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la vera pace non è solo assenza di guerre.... la vera pace non è di
umana fattura... |


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A dire il vero non siamo molto
abituati a legare il termine PACE a concetti dinamici.
Raramente sentiamo dire:
'Quell’uomo si affatica in pace'- 'lotta in pace'- 'strappa la vita coi denti in
pace'…
Più consuete, nel nostro linguaggio, sono invece le espressioni: 'Sta seduto in
pace',
'sta leggendo in pace', 'medita in pace' e, ovviamente, 'riposa in pace'.
La pace, insomma, ci richiama più la vestaglia da camera che lo zaino del
viandante.
Più il comfort del salotto che i pericoli della strada. Più il caminetto che
l’officina brulicante di problemi.
Più il silenzio del deserto che il traffico della metropoli. Più la
penombra raccolta
di una chiesa che una riunione di sindacato. Più il mistero della notte
che i rumori del meriggio.
Occorre forse una rivoluzione di mentalità per capire che la pace non è un dato,
ma una conquista.
Non un bene di consumo, ma il prodotto di un impegno. Non un nastro di
partenza, ma uno striscione di arrivo.
La pace richiede lotta, sofferenza, tenacia. Esige alti costi di incomprensione
e di sacrificio.
Rifiuta la tentazione del godimento. Non tollera atteggiamenti sedentari.
Non annulla la conflittualità. Non ha molto da spartire con la banale
'vita pacifica'.
Sì, la pace prima che traguardo, è cammino.
E, per giunta, cammino in salita.
Vuol dire allora che ha le sue tabelle di marcia e i suoi ritmi,
i suoi percorsi preferenziali ed i suoi tempi tecnici,
i suoi rallentamenti e le sue accelerazioni. Forse anche le sue soste.
Se è così, occorrono attese pazienti.
E sarà beato, perché operatore di pace,
non chi pretende di trovarsi all’arrivo senza essere mai partito, ma chi parte.
Col miraggio di una sosta sempre gioiosamente intravista,
anche se mai –su questa terra s’intende- pienamente raggiunta.
Don Tonino Bello
Riconoscerei in un aspetto essenziale della pace cristiana una
trasfigurazione della forza:
non più violenza aggressiva ma vigore [...] la pace non è una
condizione di debolezza,
ma la condizione forte che richiede dai noi il massimo di spoliazione,
di sforzo e
di rischio per mantenervi l'eroismo della nostra vocazione cristiana.
EMMANUEL MOUNIER
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"Comincio sempre la mia
preghiera in silenzio,
perché è nel
silenzio del cuore che
Dio parla.
Dio è amico del
silenzio:
dobbiamo ascoltare Dio
perché iò che conta non è
quello che
diciamo noi, ma quello
che Lui
dice a noi e
attraverso di noi"
-
Madre Teresa - |
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"Vi lascio la pace,
vi do la mia pace. Non come la dà
il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro
cuore e non abbia timore...". (Gv
14,27)

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Aiutaci a essere profeti
Quant’è difficile essere profeta della pace!
Se alzo il dito verso un futuro gonfio di speranze,
i realisti mi trattano da idealista;
e se lo abbasso sul presente affranto da sconfitte,
gli utopisti mi tacciano di disfattismo.
Signore, donami il coraggio
di accettare solo da te la rude vocazione di profeta
e di essere ogni volta un perdente tra gli uomini!
Quant’ è difficile essere pedagogo della pace!
In mezzo alle tortuosità di un cammino scosceso,
come far capire che un male minore,
anche se tollerato,
rimane un male
e che bisogna far di tutto
per allontanarsi dall’orlo dell’abisso
in cui a ogni istante l’umanità rischia di precipitare?
Signore, donami l’abilità di spiegare chiaramente
che la pace non è così semplice come se l’immagina
il cuore,
ma è più semplice di come stabilisce la ragione!
Quant’è difficile accogliere l’evangelo della pace!
Da qualunque parte ci si trovi,
all’ovest come all’est.
In una giungla di belve con missili per dentatura,
come far capire che perdere l’anima
è ancora più pericoloso che lasciarci la pelle?
Signore, donami la forza di aiutare
tutti quelli che attingono alla linfa delle beatitudini
per spezzare l’assurda logica
e l’infernale spirale della violenza!
Signore, tutti questi tiri incrociati sulla pace
non mi fanno paura, non mi scoraggiano.
Al contrario, mi rivelano
che il minimo strappo alla tunica della pace
fa gridare l’uomo.
Toccare la pace
è più che toccare un problema,
e ancor più che toccare l’uomo:
è toccare Dio,
colui che san Paolo ci presenta
come la pace stessa
“È lui la nostra pace” (Ef 2,14).
Signore, insegnaci a vincere la pace!
(da La pace: dono e profezia, Qiqajon, Bose 1991, pp. 195-196)

