.



 


L'amore è tessuto in casa!


 La nostra casa  
 

Signore, fà che noi siamo la nostra casa.

Che non siano solo i muri a costruirla.

Non sono gli architetti e i muratori, a darle vita.

Non gli urbanisti ad aprirla al mondo e agli uomini.

Fa' che ad abitarla e a darle vita

siano i nostri sguardi e le nostre coscienze.

Fà che in essa

i nostri occhi mai temano di incontrarsi

e che le nostre coscienze amino sempre la trasparenza.

Fà che le nostre pupille

siano il luogo più nostro della nostra casa,

il luogo dove non ci stanchiamo mai

di innamorarci e di riconoscerci,

di crescere l'uno nella vita dell'altro.

Che nella nostra casa faccia la sua tenda la parola,

il gusto di raccontarci i cammini percorsi.

Che in essa le nostre parole

sappiano farsi veramente carne e vita,

racconto e progetto,.

Impedisci,Signore,

che nella nostra casa abiti il silenzio,

quello sordo della sfiducia e del conflitto,

quello gelido dell'indifferenza.

Fà che nessuna parola sia mai scontata,

che nessuna ripetizione nasca dalla noia,

che anche i balbettii siano amore ripetuto,

stupore ritrovato.

La nostra casa sia, Signore,

la casa delle mani e dei gesti.

Che le nostre dita conoscano la tenerezza.

Che i nostri gesti

sappiano sempre del senso e del significato.

Che nulla sia perduto.

Felicità è essere sposati col tuo miglior amico

Che il nostro abbraccio conosca sempre

l'esatto equilibrio fra aprirsi e accogliere.

Solo così la nostra casa

sarà luogo di ristori e non di fughe,

di inizi e non di diaspore,

di ospitalità e non di paura.

Fà, o Signore, che la nostra casa

sia le nostre utopie,

le nostre speranze

comunicate e sofferte insieme.

Che in essa respiri la fiducia nella vita e nella gente.

Che in essa le sconfitte

siano occasione di crescita,

indicazione verso la saggia ironia.

La nostra casa sia la terra dell'ideale:

tempo e luogo

dove l'astratto vive di concretezza,

dove l'ultimo sia il primo,

dove il "tu"

sia il primo pronome della nostra vita.

Dacci, o Signore, la gioia

di vivere anche le nostre vecchiaie

come crescita e come innamoramento,

come cammino che sempre più ci unisce

conducendoci a Te.

La nostra casa sia, allora,

il tempo dell'imminenza e dell'immanenza,

del Natale e della Resurrezione,

così che anche le nostre delusioni e le nostre morti

siano attesa e memoria del Tuo abbraccio,

fino ad esserne - con la Tua grazia

e nel Tuo perdono - simbolo e sacramento.

Quando, Signore, vedremo il Tuo Volto,

fà che nei Tuoi occhi possiamo ritrovare

ancora più bella e vera e nostra

la casa delle nostre giornate e delle nostre notti.

Che nel tuo sguardo essa risorga

come carne e corpo dei nostri legami

e del nostro aprirci quotidiano alla vita.

  Gigi e Rosy C. 

.
midi "Say you, say me" - Lionel Ritchie


Famiglia diventa ciò che sei


Mappa del Sito
IL LABORATORIO DELLA FANTASIA