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IL BALLO DELL’OBBEDIENZA (1949)
Noi abbiamo suonato il flauto
e voi non avete danzato
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Tutti si apprestano a danzare.
Dappertutto, dopo mesi, dopo anni,
il mondo
danza
Ondate di guerra, ondate di ballo.
C’è proprio molto rumore.
La gente seria è a letto. I religiosi recitano il mattutino di sant’Enrico, re. E io, penso
all’altro re. Al re Davide che danzava davanti all’Arca.
Perché se ci sono molti santi che non amano danzare, ce ne sono molti altri che hanno avuto bisogno di danzare,
tanto erano felici di vivere: Santa Teresa con le sue nacchere,
San Giovanni della Croce con un Bambino
Gesù
tra le braccia, e san Francesco, davanti al papa...
Se noi fossimo contenti di te, Signore, non potremmo resistere a questo bisogno di danzare che irrompe nel mondo,
e indovineremmo facilmente
quale
danza
ti piace farci danzare, sposando i passi che la tua Provvidenza ha segnato.
Perché io penso che tu forse ne abbia abbastanza della gente che, sempre, parla di servirti con l’aria da capitano,
di conoscerti con aria da professore, di raggiungerti con regole sportive,
di amarti come ci si ama in un matrimonio invecchiato.
Un giorno in cui avevi un po’ voglia d’altro hai inventato san Francesco,
e ne hai fatto il tuo giullare. Spetta a noi ora di lasciarci inventare
per essere gente allegra che
danza
la propria vita con te.
Per essere un buon danzatore, con te come con tutti,
non occorre sapere dove la
danza
conduce. Basta seguire, essere gioioso,
essere leggero, e soprattutto non essere rigido.
Non occorre chiederti spiegazioni sui passi che ti piace fare. Bisogna essere come un prolungamento,
vivo ed agile, di te. E ricevere da te la trasmissione del ritmo che l’orchestra scandisce.
Non bisogna volere avanzare a tutti i costi, ma accettare di girarsi, di andare di fianco. Bisogna sapersi fermare e sapere scivolare invece di camminare. Ma non sarebbero che passi senza senso
se la musica non ne facesse un’armonia.
Ma noi dimentichiamo la musica del tuo Spirito, e facciamo della nostra vita un esercizio di ginnastica;
dimentichiamo che fra le tue braccia la
vita è
danza,
che la tua Santa Volontà è di una inconcepibile fantasia, e che non c’è monotonia e noia
se non per le anime vecchie, che fanno tappezzeria nel ballo gioioso del tuo amore.
Signore, Vieni a invitarci.
Siamo pronti a danzarti questa corsa da fare, questi conti, il pranzo da preparare, questa veglia in cui avremo sonno.
Siamo pronti a danzarti la
danza
del lavoro, quella del caldo, e quella del freddo, più tardi. Se certe arie sono spesso in minore, non ti diremo
che sono tristi; se altre ci fanno un poco ansimare, non ti diremo che sono logoranti.
E se qualcuno ci urta, la prenderemo in ridere;
sapendo bene che questo capita sempre
quando si
danza.
Signore, insegnaci il posto che tiene, nel romanzo eterno avviato fra te e noi,
il ballo singolare della nostra obbedienza.
Rivelaci la grande orchestra dei tuoi disegni; in essa quel che tu permetti
dà suoni strani nella serenità di quel che tu vuoi.
Insegnaci a indossare ogni giorno la nostra condizione umana come un vestito da ballo che ci farà amare da te, tutti i suoi dettagli
come indispensabili gioielli.
Facci vivere la nostra vita non come un gioco di scacchi dove tutto è calcolato,
non come una match dove tutto è difficile, non come un teorema rompicapo,
ma come una festa senza fine in cui l’incontro con te si rinnova, come un ballo,
come una
danza,
fra le braccia della tua grazia,
nella musica universale dell’amore.
Signore, vieni a invitarci!.....
Madeleine Delbrel


TE
DEUM
Noi ti
lodiamo,
Dio *
ti
proclamiamo
Signore.
O eterno
Padre, *
tutta la terra
ti adora.
A te cantano
gli angeli *
e tutte le
potenze dei
cieli:
Santo, Santo,
Santo *
il Signore Dio
dell'universo.
I cieli e la
terra *
sono pieni
della tua
gloria.
Ti acclama il
coro degli
apostoli *
e la candida
schiera dei
martiri;
le voci dei
profeti si
uniscono
nella tua
lode; *
la santa
Chiesa
proclama la
tua gloria,
adora il tuo
unico figlio, *
e lo Spirito
Santo
Paraclito.
O Cristo, re
della gloria, *
eterno Figlio
del Padre,
tu nascesti
dalla Vergine
Madre *
per la
salvezza
dell'uomo.
Vincitore
della morte,*
hai aperto ai
credenti il
regno dei
cieli.
Tu siedi alla
destra di Dio,
nella gloria
del Padre. *
Verrai a
giudicare il
mondo alla
fine dei
tempi.

Soccorri i
tuoi figli,
Signore, *
che hai
redento col
tuo sangue
prezioso.
Accoglici
nella tua
gloria *
nell'assemblea
dei santi.
Salva il tuo
popolo,
Signore, *
guida e
proteggi i
tuoi figli.
Ogni giorno ti
benediciamo,
*
lodiamo
il tuo
nome per
sempre.
Degnati
oggi,
Signore, *
di custodirci
senza
peccato.
Sia sempre
con noi la tua
misericordia:
*
in te abbiamo
sperato.
Pietà di
noi,
Signore, *
pietà di noi.
Tu sei la
nostra
speranza, *
non saremo
confusi in
eterno.
AMEN!
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