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LA PACE
"... La pace
non è una delle mille "cose" che la Chiesa evangelizza.
Non
è uno scampolo del suo vasto assortimento.
Non è un pezzo, tra i tanti, del suo repertorio.
Ma è l'unico suo annuncio.
È
il solo brano che essa è abilitata a interpretare. Quando
parla di pace, perciò, il suo messaggio è già
esauriente.
Se è vero, come dice san Paolo, che "Cristo
è la nostra pace" ,
non
c'è da temere che
la Chiesa parzializzi l'annuncio
evangelico, o trascuri altri aspetti dottrinali, o
decurti l'ampiezza della rivelazione, parlando solo di
pace.
Anzi,
per usare un'immagine, tutte le altre verità della
Scrittura non sono che i colori dell'arcobaleno in cui
si scompone l'unico raggio di sole: la pace..."
DON TONINO BELLO
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2.823 morti a New York e Washington (11 settembre 2001),
202 morti a Bali (Indonesia, 12 ottobre 2002), 21 morti a
Jerba (Tunisia, 11 aprile 2002), 31 morti in Pakistan
(marzo-giugno 2002), 45 morti in Marocco (16 maggio 2003),
52 morti a Riyadh (Arabia Saudita, 12 maggio e 8 novembre
2003), 63 morti in Turchia (15-20 novembre), 175 morti nel
teatro Dubrovka e 39 nella metropolitana di Mosca (6
febbraio 2004), 191 morti a Madrid (Spagna, 11 marzo 2004).
La serie si chiude per ora con i 400 morti – tra cui 156
bambini – della scuola di Beslan (1°-3 settembre 2004) ed i
caduti di Nassirya, 19 italiani e 9 iracheni, se i conti
"sono esatti"... In questo
elenco non sono compresi gli innumerevoli
attentati che quasi ogni giorno insanguinano, da una
parte, la Palestina e, dall’altra, l’Iraq, le cui vittime
ormai non si contano più....
Dimenticato qualcuno?!...Hanno importanza ancora i numeri?!...
Non basta l'orrore anche per
una sola vita spezzata?!...
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Terra Santa |
Sharm el Sheik |
Londra |
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di tutti le donne, i bambini
e gli uomini vittime in Afghanistan, ex-Jugoslavia, Kosovo,
Cecenia, Rwanda, Darfur...; dei meninos de rua, dei bambini dimenticati nelle
fogne russe o della
Romania,
che sniffano sostanze nocive per dimenticare la loro
infanzia negata; dei bimbi sfruttati,
maltrattati, usati per scopi inumani ed immorali; dei bimbi
nati in famiglie povere della povertà
più assoluta: quella dell'amore negato; delle vittime delle
guerre dimenticate, lontane dagli interessi
massmediatici ma così vicine agli interessi economici
di uomini senza scrupoli...
Di tutte le realtà dimenticate o nascoste che fanno sì che
non vi sia giustizia, ma solo Pace apparente!... |
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Pace a
loro! Forza
e consolazione
a chi resta...
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"La morte di Non-importa-chi è
la morte intera Non-importa-
chi è tutto il mondo. E questo Non-importa-chi può prendere
la forma atroce di un
bambino in corsa. Non ci
sarà più nulla da
scrivere, nulla da leggere. Non ci sarà che
l'intraducibile della
vita di
questi morti tanto giovani, giovani da urlare...."
...:::Marguerite
Duras:::...
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riconoscerei in un aspetto essenziale della
pace cristiana
una trasfigurazione della forza: non più violenza
aggressiva
ma vigore (...) la pace non è una condizione di debolezza, ma
la condizione forte che richiede da noi
il massimo di espoliazione, di sforzo e di rischio per mantenervi l'eroismo della
nostra vocazione cristiana...
Emmanuel Mounier
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Terra Santa!
VERRA' UN GIORNO.....
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