altrove, piccole comitive di adolescenti
vanno, nel corso dell'anno, di scuola in scuola ad annunciare Gesù. Iniziano
con una rappresentazione di marionette o recitando loro stessi se la
riunione non si tiene in un parco pubblico. Partendo per le vacanze o al
ritorno, questi adolescenti evangelizzano treni interi con l'ardore dei
canti e la loro allegria. Spontaneamente, nella stessa maniera in cui
giocano.

Più
agili delle grandi tende di evangelizzazione e con una maggior formazione
rispetto ai gruppi spontanei di evangelizzazione, i nostri "commandos
d'urto" somiglieranno a queste diverse esperienze che già li preannunciano.
Tuttavia, una brigata non s'improvvisa né si impiega alla leggera. Può
nascere solamente dalle comunità di vita saldamente radicate nella Chiesa e
sempre ad essa collegate." Nel quotidiano di una fraternità vissuta, i
caratteri si forgeranno, la carità verrà praticata, si vedranno chiaramente
i carismi, la virtù e il dono della trasparenza saranno accresciuti,
l'umiltà coltivata, la povertà amata, i ministeri riconosciuti, le missioni
attribuite e le energie continuamente ritemprate." I giovani che crescono in
tali comunità, avranno presto radici sufficienti per tentare le difficili
avventure evangeliche. Basta ascoltarli un poco per intuire in quale
direzione soffia il vento. Un vento che si sa bene donde viene. Saranno loro
gli apostoli degli ultimi tempi? Chissà.

I santi anonimi che, domani, parleranno di Dio
Gli
apostoli degli ultimi tempi? Scusami, ma io vedo ancora in mezzo a loro
barboni, handicappati, immigrati, zingari, giovani teppisti, ex carcerati,
scampati dalla prostituzione o dalla droga: gli scorticati vivi della nostra
società. Domani noi saremo evangelizzati da coloro che avremo emarginato.
Miserabili,, ai quali passiamo accanto come se non ci fossero! Alcuni di
loro sono santi inconsapevoli ma che Dio ci indica e onora. Chi non conosce
questi "non credenti" che vivono eroicamente le beatitudini di Gesù come
pochi dei suoi discepoli fanno? Possano essi farci arrossire! La loro
santità, un giorno svelata, ci porterà al colmo dello stupore, tanto è vero
che chiunque è respinto dalla società viene - immediatamente - gettato nella
Comunione di Dio. Che lui lo sappia o no. Ma un giorno lo saprà, un giorno
lo dirà."
L'innocente`
del villaggio diventerà il testimonio dell'Innocente, i mendicanti di soldi
diverranno il simbolo del Mendicante d'Amore, gli evangelizzatori
itineranti, i trovatori della Verità. Gli abitanti del Quarto Mondo ci
parleranno, come quelli del Terzo Mondo, del mondo nuovo che noi nemmeno
aspettiamo più. Fin da adesso ci gridano: « Tu puoi amare in modo diverso.
Puoi essere diverso. Puoi vedere in maniera diversa ». E solo dal loro
sguardo si intuisce una terra sconosciuta di cui essi sono gli umili
esploratori. In questo paese, diventato loro patria, saremo invitati. Il
mappamondo della Chiesa ci apparirà stranamente modificato. Si avvicinerà
alla realtà: quale essa è agli occhi di Dio. Ascolteremo il Vangelo dalle
labbra di coloro che nessuno
mai ascolta.
Vedremo la sua gloria sul volto di quelli che nessuno mai
abbraccia."

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Noi
gli avevamo portato il Vangelo con le braccia spesso cariche di altre cose.
Essi verranno verso di noi a mani vuote, mani che moltiplicano il pane
dell'Amore: «Prendete, non costa nulla!». Gratuito, dunque sospetto per
molti. Ma gli affamati, loro, sapranno che non bisogna più attendere un
altro salvatore. Sarà giunto il tempo in cui gli ultimi saranno i primi:
la Buona Novella
verrà portata dai poveri! |
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Conferenza Episcopale Italiana
Commissione Episcopale per la dottrina della fede,
l’annuncio e la catechesi
"QUESTA È LA NOSTRA FEDE"
Nota pastorale sul primo annuncio del Vangelo
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Tu che hai guardato, tu
che hai ascoltato, non pensare: questo
risale
alla notte dei tempi!
Adamo, sei tu.
La sua creazione, il mistero della tua
vita.
Tra Dio e te, nessun
altro gioco d’amore, nessun altro
dramma!
Ciò che segue: non una
storia compiuta per sempre, un’avventura
vissuta una volta per tutte, ma una
lunga ricerca, contemporanea alla tua
vita, che continua, di giorno e di
notte.
Non ieri, ma oggi.
Penetrato dal suo
pensiero su di te entra nel tempo di
Dio.
Questo Dio, il tuo
Dio, in pena per te il cui Volto è
così poco desiderato, non lasciarlo
troppo attendere!
Daniel
Ange

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